Fotografia microstock: l’autostrada per la ricchezza?

La fotografia microstock può veramente mantenere le aspettative a chi si lancia in questa avventura sperando di avere trovato l’autostrada per la ricchezza?

Le parole autostrada per la ricchezza non sono casuali. Ho recentemente finito di leggere il libro Autostrada per la ricchezza di MJ DeMarco e questa è la mia sintesi, senza troppi peli sulla lingua.

Contro

  • Il titolo è veramente autolesionista: sembra uno di quei corsi motivazionali per chi si vuole autoconvicere di diventare ricco facilmente lavorando poco e quando ne ha voglia.
  • E’ un libro di 492 pagine. Il suo contenuto poteva essere scritto in meno 100. Capisco che un libro con tante pagine comunichi “io sono importante”, ma qui abbiamo esagerato…

Pro

  • In quel 20% del libro che si salva dalla fuffa, ci sono diverse idee interessanti.
  • Mi ha dato lo spunto per pensare alla fotografia microstock da un diverso punto di vista.

I 5 comandamenti applicati alla fotografia microstock

In quella che è una delle parti più interessanti del libro, l’autore identifica i 5 comandamenti che sono il fondamento di qualsiasi impresa di successo. Chi sceglie di tentare la strada della fotografia microstock è giusto che la intenda come una piccola (ma speriamo per lui che diventi presto grande) attività imprenditoriale. E’ possibile che i comandamenti elencati da MJ DeMarco siano applicabili alla fotografia microstock? Vediamolo assieme.

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Il comandamento del bisogno

Le imprese che ottengono profitti sono quelle che risolvono problemi

Questa frase, o comandamento per dirla con le parole dell’autore del libro, è quella che ha sollevato la mia soglia di attenzione fino a quel punto della lettura piuttosto annoiata. Probabilmente ha anche salvato il libro da un precoce cestinamento nel bidone della carta reciclata.

Se hai letto altri post su questo blog sai che ripeto fino alla noia la necessità di fare fotografia microstock partendo dalle esigenze del cliente. Che è esattamente l’opposto di quello che fanno molti fotografi amatoriali: partono dalla propria fotografia e poi cercano di venderla.

Un approccio professionale alla fotografia microstock si muove esattamente nella direzione opposta. Prima è necessario studiare il mercato e quello di cui il possibile cliente ha bisogno, solo dopo si procede alla realizzazione dell’immagine. E’ sicuramente un pensiero fotografico meno libero e poetico, ma qui stiamo cercando di vendere delle fotografie e il mercato comanda.

Qualsiasi impresa, incluso il negozio di fotografia all’angolo, non deve esistere per risolvere i bisogni egoistici del proprietario. Se vuoi pagare le bollette a fine mese ci riesci solo se dai la caccia ai bisogni degli altri, non ai tuoi. Molti Coach e guru motivazionali insistono sull’idea fa quello che ami. Ma è un’idea che può andare bene fino a un certo punto: oltre bisogna fare quello che funziona e ci fa vendere.

Mi riconosco appieno in questo comandamento: quasi tutte le immagini che realizzo specificatamente per la fotografia microstock nascono per risolvere un problema di un possibile cliente, che sia un sito di viaggi o l’inserimento in una brochure commerciale.

Se vuoi approfondire l’argomento puoi leggere il post Diventare fotografo professionista: fai quello che ami senza morire di fame

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Il comandamento dell’accesso

Quando le barriere di accesso sono ridotte, l’efficacia di quella strada diminuisce e la competizione aumenta.

Ahi ahi ahi… Qui ci sono i veri dolori del fotografo microstock.

Ma in quanti siamo a volere fare i fotografi? Milioni. E la fotografia microstock ha rappresentato un’enorme opportunità per chi è un non professionista di affacciarsi a un mercato fino a qualche anno fa esclusivo e settario. Tuttavia, questo ingresso massiccio di nuovi fotografi presso le agenzie online ha innalzato enormemente l’asticella della qualità e inasprito la competizione.

Barriere di accesso basse = tutti ci provano

Detail of 2014 Indonesia Visa on passport

Da questa situazione si esce in un solo modo. Se vuoi comunque entrare in un mercato molto competitivo e con barriere di accesso basse, come quelle della fotografia microstock, devi essere pronto a dare un qualcosa di eccezionale. E’ il motivo per il quale non fotografo più oggetti still life su sfondo bianco a meno che non siano oggetti di difficile reperibilità. E’ quasi impossibile vendere un’immagine su sfondo bianco di una cravatta. Cosa molto più facile è stato vendere l’immagine che vedi qui a fianco di un dettaglio del mio visto di ingresso in Indonesia.

Sì, anche in questo comandamento mi riconosco…

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Il comandamento del controllo

Prendi il posto del guidatore

MJ DeMarco invita i suoi lettori ad avere il controllo del proprio piano finanziario, evitando di lavorare per rendere ricco qualcun altro. Purtroppo questo è un punto debole della fotografia microstock: di fatto accettiamo di dare parte del controllo alle agenzie cui contribuiamo le quali decidono economicamente quanto spetta a noi e quanto spetta a loro. Inoltre decidono le politiche di vendita: quali clienti privilegiare, quando eliminare dal tuo portfolio immagini che non hanno avuto download, se chiudere il tuo profilo di contributor…

Fotografia microstockE’ chiaro che nel momento in cui accettiamo di dare il controllo del nostro portfolio fotografico a un’agenzia (pur rimanendo formalmente autori e proprietari delle immagini che produciamo) lo facciamo per un tornaconto importante. L’agenzia in oggetto si occuperà di dare visibilità alle nostre fotografie, trovare i clienti e occuparsi di tutti gli aspetti amministrativi dal momento del nostro upload fino a quando il denaro sarò consegnato sul nostro account.

Come trovare il giusto equilibrio tra assenza di controllo da parte del fotografo e necessità di utilizzare le agenzie di fotografia microstock per avere una giusta visibilità e supporto nella distribuzione? Personalmente ho impostato tutta la mia produzione fotografica con una scelta di non esclusività presso alcuna agenzia o relativa ad alcuna immagine.

