Facciamoci notare! Composizione fotografica e microstock.

vendere, foto, online, fotografia, immagini, Lightroom, Shutterstock, microstockFino a qualche anno fa chi sceglieva di avventurarsi nella fotografia microstock poteva permettersi il lusso di non conoscere la composizione fotografica.

La notizia è che quei tempi sono finiti.

In questo post non parleremo solo di composizione fotografica tradizionale, ma di quelle regole di composizione e contenuto valide specificatamente per coloro che voglio vendere fotografie online.

Perché vendere online è veramente un mestiere diverso rispetto a vendere sul mercato fotografico tradizionale.

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1 – Siediti sulla sedia del tuo cliente

Immagina il tuo cliente finale. Non l’agenzia a cui tu cedi il diritto di intermediare per la vendita delle tue immagini, che sia questa un’agenzia di fotografia microstock, macrostock o quant’altro. Immagina proprio il tuo cliente finale.

Probabilmente è seduto di fronte alla sua scrivania. Forse ha un caffè su quella scrivania. Magari è di luna storta perché è lunedì e il suo capo gli ha dato da chiudere un progetto che richiede di essere illustrato con alcune immagini entro un paio di giorni.

Di fronte a se ha il suo monitor. E’ un monitor di media qualità, non gigantesco (l’azienda è piccola e fa attenzione a ogni centesimo). Immaginiamo un 21 pollici.

Il nostro cliente ha due cose: un pc e tanta fretta di trovare l’immagine che gli serve. Il posto più semplice e veloce per trovare quell’immagine sono le agenzie di fotografia online. Apre la pagina di Shutterstock (Fotolia, 123RF… sostituisci pure con l’agenzia che preferisci) e, dopo avere inserito la parola chiave per la sua ricerca, ha di fronte migliaia di alternative sul tema.

Migliaia.

Bene: è da quel migliaio d’immagini che dobbiamo emergere.

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2 – Composizioni fotografiche con taglio quadrato

In quel secondo di tempo che il non ancora cliente osserva la nostra immagine dobbiamo essere in grado di spremere tutto quello che possiamo dalla sua attenzione. Per questo il taglio quadrato di un’immagine è spesso una buona scelta.

Il cliente osserva su un monitor centinai di immagini riprodotte in miniature (in inglese thumbnails). Per ogni immagine, i layout della maggioranza dei siti microstock concedono uno spazio quadrato in cui la stessa sarà raffigurata. Avere un’immagine quadrata permette di non avere bordi vuoti nell’area espositiva a noi riservata e ci permetterà di utilizzare ogni millimetro di schermo per catturare l’attenzione dell’osservatore.

Non consiglio di inviare solo immagini a taglio quadrato. Ma è un’ottima idea inviare lo stesso soggetto fotografato in taglio orizzontale, verticale e quadrato.

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3 – Composizione fotografica: la regola dei terzi

La regola dei terzi (posizionare il soggetto e gli orizzonti su una linea immaginaria collocata a un terzo dal bordo della fotografia) funziona. E funziona per tre motivi:

  • L’occhio dell’ispettore che giudicherà se la nostra fotografia è adeguata all’archivio di un’agenzia microstock è allenato a riconoscerla ed accettarla. In sostanza, la regola dei terzi dice all’ispettore so come fotografare e lo tranquillizza sul prodotto che lui sta esaminando per l’accettazione.
  • La regola dei terzi porta a lasciare libera parte dell’immagine e facilita l’inserimento di testo all’interno della fotografia, specie nelle pubblicazioni editoriali.
  • La regola dei terzi semplicemente rende la composizione di una fotografia più armonica. I nostri maestri della pittura prima e della fotografia poi non si sbagliavano: funziona visivamente.

Se sei interessato ad approfondire specificatamente il tema della composizione fotografica, ti rimando all’articolo Fotografia e caffè. La composizione fotografica. Esistono inoltre moltissimi libri interessanti su questo tema, uno dei più importanti nel mondo della fotografia. Tra i molti autori spiccano per completezza e utilità gli ottimi testi di Freeman. Ecco il link per avere una panoramica: Freeman composizione fotografica.

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4 – Aggiungi emozioni

Quando il nostro cliente ricerca un’immagine su uno schermo, abbiamo circa un secondo di tempo per catturare la sua attenzione. Se non ci riusciamo, dal secondo dopo lui starà esaminando altre immagini e non ritornerà più alla nostra fotografia. E la vendita sarà persa.

Per riuscire a catturare l’attenzione abbiamo bisogno che la nostra immagine sia emozionante, magari anche drammatica. Questo effetto è (relativamente) più semplice da ottenere se stiamo lavorando con modelle e modelli, dove uno sguardo nella fotocamera e la capacità espressiva del soggetto possono trasmettere in modo forte le emozioni che stiamo cercando.

Se stiamo lavorando senza persone che possano veicolare emozioni, l’effetto drammatico va cercato nell’utilizzo di punti di ripresa inusuali, anche esasperati (come l’utilizzo di obiettivi fisheyes), oppure utilizzando di ombre particolarmente incisive (specie negli still life).

La ricerca dell’esasperazione espressiva non è sempre una bella cosa. Ma qui non stiamo cercando di fare solo belle fotografie: stiamo cercando anche di venderle.

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5 – Test. Ci facciamo notare?

Questa è un piccolo segreto che applico prima della conclusione della lavorazione delle mie immagini e che mi ha permesso di incominciare a vendere veramente (prima vendicchiavo, guadagnicchiavo… insomma, vendevo poco o niente).

