18 lezioni che ho imparato in un anno sulla fotografia creativa

Non riesco a credere che siano trascorsi sette anni da quando ho incominciato a fare fotografia sul serio.

Intendo dire da quando ho incominciato a vendere le immagini che scatto. Quello che più mi è piaciuto in questo percorso è stato il fatto di sapere che dall’altra parte del mondo c’è qualcuno che non è mio parente e non è tenuto a comprare una mia immagine ma che vedendo una mia fotografia dice: bella! La compro!

Mettere in un unico post cosa ho imparato in sette anni sulla fotografia è veramente impossibile, ma lo è anche raccontarti cosa ho imparato solamente in questo ultimo anno. Però possiamo limitare il campo e scegliere un tema: la creatività in fotografia. Come far nascere idee nuove per i tuoi scatti? Come superare il blocco del fotografo, quella situazione dove non si hanno più idee e diventa difficile trovare un proprio progetto?

Ecco cosa ho imparato nell’ultimo anno sulla creatività in fotografia.

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Fotografia creativa: appunti di un anno

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  • Spesso la creatività è sottrazione. Si diventa molto più creativi avendo a disposizione solamente un 35mm anziché uno zoom tuttofare. Si diventa più creativi scegliendo un unico tema conduttore per un intero reportage fotografico. Si diventa più creativi inserendo lo stessa dominante di colore in tutte le immagini scattate. E’ strano come lavora il cervello umano: dare troppe possibilità rischia di paralizzarlo. Vuoi essere creativo? Esci di casa e fotografa tutti i riflessi. Esci di casa e fotografa tutte le lettere “AR” in sequenza che riesci a trovare. Oppure stai in casa, ma fotografa solo oggetti rossi.

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  • Portati sempre carta e penna con te. Non sai quando salteranno fuori le migliori idee, ma sarà sicuramente quando meno te lo aspetti e scompariranno in fretta. Scrivi, scrivi, scrivi.

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  • Le migliori idee non nascono quando sei seduto davanti al computer. Hai bisogno di fare entrare nella tua testa idee nuove per crearne altre. Conosci persone, leggi libri, ascolta musica, guardati un film, vai a vedere un museo, porta la tua fidanzata a camminare in montagna… anche dallo schermo del tuo pc arrivano idee, ma vivere il mondo è indispensabile per fare galoppare la creatività.

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  • Guarda quello che fanno gli altri fotografi. Spiali online. Prendi appunti, fai screeshot di cosa ti piace e mettili in una cartella delle idee. Ogni tanto aprila e fatti ispirare (non copiare, ma ispirare!)

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  • Come nasce un’idea nuova? Sempre da idee vecchie. Prendi tre o quattro progetti di altri fotografi e mischiali assieme: questo non è copiare, è ricerca!

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  • Se qualcuno ti copia, ringrazia. Vuole dire che sei sulla buona strada e il tuo lavoro vale.

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  • Devi essere avido di immagini: prendi un libro, un giornale, qualsiasi cosa stampata che abbia un’immagine sopra… ecco, è li che sta tirando il mercato.

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  • Portati sempre dietro qualcosa che ti permetta di fotografare: uno smartphone, una macchina fotografica supercompatta… qualsiasi cosa utile a scattare un appunto fotografico che ti capita davanti all’improvviso e su cui tornare a lavorare più tardi.

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  • Meglio ancora: portati dietro la tua macchina fotografica ufficiale quando puoi. La migliore macchina fotografica è quella che hai con te.

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  • Black MagicRubami le idee! Un articolo di questo blog che ti consiglio: Magia nera fotografica Puoi trovare il risultato di questo progetto nella foto a lato. Prendi l’idea che c’è in questo articolo e falla tua!

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  • Non forzare le idee. Forzarle le rende innaturali. Lascia che fluiscano naturalmente, quando meno te lo aspetti…e sii pronto con carta e penna per non fartele scappare.

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  • Se sei nel dubbio se il tuo lavoro vale, chiedi. Chiedi online, chiedi a un amico fidato, chiedi a qualsiasi essere umano che non debba per forza essere gentile con te. Chiedigli questa fotografia ti piace?

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  • Un libro consigliato: Ruba come un artista. Questo è stato libro che mi ha sbloccato come fotografo all’inizio del 2014 quando mi sono trovato in difficoltà creativa, obbligandomi a fare cose nuove. E’ un libro che con la tecnica fotografica non ha nulla a che fare ma che riesce a insegnare tanto al fotografo che lo legge. Ti lascio qualche idea sparsa presa da questo libro per stimolare la tua riflessione:
    • L’artista (nel nostro caso, il fotografo) è un collezionista selettivo di buone idee fotografiche di altri.
    • Nulla è originale. Anche la tua fotografia è figlia di altre mille immagini che hai visto nel corso della tua biografia.
    • Non aspettare di sapere chi sei per fare qualcosa. Lo capirai strada facendo che tipo di fotografo sei: intanto incomincia a fare qualcosa. E’ facendo cose che scopri chi sei.
    • Scatta cosa ti piace. Tanto chi è dall’altra parte e vedrà la tua immagine lo capirà che hai scattato mettendoci il cuore. Questo non vuole dire fregarsene di cosa richiede il mercato, ma cerca la nicchia di mercato che ti si addice di più e poi lanciati.
    • I tuoi progetti secondari e i tuoi hobby sono importanti. Alcune delle mie fotografie più vendute sono relative alle mie passioni extrafotografiche. Ad esempio, gli scacchi (come ti sarai accorto dal logo del blog fotoguadagnare.com). Ho utilizzato alcune delle scacchiere a mia disposizione per realizzare dei concept still life e sono tra le immagini che ho in assoluto venduto di più. E sai la cosa buffa? Sono tra quelle che ho scattato più facilmente.