Tutte le mie fotografie possono essere distribuite a tutte le agenzie, senza vincoli. Questo mi permette di rientrare in possesso di parte del controllo cui questo comandamento fa riferimento. Se hai dei dubbi tra diventare esclusivista o rimanere libero fai un giro sui forum in rete a leggere cosa pensano i contributor esclusivisti di iStock dopo il cambio delle politiche di vendita (e retribuzione) avvenuto ormai diversi mesi fa. Ti renderai conto di quanto possa essere pericoloso mettere tutte le uova in un paniere e perdere il controllo del tuo portfolio!

Quali agenzie scegliere? Le tre agenzie da cui ti suggerisco di partire sono: Shutterstock, Fotolia e 123RF.

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Il comandamento dell’influenza

Per fare milioni di dollari devi influenzare milioni di persone

In sintesi, se metti a punto un business che tocca milioni di vite sicuramente la tua attività ha più possibilità di successo rispetto a un negozietto sperduto in un paese di montagna.

Da questo punto di vista, l’utilizzo della rete rende la fotografia microstock un veicolo veramente potente. A differenza del fotografo tradizionale che si limitava a operare in una zona geografica molto limitata oggi abbiamo la possibilità di vendere immagini a chi non ci conosce semplicemente esaudendo un suo bisogno, senza vincoli di prossimità.

Questo è anche il vero motivo per il quale scelgo di utilizzare agenzie di fotografia microstock. Aprire un sito di vendita diretta di mie immagini non mi permetterebbe mai di avere l’estensione nella distribuzione e vendita che oggi ho grazie alle agenzie microstock. Anche se questo avviene a scapito di una certa perdita di controllo (comandamento precedente), che cerco di bilanciare non diventando esclusivista presso alcuna agenzia.

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Il comandamento del tempo

La tua impresa deve essere slegata dal tuo tempo

Il reddito passivo è uno degli obiettivi dell’approccio dell’autore. E’ importante che l’impresa sia il più possibile automatizzata per operare anche quando l’imprenditore è assente. Il focus è sullo slegare il proprio reddito dal tempo.

Penso che la fotografia microstock rispetti in gran parte questo comandamento. Seppur è vero che comunque bisogna creare immagini in continuità per mantenere un livello di guadagni soddisfacente, è anche vero che la dittatura del tempo sul fotografo microstock è molto limitata. Vuoi scattare solo durante i weekend? Lo puoi fare e le tue immagini nel frattempo continueranno a portare guadagni. Vuoi fermarti come fotografo per tre mesi perché sei stanco? Il gettito del tuo portfolio ne risentirà con il passare delle settimane, ma comunque continuerà a produrre reddito a prescindere dal tuo impegno. Insomma, anche su questo comandamento ci siamo!

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Conclusione

Spero che l’autore e gli editori di Autostrada per la ricchezza non mi facciano causa per avere scritto che il libro è troppo lungo e il titolo veramente brutto. Anche perché è vero.

Riconosco però che c’è del buono nel libro e, se sei interessato ad approfondire l’approccio imprenditoriale anche su aspetti non strettamente legati alla fotografia microstock, poi trovare ulteriori informazioni qui: Autostrada per la ricchezza.

Dall’osservazione dei cinque comandamenti possiamo imparare cinque lezioni.

  • Scatta le tue immagini pensando al bisogno del cliente, non al tuo
  • Scatta immagini di qualcosa di difficile accesso e in situazioni inconsuete
  • Non diventare esclusivista per alcuna agenzia di fotografia microstock
  • Le agenzie di fotografia microstock sono necessarie perché aumentano la tua influenza sul mercato
  • Vendere foto online di fotografie ti permette di sganciarti dalla dittatura del tempo

A presto!

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Paolo

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2016-11-26T13:11:14+00:00 25 agosto, 2015|Fotografia Microstock, Mercato Fotografico|52 Comments

52 Commenti

  1. Giovanni Bertagna 25/08/2015 al 19:34

    Che bello leggere un tuo nuovo articolo!
    Come non condividere questi punti che ci proponi.
    Il punto che preferisco, e sicuramente il più difficile da applicare, è il primo.
    Cerco sempre di tenermi aggiornato sulle tendenze del mercato per capire cosa il potenziale cliente richiede. Ma non è affatto facile!
    Grazie per la riflessione.

  2. Luigi Apogeo 25/08/2015 al 22:37

    Bentornato Paolo

    • Paolo 26/08/2015 al 20:41

      Grazie Luigi! Esigenze di vita privata (un pargolo nuovo di zecca in arrivo) mi permetteranno di essere online a corrente alternata nei prossimi mesi, ma farò il possibile per esserci!

      Paolo

      • Luigi Apogeo 26/08/2015 al 21:46

        Wow, tanti auguri, io sono già al secondo, che ha sei mesi, la femminuccia ha quattro anni… E’ la prima volta che commento con il profilo facebook, se non lo avete capito sono, Gigi, nel microstock Giggietto, quello del ‘fotosoccorso’… Saluti

  3. Gaetano 25/08/2015 al 22:57

    Bellissimo articolo complimenti. Come sempre Paolo i tuoi articoli sono sempre fonte d’ispirazione. Ne approfitto per fare una domanda.
    Voi che mezzi usate per vedere effettivamente di cosa ha bisogno il cliente in un determinato periodo, a parte vedere le foto più vendute delle varie agenzie o usare picniche.com.
    Grazie Gaetano.

    • Paolo 26/08/2015 al 20:42

      Ciao Gaetano,

      Il tema è interessante. E se ci dedicassiomo un prossimo post per intero?

      Paolo

      • Gaetano 26/08/2015 al 20:52

        Credo che sia un ottima idea. Grazie Paolo.

  4. Roberto 26/08/2015 al 09:40

    Bentornato! Ottimi spunti, come sempre.
    Il primo punto è ancora oscuro per me: continuo ad andare in giro a fare foto più per me che per ipotetici clienti, ma anche su questo migliorerò.
    Vedo che non “consigli” più iStock tra le agenzie con cui cominciare. Dimenticanza o ultimamente hai avuto problemi? A me continua ad andare bene, è quella che mi rende di più ed è stata la prima ad avermi regalato la gioia di un’estesa.