Prima di fare l’upload delle mie immagini, le riduco sullo schermo alla grandezza circa di un’anteprima. Poi vado su Shutterstock (le alternative che utilizzo sono Fotolia e 123RF), inserisco come keyword il tema principale della mia immagine e confronto la mia fotografia con le future concorrenti.

Quando applicavo questa procedura le prime volte, nel 90% dei casi tornavo indietro e rivedevo tutta la postproduzione della mia fotografia. E’ incredibile come una prassi così semplice e veloce possa aprire gli occhi non solo su quello che fanno i tuoi concorrenti, ma anche su  come quell’immagine sarebbe vista (e magari ignorata) dal tuo cliente.

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6 – Scegli un unico messaggio

Cosa dice la mia immagine? Questa è una domanda che ti devi fare, perché il cliente parte esattamente da questo pensiero: ho bisogno di un’immagine che dice ______.

Da un punto di vista di composizione fotografica, spesso questo coincide con la regola meno è meglio. Un taglio stretto, che escluda elementi inutili che confondono il messaggio, aiuta a distinguersi.

Includere troppi elementi all’interno di un’immagine (e io sono il primo ad avere avuto in abbondanza questo difetto) non è comunque apprezzabile all’occhio di chi quella fotografia la osserverà alla grandezza all’incirca di un francobollo. Quello che funziona sono pochi elementi (meglio ancora uno solamente) con taglio abbastanza stretto da essere chiaramente visibile quando esaminato in anteprima.

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7 – Colori primari

I colori vivi portano attenzione. I colori pastello sono i miei preferiti, ma non stiamo scrivendo di cosa ci piace o meno: stiamo scrivendo di cosa riesce a bucare lo schermo e aiutarci a vendere il nostro prodotto fotografico. Blu, verde e giallo, quando sono saturi spiccano sul monitor.

Ma il colore migliore per farsi notare è il rosso. Un rosso saturo, anche all’interno di una pagina con centinaia di anteprime, urla attenzione e ci distingue tra la folla.

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Conclusioni

Questo post offre sette piccoli strumenti da tenere nella cassetta degli attrezzi non solo del fotografo microstock, ma più in generale di tutti i fotografi che scelgono di affacciarsi al mercato stock online. Non tutti sono precisamente consigli di composizione fotografica, ma in tutti i casi si tratta di suggerimenti che mi hanno aiutato negli anni ad avere risultati tangibili.

Insomma: suggerimenti che aiutano a vendere le nostre fotografie online.

A presto

Paolo

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2016-10-15T10:54:57+00:00 17 settembre, 2014|Fotografia Microstock, Tecnica Fotografica|8 Comments

8 Commenti

  1. Agata 17/09/2014 al 15:24 - Rispondi

    grande come sempre! 🙂 Agata

  2. Gaetano 17/09/2014 al 17:06 - Rispondi

    Interessantissimo questo articolo Paolo complimenti

  3. Francesco Carniani 17/09/2014 al 19:14 - Rispondi

    aggiungo: il punto 4. l’emozione nella fotografia, quello è il perno per distinguersi e molto ruota in ciò, la tua creatività, la tua originalità e la tua diversità con il resto… io prediligo l’emozione positiva quella drammatica non mi riesce.

    complimenti per i tuoi post paolo sempre ottimi per chi vuole iniziare ma anche per chi vuole migliorare come me.

  4. Salvatore 17/09/2014 al 20:43 - Rispondi

    Caro Paolo, interessantissimo anche questo post.
    Mentre scrivo il pc fa l’upload di altre trenta foto; gia’ sono a 60 ma non tutte le agenzie le hanno ancora valutate. in vendita ho circa una decina qua e la’ ma cmq ancora con tante 0 visite e circa tre con una o due visite. Certo e’ che se al di la se la foto piace o meno, non la trovano …… chissa’ che indicizzazione usano questi. Spro che almeno a parita’ di parole, vadano in rotazione fra i contributor. A presto caro. Ciao.

  5. Alfredo 18/09/2014 al 12:39 - Rispondi

    Mi piace il metodo della piccola immagine di anteprima da confrontare… un trucco da applicare sicuramente!

  6. enrico 19/09/2014 al 23:23 - Rispondi

    Ciao Paolo,tra i tuoi post c’è sempre da scoprire qualcosa, che magari è già sotto gli occhi, ma grazie alle tue analisi e considerazioni, ecco che miracolosamente si rivelano;-) Però, la mia bestia nera, al momento risulta essere ancora la scarsa ( se non addirittura nulla) visibilità su vari siti come Fotolia, iStock,123rf, – Deposit va invece contro tendenza, pur avendo pochissime foto su questo sito – limite che poi, come tu hai più volte già messo in evidenza, rende tutto vano, anche in presenza di una ipotetica foto da vendite al top.
    Bebe, secondo te, la causa diretta di questo “rimanere nell’ombra” può essere riconducibile solo ad una poco felice scelta delle keywords o , magari c’è dell’altro che ancora non riesco a cogliere?
    Un caro saluto Enrico

    • Paolo 20/09/2014 al 10:13 - Rispondi

      Ciao Enrico e grazie a te di esserti fermato a leggere da queste parti. Darti una risposta è veramente difficile perchè non abbiamo nessun dettaglio del tuo portfolio. Piuttosto che rischiare di dare suggerimenti generici poco utili, ti propongo questo: inviaci i link di un paio di tuoi portfoli online e, se vuoi, dedichiamo anche un intero post alla lettura delle tue immagini. Ti va? Utile per te, utile per gli altri.

      Paolo

  7. Fabio Nodari 24/09/2014 al 12:47 - Rispondi

    Ottimi consigli come sempre Paolo.. 😉

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