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Conclusioni

Prendi qualche punto della lista che leggi sopra. Non tutti: solo due o tre. E incomincia a lavoraci da subito senza rimandare a domani.

Spesso si tratta di piccole modifiche a cose che già fai, semplicemente si tratta di farle in modo un po’ diverso. Ma tutti i punti che trovi sopra hanno avuto un enorme impatto sulla creatività della mia produzione fotografica del 2014. E te lo dice uno che un anno fa sbatteva la testa contro il muro per farsi venire anche solo un’idea nuova!

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2016-10-15T10:54:42+00:00 23 dicembre, 2014|Chiacchieriamo di Fotografia, Tecnica Fotografica|12 Comments

12 Commenti

  1. Giovanni Bertagna 23/12/2014 al 23:37

    Uno dei tuoi articoli che preferisco!
    Da diverso tempo stavo riflettendo su questi concetti e da un mesetto ho cominciato a raccogliere ispirazioni, esempi, appunti, ecc. fino ad arrivare a individuare solo alcuni progetti da sviluppare. Perché, come giustamente dici, troppi progetti portano solo confusione e scarsi risultati.
    Personalmente mi sto aiutando in tutto questo con un app (OneNote) che ho installato su smartphone, tablet e notebook così da poter prendere appunti in qualsiasi momento e con qualsiasi dispositivo ho a portata di mano…
    Ho iniziato a utilizzare anche le mappe mentali per creare uno schema del progetto, suddividendolo in sottoprogetti, che intendo sviluppare. In rete si trovano molti articoli al riguardo principalmente dedicati allo sviluppo di blog ma applicabili anche a un progetto fotografico e a qualsiasi altro progetto.
    Chiaramente tutto questo è applicabile al microstock. La ricerca per realizzare le foto di una determinata nicchia non è uguale allo sviluppare un progetto fotografico ?
    Consiglio di provare, da un grosso aiuto organizzativo e facilita l’ottenimento di risultati.

    Un’altra cosa che condivido è l’uso dell’obbiettivo fisso. Da qualche settimana ho “incollato” il 20mm f1.7 (40mm equiv.), acquistato usato da poco, imponendomi di utilizzare solo questo.
    Molte volte avevo letto suggerimenti al riguardo per riscoprire la creatività… e in effetti funziona!

  2. Francesco Magnani 24/12/2014 al 17:31

    Tutti ottimi consigli e sottolineo l’importanza di creare dei portfolio a tema. Fotografare avendo in mente un progetto può essere più difficoltoso all’inizio, ma si impara tanto e stimola la creatività.

  3. IvanguArt Pictures 27/12/2014 al 13:57

    Mi ritrovo in quel che scrivi all’inizio dell’articolo:

    <>

    Non si tratta di quanto puoi o non puoi guadagnare con il microstock business, ma di quello che puoi imparare facendo microstock. Dei cambiamenti progressivi che tu stesso noti quando rivedi uno scatto.

    Riguardi le tue vecchie fotografie dopo un po’ di tempo che ti didichi al microstock e capisci che quell’immagine l’avresti dovuta scattare in un modo completamente diverso.

    Il microstock è un percorso attraverso il quale migliorarsi come “colui che scatta”. La vendita dell’immagine avverrà prima o poi, ma non si deve demordere.

  4. Cinzia 29/12/2014 al 13:17

    Io ho una macchina fotografica dicesi compatta Nikon Coolpix 6000 (pagata 450 euro tre anni fa’) però fa delle gran belle foto. Trovo che non è la macchina che fa il fotografo, ma e’ la mano…Mi capita di fare tante foto di eventi fra amici, djs, e in tanti mi fanno complimenti e usano le mie foto per il loro profilo. Oggi ho capito leggendo l’articolo che non me la devo prendere se mi rubano le foto senza mettere vicino il mio nome…però proprio il mese passato su fb ho avuto da dire con un dj che ha cambiato nome alle mie foto (che gli avevo condiviso) e ha messo il suo. Io amo fotografare tutto ovviamente anche fiori, paesaggi ect e vorrei da questa mia passione farne una professione. Che consigli potete darmi. Grazie.
    (Ps. Faccio foto dal 1994)

    • Paolo 29/12/2014 al 13:37

      Brava Cinzia. Il primo consiglio? Vai a curiosare su questo blog la pagina Da dove inizio? (la trovi nel menu in alto a sinistra).