    • Paolo 26/08/2015 al 20:39

      Ciao Roberto,

      iStock per me va abbastanza bene… ma solo abbastanza. In verità quasi l’80% delle mie vendite del 2015 è stato fatto su tre agenzie: Shutterstock, Fotolia e 123RF.

      A presto!

      Paolo

  5. Barbara Marini 27/08/2015 al 08:14

    Un altro articolo molto interessante! E, soprattutto, come sempre, comunica ottimismo! Sono entrata da poco in questo settore ma devo dirti che sono stati i tuoi libri ed articoli a darmi l’energia per provarci. Grazie! E buon lavoro a tutti! 😀

  6. Marco Venturini Autieri 27/08/2015 al 10:34

    Non sono sicuro che, nel campo microstock, maggior controllo si traduca in non-esclusività. Senza voler entrare nel merito dei vantaggi o degli svantaggi dell’esclusività, semplicemente dico che non riesco a immaginare come lasciare che tutti (tutte le agenzie) possano vendere come, quando e dove vogliano le nostre foto sia “maggior controllo”.

    Vorrei poi fare un commento alle tre agenzie che suggerisci per iniziare. Personalmente sono esclusivo con iStock per la fotografia. In questi giorni sto pensando di “darmi al video”. Il tuo consiglio delle tre agenzie è inteso per la sola fotografia oppure no? In altre parole, hai un consiglio su quale agenzia scegliere per iniziare a vendere video? Grazie!

    • Paolo 27/08/2015 al 19:22

      Ciao Marco e grazie del commento,

      Il mio suggerimento è relativo ad agenzie esclusivamente sulla base della mia esperienza fotografica (no video). Rimando quindi la tua domanda sul tema video agli amici che ci leggono.

      Grazie e a presto

      Paolo

  7. germanopoli 27/08/2015 al 13:52

    Ciao Paolo,

    complimenti per l’articolo, è sempre un piacere leggerti.

    Devo dire che anche io come Roberto, andando in giro a fotografare, faccio fatica ad entrare nell’ottica di quello che può servire al cliente. Ma forse questa cosa è data dal fatto che nessuno in quel momento mi ha commissionato un lavoro e quindi, soprattutto quando me ne vado in giro a zonzo senza un’obiettivo preciso, fotografo d’impulso quello che mi va in quel momento. Ciò non toglie il fatto che io curi comunque sempre composizione, tagli, luce in ottica microstock.

    E sempre come Roberto, parlando di agenzie, attualmente iStock è quella che mi stà portando più risultati, subito seguita da Shutter e Fotolia. 123RF invece è quasi tabula rasa.

    Un caro saluto,
    Germano

    • Roberto 28/08/2015 al 11:49

      Ciao Germano, anche la mia esperienza su 123rf è stata di tabula rasa per i primi 3 mesi e poi piano piano qualcosa si è smosso (intendo comunque non più di un paio di vendite a settimane); comunque proprio ad agosto su 123rf ho venduto un’estesa, quindi adesso ci sono affezionato 🙂

  8. carloamodeoCarlo 27/08/2015 al 22:50

    Paolo beh grazie per esserci ancora nonostante il lavoro nuovo ed il pargolo in arrivo (p.s. le foto dei bimbi ho notato che nel campo microstock vendono bene, non vorrai mica far lavorare tuo figlio così presto hahahahahaah). Sono 5 mesi e mezzo che mi occupo di microstock ed ho iniziato seguendo i tuoi consigli. Si vorrei soffermarmi su questo, tutto quello che hai detto si è avverato, tutti gli strumenti del mestiere li hai serviti su un piatto d’ argento, bastava solo saper leggere attentamente, magari più volte, quello che hai scritto e……….. Beh ad oggi quasi 200 dollari sono sparsi sui conti di 7 agenzie. Dopo 5 mesi però una cosa l’ ho imparata, in questo campo le cose stanno cambiando ed in fretta anche, un’ agenzia fa la scelta sbagliata e salta in pochissimo tempo mentre l’ altra con la giusta scelta vola via e stacca le altre. Una seconda cosa che ho imparato è che ogni agenzia ha un suo mercato una sua clientela ed i suoi tempi e questo non permette a chi ti legge di poter dire l’ agenzia A e meglio della B. Ogni agenzia ha un suo modo di fare, ad esempio ho scoperto che Alamy ha uno strano algoritmo che mette in evidenza le foto passato l’ anno (vero o no questo ho letto da molti contributori). Quante cose sono cambiate in così pochi mesi…… Shutterstock oramai mi accetta tra l 80 ed il 90 % delle foto che presento, Fotolia si è praticamente fermato anche se ogni giorno le statistiche di visualizzazione sono in aumento, Istock migliora ogni mese ed inizia a dare le prime vendite serie (90 dollari in due vendite), insomma non so se sono in linea con le aspettative ma a leggerti mi sembra di essere forse in un girone fortunato sulle agenzie che dovrebbero fruttare meno oppure soltanto mi occupo di un genere diverso dal tuo e per quello che faccio io le agenzie ed il mercato girano in modo diverso. E quindi arriviamo al dunque del mio post…….. Hai dato tutte le info in modo onesto ed in maniera che qualsiasi cosa uno possa fotografare sa come metter mano e provare a farsi una strada in questo mondo e sopratutto hai dato modo a noi di sapere anche dove reperire le informazioni e le risorse per poter fare le scelte giuste per le proprie esigenze. Ora parli delle 5 regole d’ oro io te ne do solo due, quelle che mi hai lasciato te dopo tutto il lavoro che hai fatto con questo blog, 1) il prodotto unico 2) il prodotto migliore e quindi torniamo a girare sempre intorno alle due cose fondamentali 1) cercati una nicchia (prodotto unico) 2) Migliora il tuo modo di fotografare (prodotto migliore)……….. In bocca al lupo per tutto

    • Paolo 28/08/2015 al 20:57

      Che dire? Grazie della fiducia che mi hai dato!

      Sono veramente contento dei tuoi successi. Anzi, a questo punto sono perfino un po’ geloso… io non ho una percentuale di approvazione dell’80% su Shutterstock!

