Fotografia e caffè. La composizione fotografica.

Michelangelo's DavidParlare di composizione fotografica con Leo alla macchinetta del caffè è stato e sarà probabilmente il momento più alto della mia giornata lavorativa. Non che non mi piaccia il mio mestiere d’impiegato, ma semplicemente ci sono giornate un po’ più difficili di altre. Questa mattina ha provato il caffè Premium. Costa 10 centesimi in più di quello standard, che a sua volta costa 26 centesimi. Però secondo me il gusto è uguale. Leo è quello che parla poco. Non solo in questa chiacchierata. Parla proprio poco in generale.

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Allora? I tuoi esperimenti fotografici?

Domenica sono andato all’Abbazia di Fruttuaria, non distante da Torino, ma la luce non era buona. E poi se avessi voluto vendere le foto degli interni avrei dovuto avere la liberatoria. Insomma: nulla di utile per il microstock. Però ho pasticciato un po’ con le inquadrature. Un po’ di interni, un po’ di esterni, ho fatto scuola guida con la composizione fotografica.

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Ma alla fine tu cosa intendi di preciso con composizione fotografica?

Sono tutte quelle decisioni prese dal fotografo su come ambientare un soggetto nello spazio dell’immagine. In pratica la composizione mi permette di focalizzare l’attenzione di chi guarda l’immagine su un qualcosa che voglio io, oppure a trasmettere un messaggio in modo chiaro. Lo stesso soggetto fotografico può essere dinamico oppure statico, a seconda di dove lo posizioniamo nell’inquadratura o di quanto ci avviciniamo. A volte basta poco: a volte basta scattare una fotografia con taglio orizzontale e una con taglio verticale per avere risultati enormemente differenti.

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Io non scatto quasi mai con taglio verticale, a meno che non siano alberi oppure fari…

Sai che pasticcio nel mondo del microstock e per me è importante non solo fare buoni scatti, ma anche molti scatti. Quando si parla di inquadratura e taglio dell’immagine, io faccio sempre almeno quattro versioni per ogni soggetto. Mi spiego. Metti che ho davanti un monumento che mi interessa fotografare…senti ma sto caffè Premium della macchinetta a te piace? A me sembra uguale a quello normale… Mah…dicevamo, per ogni soggetto, come il monumento che ti dicevo, realizzo almeno una immagine per tipologia:

  • Immagine a taglio orizzontale
  • Immagine a taglio verticale
  • Immagine destinata ad essere tagliata in postproduzione con taglio quadrato: questa è molto importante perché ho notato che si vendono bene. Per ritagliare l’immagine uso lo strumento crop di Adobe Lightroom, ma qualsiasi altro software va bene. Il taglio quadrato vende bene perché nelle agenzie microstock le anteprime delle immagini sono grandi come un francobollo. Il formato quadrato ti permette di utilizzare tutto lo spazio che hai a disposizione per mostrare la tua fotografia e questo le fa risaltare di più rispetto alla concorrenza.
  • Immagine con taglio panoramico: ho notato che incuriosisce. Magari l’anteprima che si vede sul monitor è un po’ piccola, ma l’acquirente va a guardare perché è diversa dalle altre.

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…e sulla composizione fotografica intesa come regola dei terzi, primo piano e tutta quella roba li?

Su quella roba li ci possiamo scrivere un libro perché è un argomento vastissimo, però stringo che questa mattina ho già parlato troppo. Secondo me, la sintesi della sintesi utile a chi vende fotografia stock è:

  • Regola dei terzi, quella che dice che dividendo l’immagine in terzi e mettendo il soggetto in uno dei punti di intersezione si ottiene un’immagine più dinamica e armonica rispetto a porre il soggetto al centro (vedi anche regola dei terzi su Wikipedia). La regola dei terzi è la regola di composizione fotografica più diffusa per un semplice motivo: funziona. Inoltre ti mette al sicuro: l’ispettore che dovesse giudicare l’immagine non te la rifiuterà mai per ragioni di composizione.
  • Riempire l’immagine con il soggetto. Cioè avvicinarsi, avvicinarsi, avvicinarsi fino a quando il soggetto quasi sfiora i bordi del fotogramma.
  • Lasciare copy space. Cioè lasciare spazio libero nell’immagine dove l’utilizzatore finale possa inserire del testo una volta impaginata la fotografia. Magari un’ampia parte del cielo libera e uniforme, oppure una parte dell’immagine fuori fuoco che non disturbi il soggetto principale a su cui si possa inserire testo senza fare a pugni con lo sfondo.

Poi ci sono altre mille regole, come le linee prospettiche oppure l’utilizzo di cornici per inquadrare il soggetto principale. Secondo me le tre che ti ho detto sono quelle di base.

Però adesso che dici, facciamo finta di andare a lavorare?

2016-10-15T10:55:13+00:00 26 marzo, 2014|Chiacchieriamo di Fotografia, Tecnica Fotografica|0 Commenti

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