  5. fabionodariphoto.com 01/01/2015 al 18:37

    Davvero ottime osservazioni Paolo…Soprattutto quella sull’originalità…

  6. Bruno 02/01/2015 al 11:41

    bel post! sono grandi consigli per dare una spinta alla propria fantasia, ed evitare di fossilizzarsi su pochi soggetti / situazioni che di fatto costituiscono, alla lunga un limite ai propri orizzonti creativi.

    è da poco che leggo i vostri interventi, mi pare però non sia stato affrontato il tema della regolarizzazione fiscale nei siti di microstock. io mi sono trovato in difficoltà, come avete gestito la cosa? Paolo magari ci darà qualche dritta! 🙂

    Grazie!

    • Paolo 02/01/2015 al 13:14

      Ciao Bruno,

      Per quanto riguarda la regolarizzazione fiscale posso solamente raccontare la mia esperienza. Per me è abbastanza semplice: io sono un lavoratore dipendente (impiegato) e faccio il fotografo microstock come secondo lavoro. La mia azienda mi permette di compilare il modello 730 online e qui puoi trovare la voce “altri redditi”, dove inserire i proventi del microtock. Vado a memoria, ma dovrebbe essere il Quadro D.

      A presto!

      Paolo

  7. Daniele 03/01/2015 al 18:44

    Ciao Paolo,
    complimenti per l’ottimo post.
    Mi chamo Daniele e vorrei entrare nel mondo del microstock per valorizzare la mia passione per la fotografia e portarla a qualcosa di più di un semplice hobby. Ho già un lavoro e vorrei dedicarmi al microstock come part-time.
    Ti confesso che sono un po’ impaurito e volevo chiederti qualche info per rasserenarmi un po’, in special modo riguardo alla liberatoria e a eventuali beghe con le agenzie. Quali limiti bisogna rispettare per non incorrere in qualche problema? Per esempio se scatto ad una persona di spalle in una fotografia Street possono esserci dei problemi? quanta libertà avrei nei miei scatti, sempre commisurata a realizzare una foto che funzioni?
    Grazie mille per lo splendido lavoro e l’aiuto che dai a tutti noi.
    Buon anno.
    Daniele

    • Paolo 05/01/2015 al 10:51

      Ciao Daniele,

      Mi vengono in mente un sacco di consigli possibili per la tua nuova carriera di fotografo microstock ma li sintetizzo in uno: non mollare. E aspettarsi risultati in un lasso di tempo relistico, che io vedo nei tre anni di attività.
      Per quanto riguarda la tua domanda, ti lascio il link di questo articolo: http://www.fotoguadagnare.com/vendere-foto-online-microstock/microstock-liberami-dalla-liberatoria-12/
      Qui potrai trovare un po’ di informazioni in merito. Andando sul tuo specifico esempio, quello della persona fotografata di spalle, la risposta è “dipende”. La soglia di accettazione delle agenzie microstock è veramente variabile e in questo caso alcune agenzie accetterebbero l’immagine, altre no. Tendenzialmente anche se la persona è ripresa di spalle ma è il soggetto principale dell’immagine la risposta è negativa.

      A presto!

      Paolo

  8. Alessandro 23/01/2015 al 16:12

    Ciao Paolo,
    ti seguo da Settembre, sono capitato sul tuo sito per sbaglio e mi hai aperto un mondo, da allora sono entrato come collaboratore su Fotolia, Alamy, IStock e alla fine, dopo un po di tentativi, su Shutterstock. Le prime foto vendute da Fotolia mi hanno fatto sentire subito un bel brivido ma è stato ieri che trovando una mia foto su un articolo in rete (ho fatto una ricerca per immagine su google per curiosità) mi sono sentito orgoglioso di averla scattata e che sia stata utile ad uno scopo ben preciso. Questo mi ha fatto anche capire meglio la destinazione della mia immagine e quindi l’ ho letta con occhi diversi. Guadagnare è importante e capisco dalla proporzione tra mie vendite e numero di immagini che ho caricato (ho pochissime immagini, ordine di qualche decina) che ci sono grosse potenzialità, ma quello che secondo me è molto bello di questo fenomeno è lo stimolo a ricercare nuove immagini e migliorare la propria tecnica avendo l’ opportunità di confrontarsi sullo stesso piano con fotografi professionisti e amatori esperti in tutto il mondo, sulla base di un parametro di giudizio fatto da migliaia di utenti che cercano semplicemente quello che a loro serve.
    Diciamo che è una giuria gigantesca e che non ci conosce, quindi “ideale”.

    Questo per un amatore è un grosso stimolo a crescere e migliorare, ora guardo gli oggetti con occhi diversi, osservo le immagini per capire come sono state scattate, che prima, pur essendo un foto amatore, mi passavano davanti come pubblicità.

    Alessandro

    • Paolo 23/01/2015 al 22:46

      Alessandro, grazie per averci raccontato il tuo inizio. Adesso arriva il difficile: non mollare!

      Paolo

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