      Un abbraccio e un grande in bocca al lupo per tutto.

      Paolo

  9. Franco Nadalin 28/08/2015 al 14:38

    Buongiorno Paolo e auguri per il pargoletto in arrivo.
    Dai commenti e sempre più spesso , noto la differenza di resa delle agenzie tra i diversi fotografi.
    Forse bisognerebbe dedicarci un articolo .
    Ed altre stranezze.
    Un conoscente anche lui sul microstock ,vende benino dei panorami su SS e niente su Fotolia.
    Io al contrario vendo abbastanza bene i i panorami su Fotolia e praticamente zero su SS.
    Sono stranezze che mi incuriosiscono molto.
    Di nuovo auguri.
    Franco.

    • Paolo 28/08/2015 al 20:54

      Grazie Franco per gli auguri! Incrociamo le dita.

      Per quanto riguarda la differenza di resa di alcuni temi su diverse agenzie l’ho notata anche io e a mio parere dipende dal tipo di clientela in cui le stesse si sono specializzate. Detto questo, è però vero che un’immagine bestseller su un’agenzia in genere ha almeno un discreto rendimento sulle altre.

      A presto

      Paolo

  10. Ugo 29/08/2015 al 02:50

    Bentornato Paolo, la famiglia si allarga….ti faccio tanti auguri!
    Fra un paio di mesi varcherò il traguardo del mio primo anno di microstock e volevo lasciare a te ed ai lettori alcune considerazioni emerse durante il mio percorso.

    1) Essere Obiettivi. Foto al figlio, moglie, fidanzata sono in genere da evitare. O abbiamo la fortuna di avere in famiglia facce da mulino bianco o meglio lasciar perdere. Impossibile competere con agenzie che usano modelli, location, luce controllata ed attrezzature top (e non per ultimo che sanno fotografare con la f maiuscola).
    Se proprio vogliamo farlo, deve essere una situazione di nicchia (anche se per questo motivo è probabile venga richiesta da quattro gatti).

    2) Essere Sfacciati. “Mi scusi signora, sono appassionato di fotografia e mi piacciono molto le arti e antichi mestieri. Le spiace se piazzo due minuti il cavalletto e le faccio un paio di foto mentre ricama questa splendida tovaglia?…grazie….ecco, se ferma un attimo le mani faccio un paio di dettagli…(di solito da queste situazioni nascono le chiacchierate più divertenti che si possa immaginare).

    3) Cogliere l’attimo. Un bestseller di Paolo è la fotografia di un castello di sabbia scattata durante una passeggiata mattutina durante una trasferta di lavoro in Brasile.
    O siete degli artisti e vi fate il castello da soli, o cogliete le occasioni che vi si presentano (oppure fate come me ed andate appositamente ad una gara di castelli di sabbia per tornare a casa con un pugno di foto con lo sfondo formato dalla massa del pubblico al posto del mare).

    4) Tenere i dettagli per il ritorno. Quando faccio un’uscita domenicale con famiglia al seguito in qualche città/paese mai visitato prima, adotto la seguente tecnica. Visto che solitamente nelle nostre passeggiate andata e ritorno coincidono, nella prima parte tengo montato un grandangolo e mi segno “mentalmente” i dettagli per il ritorno con il teleobiettivo.
    Un consiglio: nell’andata ogni tanto voltatevi indietro: potreste scoprire prospettive interessanti ed evitate di accorgervene al ritorno con il tele montato.

    5) Picniche è inutile. A che mi serve sapere che la “pasta all’amatriciana con panna e fegatini di pollo” è stata cercata 250 volte ed a fronte di 2 immagini presenti ha un rating altissimo? I bestseller difficilmente sono nicchie. Sei bravo e creativo con Photoshop e sai creare belle ed efficaci immagini di grafici, andamenti di borsa, sostenibilità ambientale? Ne venderai a palate nonostante i siti ne siano pieni.
    Io ho smesso di cercare la nicchia a cui nessuno finora ha pensato…paradossalmente cerco di produrre immagini di nicchia (che siano cioè più belle, più potenti, differenti dalla massa) in contesti in cui ci sia tanta domanda, analizzando l’offerta e cercando di capire se posso competere ed offrire un plus.

    6) Per dipingere una parete grande non ci vuole un pennello grande ma un grande pennello. Dimenticatevi di investire in attrezzatura. Quello che avete è più che sufficiente. Investite in formazione. Certo, quel grandangolo da 1000 euro con una nitidezza imbarazzante vi farà aumentare la percentuale di accettazione delle foto che caricate…ma ve le farà anche vendere?
    Come spiega Paolo nel suo interessante articolo, le barriere di accesso sono basse e tutti ci provano. Ma quanti sono bravi a creare immagini d’effetto? Ogni serie di foto che carichiamo è come se fosse gettata in un pozzo. Rimangono a galla per qualche tempo e poi pian piano se invendute vanno a formare la melma del fondo. Per produrre immagini che restino a galla dobbiamo essere anche bravi fotograficamente e questo lo si ottiene con formazione, studio, pratica.
    Paolo paragona il microstock ad una maratona.
    Ci sono due modi per prepararsi ad una maratona: si compra un paio di scarpe e si inizia a correre finché dai oggi dai domani prima o poi si arriva a farne 42, oppure si segue un programma che prevede lunghi, corti, ripetute, settimane di scarico, dieta bilanciata, carichi di lavoro progressivi.
    Un microstocker senza formazione fotografica è come il primo maratoneta: il suo obiettivo sono i 42 Km e difficilmente lo raggiungerà. Prima o poi non vedendo risultati significativi mollerà.
    Se il tuo obiettivo è invece migliorare come fotografo, i risultati saranno una conseguenza del lavoro svolto e ti sproneranno ad incrementare la professionalità.

    Grazie ancora Paolo per lo spazio che ci concedi.

    Ugo

    • Paolo 29/08/2015 al 06:46

      Il commento di Ugo è così dettagliato e interessante che avrei voluto proporre un post dedicato. Poi ho pensato che, dato il mio periodo personale un po’ impegnato, sarebbe passato un mese e mi sarebbe spiaciuto.
      Mi piacciono molto i consigli n°2 (è tipicamente quello che faccio quando vado alle fiere agricole o di paese) e il n°4 (tenere i dettagli per il ritorno: non ci avevo pensato ed è un’ottima idea). Il n°5, cioè proporre immagini diverse dal solito all’interno di categorie molto richieste, potrebbe essere il cuore di un’intera carriera di fotografo microstock.

      Grazie Ugo: hai condiviso idee e questo permette di crescere a tutti. A me, di sicuro.

      Paolo

    • Giovanni Bertagna 29/08/2015 al 06:52

      Analisi che condivido in pieno salvo su Picniche. Certo non è la sfera magica su cosa venderà ma abbinato con strumenti come Google Trend e keyword planner si riesce a capire se esiste una richiesta e di che entità. Poi da li a vendere entrano in campo altri variabili come qualità della foto, riuscire a comunicare il messaggio, le key, ecc.

  11. Francesco 29/08/2015 al 15:19

    Bentornato Paolo e auguri anche da parte mia ;-)!

    Interessante l’analisi di Ugo con la quale concordo; sono un po’ più perplesso sul fatto che l’aggiornamento dell’attrezzatura non sia necessario. Temo che agenzie come Shutterstock inizino a fare selezione in base anche al tipo di macchina utilizzata. Le frequenti rejection dovute alla “presunta” mancanza di nitidezza o presenza di rumore digitale su foto anche a 100 iso tendono a sollecitare l’uso di obiettivi professionali e sensori full frame di ultima generazione.

    L’escamotage di fare downsampling per aumentare la nitidezza percepita fanno aumentare la percentuale di accettazione ma diminuiscono anche le dimensioni, ed in certo casi il valore, delle singole immagini.

    Personalmente sono un po’ più scettico sulla necessità di scervellarmi sulla scelta delle key quando poi valutando le statistiche di shutterstock si vede che le immagini al massimo sono scelte indicando 3/4 parole principali e molto generiche.

    Mi chiedo quindi come si possa emergere dalla massa se la scelta viene fatta solo cercando 4 parole. La mia paura è che comunque una immagine, anche se buona, cada nel dimenticatoio a prescindere e quindi o ci si guadagna subito nei primi mesi o altrimenti verranno sotituite da altre proposte…

    Spero di sbagliarmi, saluti a tutti e buon rientro dalla ferie.
    Ciao.

    • Gigi 03/09/2015 al 13:02

      Ciao, cortesemente potresti indicare la procedura di downsampling? La fai sul lightroom? di solito da che dimensioni parti e di quanto riduci in media le foto?.

      Grazie.

  12. Ugo 29/08/2015 al 22:22

    Giovanni, google trend e keyword planner non li conosco. Sono molto carente con questo tipo di analisi. Devo propormi di approfondire l’argomento…magari in un contesto piu ampio potrei anche rivalutare picniche 😉

    Francesco, sono daccordo che nella maggior parte dei casi la scelta é fatta ricercando le keyword principali. Penso peró che un buon keywording delle foto porti ad aumentare la visibilità delle stesse.
    In merito all’attrezzatura ho avuto la fortuna di avere in prestito in questi mesi una canon 6d e una olympus em-5 mkii con lenti PRO. Non ho sinceramente notato grosse differenze in merito alla nitidezza dei file a 100-200 iso e le percentuali di accettazione sono pian piano aumentate indipendentemente dal mezzo utilizzato. Per questo motivo continuo a scattare con una nikon entry-level con ottiche di buona qualità.
    Un aspetto che ho scordato di menzionare nel mio precedente intervento é la post produzione. Una crescita in questo ambito é importante quanto la crescita fotografica.
    Recentemente ho rispolverato alcune buone foto di “inizio carriera” che erano state respinte da molte agenzie. Appena visualizzate mi sono reso conto di quello che non andava. Le ho risistemate con le conoscenze attuali e rimandate alle agenzie. Accettate tutte al primo tentativo.
    Alla prossima!
    Ugo.

  13. Antonio 31/08/2015 al 09:58

    Ben tornato e auguririssimi per la nuova nascita …. magari sfrutterai anche i biberon per qualche foto 🙂 . Questo è un articolo moltoooo interessante !!! Questo mese molto meglio istock di Ss anzi addirittura con foto scartate da Ss e questa è una cosa che non capisco … mi piacerebbe al contrario capire il perché , potrebbe essere una chiave di lettura ….

  14. Francesco 01/09/2015 al 14:07

    @ Antonio: anche a me capita spesso di vendere foto su istock che sono state precedentemente scartate da Shutter.
    Credo che Shutter, avendo un database smisurato, abbia alzato l’asticella della qualità minima per cui molto spesso si incappa in rejection tipo Focus, Poor lighting, e noise.
    In particolar modo per le immagini scartate per focus io le reinvio applicando una semplice maschera di contrasto ed eventualmente un leggero downsampling: nel 90% dei casi vengono accettate e spesso anche vendute.

    Istock invece è maggiormente permissiva ed in particolar modo non rimanda al mittente una foto solo perchè manca una leggera maschera di contrasto; cosa che tra l’altro può essere applicata semplicemente anche dall’utente finale.

    Allo stesso modo istock non scarta neppure immagini con chiari limiti compositivi; ma questo non è un vantaggio in quanto poi se l’immagine è di scarsa qualità rimarrà comunque invenduta seppure accettata.

    @ Ugo: possono essere numerose le occasioni in cui siamo costretti a scattare con iso elevati (per il microstock) tipo 400 iso.
    Mi viene in mente la famosa “pizza margherita” di Paolo che ha venduto bene e che, se non mi sbaglio, era stata catturata con un 400 iso ma su un full frame e con buone ottiche.
    Temo che oggi una foto simile, con un sensore croppato di una entry-level e a 400 iso, generi una immagine con un rumore non sufficiente a passare lo scoglio dei revisori di Shutter.
    A questo punto, per abbassare il tempo di scatto, sempre in una foto del genere, avremmo potuto aprire il diaframma fino a 2.8 (se si ha un buon obiettivo) per mantenere un iso a 100. Ma in questo caso la profondità di campo sarebbe stata talmente ridotta (data anche la vicinanza del soggetto) da creare probabili problemi di focus (sempre considerato le esigenze di Shutter).

    Ecco che in questi casi diventa utile, se non necessario, alzare gli iso almeno a 400 per ottenere un risultato che venga accettato dalle agenzie più esigenti: ma senza un full frame questa strada è difficilmente percorribile ed il rumore non si riesce a togliere del tutto neppure in post produzione.

    Anche io ho messo un po’ l’attenzione sulla 6D, che ora viene venduta in kit con il 24-70 f4 e sarei curioso di sapere, in termini di nitidezza e gestione del rumore (in ottica microstock) come si comporta…

    Ciao

  15. Gigi 01/09/2015 al 22:19

    … ma su alamy come vi comportate per la tipologia di contratto di vendita? Royalty Free, right managed o Right managed exclusive… io uso l’ultimo, voi?

  16. Ugo 03/09/2015 al 10:07

    @francesco la 6D é un’ottima macchina che tiene bene gli alti ISO. La nitidezza dipende molto dall’obbiettivo montato.
    Nell’esempio della pizza comunque c’è un’ imprecisione. Scattare a f4 con ff o f2.8 con APS-C genera la stessa profondità di campo.
    Ciao.
    Ugo.

  17. Gigi 03/09/2015 al 12:55

    Io ultimamente sto sperimentando batoste cocenti con shutterstock. Non ho mai avuto percentuali altissime di approvazione (30 – 40 %) ma quando ti rifiutano completamente due gruppi di foto da circa 30 unità il morale scende sotto i tacchi. Non capisco. Sarà la nuova Olympus (non di certo per la sua qualità, ma forse perché ci devo fare la mano), sarà che questa estate ho avuto poco tempo e quindi ho scattato prevalente foto paesaggistiche e niente di particolarmente concettuale. I problemi principali indicati sono “Focus”e “Composition”, anche se poi a seguire “poor lighting” e “overuse” sono abbastanza presenti . Sul focus ho i miei dubbi (foto di oggetti molto grandi, o panorami scattati con f 8, sul Composition alcune volte poteva starci, ma questo è un parametro più opinabile del “Focus”. In generale vedo che su Fotolia le foto non sfondano, ma una percentuale del 40-50 % la ottengo…. e vedo che ultimamente questa agenzia risponde meglio anche con poche vendite ma sostanziose…. in link sul mio nome inserisco il portfolio di fotolia ordinato per creazione, così magari se avete voglia guardate le foto che ultimamente sto proponendo.

    Saluti.

  18. Antonio 05/09/2015 al 17:10

    @Francesco : grazie .
    Maschera e downsampling sempre da photoshop o usi altro per velocizzare ?

  19. Luca Vehr 05/09/2015 al 17:33

    E io che pensavo che il pargoletto fosse giá arrivato!!!

    Che dire sul tuo articolo?
    Hai colto nel segno…
    Prima le esigenze del mercato, poi la passione.

    Poi consentimi una riflessione. É vero che le agenzie e le piattaforme microstock sollevano pre gran parte il fotografo dal fattore marketing… ma é anche vero che molti fotografi si adagiano su questo…

    Il problema é che “tutto ciò che non controlli non dipende da te”… e quindi invito i fotografi microstock anche a investire sulla promozione della loro figura professionale.

    Se un domani il microstock come forma di distribuzione morisse, il bravo fotografo resterebbe. E con lui anche le buone fotografie.

    Il microstock, facebook, instagram, fineartamerica… sono solo dei mezzi. Non un fine!

  20. Francesco 16/09/2015 al 10:59

    @ Antonio: maschera e dowsampling li elaboro con Photoshop applicando delle “azioni”, registrate precedentemente, che in automatico mi riducono le immagini alle dimensioni pixel desiderate. Solitamente su una immagine bocciata da Shutter per problemi di focus, applico una riduzione di pixel ed una applicazione di una leggera maschera di contrasto e quasi sempre viene accettata al secondo invio. Se ci sono problemi invece di poor lighting la cosa è un po’ più laboriosa in quanto dovrei ripartire dal file raw e sviluppare di nuovo. In questo caso valuto di volta in volta se rielaborarla per un secondo invio oppure lasciare perdere. Per problemi di composizione può essere utile tentare il ritaglio dell’immagine nel formato quadrato per una accettazione successiva: in questo caso è ovvio che l’immagine di partenza deve essere stata ripresa in modo tale da avere ancora un senso anche nel formato quadrato…
    Ciao.

  21. Francesco 17/09/2015 al 17:20

    @ Gigi
    per il downsampling uso Photoshop (una versione un po’ datata ma che per questo scopo va bene) clic sul menù immagine>dimensione immagine> e vado a modificare la larghezza dei pixel; sul riquadro “ricampiona immagine” scelgo “più nitida” che sembra essere l’opzione migliore quando si diminuiscono i pixlel. In genere a ricampionamento fatto applico anche una leggera maschera di contrasto controllando il tutto sempre con pixel al 100%. (menù zoom>pixel reali).

    Come dimensione nativa la mia macchina, da 15 MP, mi parte con una larghezza di circa 4700 pixel ed altezza in proporzione. Con queste dimensioni Shutter mi crea qualche problema di accettazione per problemi di focus per cui se viene scartata faccio un downsampling portando l’immagine a 4500 oppure a 4300 pixel orizzontali e reinvio.

    Se continua ad essere scartata per problemi di focus ma ritengo che l’immagine abbia un possibile potenziale di vendita continuo ad abbassare la risoluzione scendendo anche a 4000 o 3000 pixel nella dimensione orizzontale. In genere con queste dimensioni (ma già a 4300 pixel) si riesce ad ingannare l’occhio del revisore di Shutterstock che è il più esigente.

    Tieni conto che una foto di larghezza 4000 px, magari non più appetibile per una vendita con licenza estesa, può essere ancora utile e vendibile in particolare se utilizzata in ambito web…

    Ciao.

  22. Stefano 19/09/2015 al 15:59

    Ciao Paolo,

    Ho visto con piacere che stai ricominciando a pubblicare nuovi articoli nel tuo sito dopo una lunga assenza, stavo cominciando a preoccuparmi…
    Oltre a ringraziarti e a complimentarmi per il sito che trovo molto utile e ricco di spunti, volevo chiederti se mi puoi indicare un elenco di tutti o quasi i siti in cui si possono pubblicare e vendere foto. Siccome sto cominciando ora a occuparmi di microstock volevo pubblicare le foto anche in altri siti oltre a quelli più famosi che già indichi nel tuo blog.
    Ti ringrazio anticipatamente e aspetto con ansia nuovi tuoi articoli interessanti. Ciao

    Stefano

    • Paolo 20/09/2015 al 10:30

      Ciao Stefano,

      L’elenco dei siti microstock è veramente infinito e, soprattutto, contiene siti che possono nascere e morire in poco tempo. Un breve riassunto di quelli da tenere d’occhio è:

      Shutterstock
      Istock
      Fotolia
      123RF
      Bigstock
      Dreamstime
      Depositphoto
      Canstock
      Pond5
      Photodune
      Alamy
      iSignstock
      Yaymicro
      Crestock

      A presto! Paolo

  23. Silvia 12/10/2015 al 19:06

    Gentile Paolo
    buonasera, mi chiamo Silvia, ho 33 anni e sono un’appassionata di fotografia e di tecnologia.

    Ho trovato il Suo blog dopo aver conosciuto virtualmente (e oggi anche di persona) Ivan Guardino e aver con lui discusso un po’ di fotografia e di microstock. Prima non sapevo manco dell’esistenza di questo mercato o, meglio, non sapevo che fosse alla portata di tutti gli utenti comuni e che si chiamasse, appunto, “microstock”.

    Dopo aver spulciato tutto il blog di Ivan ed il Suo, mi sono sorte due domande:

    1) Si dice che il copyright rimanga dell’autore della foto, ma, di preciso, cosa può continuare a fare con quella foto, messa in vendita nelle agenzie microstock, l’autore? Può solo riguardarsela all’infinito nel computer oppure può anche presentarla a concorsi (nel caso in cui non sia espressamente richiesta un’opera inedita), stamparla in grande per attaccarla a casa, stamparla in piccolo per farla vedere agli amici o avere ancora il piacere delle vecchie foto fisiche, stamparla su magliette, tazze, ecc.?

    2) Ai fini economici di tutto questo bel mondo, come ci si deve comportare per la dichiarazione dei redditi, visto che, tra l’altro, i pagamenti all’autore vengono effettuati tramite PayPal? E occorrerebbe aprire una partita IVA nel caso in cui uno dovesse superare la soglia dei 7.000€/anno di introiti tramite questo canale? (magari riuscissi a diventare così brava da guadagnarci 7.000€/anno!) Come Lei, anch’io sono una dipendete full time e non voglio certo lasciare il mio lavoro per la fotografia microstock: diciamo solo che, se dalle foto che faccio potessi ricavarne qualcosa, non sarebbe una brutta cosa. Anche solo per comprarmi l’obiettivo macro che ho puntato 😉 Ovviamente, poi, l’entrare in questo strano mondo sarebbe stimolante per migliorare la tecnica fotografica.

    Spero di non averLa annoiata con le mie ciarle.
    Le auguro una buona serata e… buona luce!

    Silvia

    PS: ho letto anche tutto il suo e-book gratuito: del Pantheon preferisco anch’io questa foto (http://www.fotoguadagnare.com/wp-content/uploads/2013/09/Pantheon-1.jpg): dà più senso di immersione nell’atmosfera che vi è dentro (il taglio della foto), così come di sacralità (il raggio di luce), le dimensioni del luogo (il fatto che non ci sia stata tutta la cupola nell’inquadratura). E della pizza preferisco anch’io questa foto (http://www.fotoguadagnare.com/wp-content/uploads/2013/09/Pizza-1.jpg) perché mi pare di esserci così vicina da poterla annusare e… addentare direttamente!

    • Paolo 13/10/2015 al 21:39

      Gentilissima Silvia,

      Mi permetto di passare da Lei al tu visto che qui siamo tutti tra amici. Un paio di risposte al volo, perchè il mio pargolo di 14 giorni piange e lo devo andare a consolare (ma quanto mangia sto ragazzo?)
      1) Tu sei la proprietaria delle tue immagini e puoi farci tutto quello che vuoi a patto che non abbia dichiarato come esclusiva quella immagine per alcuna agenzia. Sconsiglio di essere esclusivista oppure di dare l’esclusiva di un’immagine.
      2) Ti descrivo la mia situazione: lavoratore dipendente con microstock come (grande) passione. Dichiaro i redditi su modulo 730, voce “altri redditi”, quadro D.

      Grazie e buona luce! Il mio piccolo chiama!

      Paolo

      • Silvia 15/10/2015 al 21:29

        Grazie mille delle delucidazioni!
        Buona serata e buona luce! 😉

  24. gcammarata 13/10/2015 al 20:54

    Ragazzi in lightroom non riesco a modificare il lato lungo della foto. Io parto da 6000 pixel se do 5000 mi lascia i 6000 pixel se do 4000 me la cambia. Sapete perchè?

  25. Massimiliano 26/10/2015 al 22:10

    Vorrei porre una domanda a chi come Paolo è dentro da tanto o cmq sta avendo progressi in questa attività…
    La mia domanda è: “Il Microstock crea indipendenza??”

    Parlando con alcuni fotoamatori che sono passati nel microstock, mi hanno espresso le loro opinioni in merito. Mi hanno quasi sconsigliato di intraprendere il microstock, specificandomi che:
    – porta via tanto tempo per pochi soldi
    – sei obbligato a inviare quello che vogliono le agenzie
    – si dimentica di fare foto come si vorrebbe
    È da quest’ultima frase che poi ho voluto chiedere un vostro parere in merito a tutte queste affermazioni….
    Quello che penso io è che è cmq un passione come tante altre…. ma che non ti vincola ne di tempo, di cosa vuoi fotoografare

    • Paolo 27/10/2015 al 19:24

      Ciao Massimiliano,

      Bello spunto di riflessione! Ti do le mie risposte, in modo sintetico come sono diventato nell’ultimo mese (grazie all’arrivo del mio pupo che oggi compie 28 giorni ho imparato il vero time management).

      Il microstock:

      – porta via tanto tempo per pochi soldi. Sì e no. E’ vero che porta via tanto tempo ma è un tempo molto flessibile, che magari utilizzeresti per guardare la televisione dopocena (come farei io se non avessi il microstock). I soldi non sono pochi: sono semplicemente proporzionati al tuo sforzo.
      – sei obbligato a inviare quello che vogliono le agenzie. Questo un po’ è vero. In verità non sei obbligato a vendere quello che vogliono le agenzie, ma quello che vuole il cliente finale.
      – si dimentica di fare foto come si vorrebbe. Direi di no. Io continuo a fare foto di travel e continuo a vendere.

      A presto!

      Paolo

  26. Vincenzo 27/12/2015 al 21:20

    Salve, volevo chiedere ma esiste una agenzia che accetti diapositive scannerizzate in alta risoluzione? Poi, per caricare le stesse foto in agenzie diverse bisogna non dare l’esclusiva all’agenzia? Grazie mille per le informazioni.

    • Paolo 28/12/2015 al 15:24

      Ciao Vincenzo,

      La risposta teorica è sì, le agenzie accettano diapositive scannerizzate. La risposta pratica è: è difficile. Spesso il processo di scansione delle diapositive non riesce a rispettare gli ormai altissimi standard qualitativi delle agenzie.
      Quindi provaci, ma conscio del fatto che potrebbe essere una porta difficile da sfondare.
      La tua seconda osservazione è corretta. Per caricare le immagini su diverse agenzie non dare alcuna esclusiva, scelta che io consiglio vivamente.

      A presto!

      Paolo

  27. Marco 10/02/2016 al 14:00

    Ciao Paolo e ciao a tutti. Mi chiamo Marco e questo è il mio primo post sul blog e non posso che cominciare col ringraziarti. Grazie ai tuoi consigli (e non è piaggeria, credimi) circa tre mesi fa ho messo diverse foto su fotolia e shutter e qualcosa ho anche venduto. La prima domanda è una curiosità.
    Non è possibile sapere chi ha comprato le foto? Ad esempio su shutter ho visto che vengono evidenziati sulla mappa a grandi linee dove sono state scaricate. E’ attendibile come informazione. Ripeto, è solo una curiosità ma fa un certo effetto sapere che magari una tua foto è stata utilizzata in Messico. Intanto grazie ancora, ai prossimi post per approfondimenti tecnici.

    • Paolo 10/02/2016 al 18:46

      Ciao Marco,

      Grazie del tuo commento: è il carburante per continuare a condividere su questo blog!

      In verità sapere esattamente chi ha acquistato le tue immagini è impresa ardua, ma puoi fare una ricerca sul web su chi al momento le sta usando. Ecco un ottimo strumento: https://images.google.com/

      A presto

      Paolo

  28. Marco 11/02/2016 al 09:09

    Perfetto, grazie. Visto che ci sono…riguardo la liberatoria per le foto di minori, il modello da compilare è lo stesso anche nel caso che il fotografo sia un genitore?

    • Paolo 13/02/2016 al 12:43

      Ciao Marco,

      Confermo: stesso modello di liberatoria.

      Paolo

  29. Marco 12/02/2016 al 20:00

    Di nuovo ciao Paolo. Man mano che leggo il blog mi vengono delle curiosità. Ad esempio sulle immagini editoriali.
    1 – Un’immagine che considero “editoriale” verrà utilizzata anche per questo o solo per questo?
    2 – Perchè dovrei renderla “editoriale”? Conviene farlo?
    3 – Posso renderla tale dopo averla inviata (con modifica ad esempio)?

    Grazie

    • Paolo 13/02/2016 al 12:49

      Ciao Marco,

      Ecco in estrema sintesi le risposte ai tuoi quesiti:
      – Un’immagine editoriale è utilizzata per pubblicazioni editoriali
      – Dovresti rendere un’immagine editoriale per evitare guai quando non hai le liberatorie necessarie. Non conviene farlo da un punto di vista commerciale, conviene farlo se vuoi dormire tranquillo e non avere gli avvocati che suonano al citofono.
      – Nella maggior parte dei siti microstock la risposta è sì.

      A presto!

      Paolo

  30. Donatella Loi 31/05/2016 al 09:52

    Ciao Paolo, ho appena letto la tua guida gratuita “vendere foto online”. Anch’io sono nel giro della fotografia di stock. Produco per Getty Image e per un’agenzia di fotografie creative per la book industry “Arcangel Images”. Sulla tua guida ci sono molti spunti interessanti per chi vuole tentare questo percorso. E’ scritta davvero bene ed’è molto esaustiva. Sarebbe interessante per me personalmente leggere qualcosa in merito alla gestione del flusso di lavoro e dell’archiviazione delle immagini accettate e rifiutate. Sono un po’ disordinata con questo, ahimè.
    Se ti va di passare a trovarmi, mi trovi in questo Blog che sto tornando a scrivere da poco. http://www.donatellaloiphotography.blogspot.com
    http://www.arcangel.com il mio portfolio creativo on line
    Alla prossima, ti seguo con piacere.

    • Paolo 04/06/2016 al 15:16

      Grazie Donatella per lo spunto sul tema: l’ho segnato nella mia agendina segretissima dove metto tutti gli argomenti dei post in prossima uscita.
      Invito tutti i lettori ad andare a curiosare sul blog di Donatella http://www.donatellaloiphotography.blogspot.com sia perché scrive in modo molto piacevole, sia perché le immagini sono di rara eleganza e ci permettono di raccogliere idee nuove.

      A presto

      Paolo

      • Donatella Loi 10/06/2016 al 15:04

        Grazie a te Paolo per i tuoi contenuti interessanti e per aver speso delle così belle parole sul mio lavoro. Grazie anche per aver condiviso il link al mio Blog 🙂

        A presto!
        Donatella

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