Fotografia microstock: ma il gioco vale la candela?

Ma vale veramente la pena di sbattersi quotidianamente da anni per caricare centinaia e centinaia di fotografie sui siti di agenzie microstock?

Anche se volessimo contribuire esclusivamente alle migliori agenzie (Shutterstock, Fotolia, iStock, 123RF…), i guadagni  ripagherebbero la fatica, il tempo  e gli investimenti?

Due lettori mi hanno scritto recentemente e le loro mail avevano una perplessità in comune: se il gioco valesse la candela oppure no. Vediamolo assieme.

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Il pessimista

Ci scrive Onofrio

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So bene per esperienza diretta che vendere 1.200 files al mese, 750 dei quali su Shutterstock con la maggioranza a 30/33 cents, produce un ricavo quantificabile con la seguente espressione : 

Euro = (numero files / 2) + qualcosina (variante che dipende dalla qualità del portfolio)

Quindi direi che nel tuo caso, salvo eccezione, saranno 650 / 700 euro mensili di ricavo dai microstock. Ai quali bisogna togliere almeno il 27% in fase di dichiarazione dei redditi (addirittura il 38% se aggiunti al tuo reddito superano lo scaglione). Se tutto va bene restano circa 500 euro al mese.

Ma questo dopo essersi sbattuti giornalmente per 6/7 anni nel tuo caso.
E con la certezza che se smetti di caricare, i ricavi cominciano a diminuire inesorabilmente.
E con l’impegno di impegnarsi addirittura su 25 microstock diversi.

Tutto questo dovresti specificarlo a chi non sa, perchè chi legge da neofita del microstock….
finisce per credere che vendendo 1.200 foto al mese chissà quanti soldi fai su.
E non è così.

Per conto mio…………..il gioco non vale la candela.
Ma Buona Fortuna lo stesso.

Onofrio

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Il dubbioso

Ci scrive Manfred…

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Ciao ho letto il tuo articolo sul mercato fotografico e la tua top 5 agenzie..

Volevo chiederti (per farla breve) che bugget riesci a fare con queste agenzie… con il tuo quantitativo di foto vedo di c.a. 2000 foto x agenzia.

Io sono un professionista con discreto archivio e lavoro gia per un’agenzia grossa che mi seleziona pochissime immagini e vuole pero esclusiva… 

Mi restano molte immagini che potrei mettere nel mercato come tu consigli. 

Solo che… 

Ho paura che ci sia moltissimo lavoro x un ritorno molto scarso…

Ne vale la candela?

ATTENDO UN TUO FEEDBACK!!!

buon lavoro e

GRAZIE

Saluti.
 
Manfred

 

La mia idea sulla fotografia microstock

SplitShire_03071-800x500Premesso che non pubblicherò in questo post i miei incassi mensili con dettaglio di 730, c’è però spazio per parlare se vale o meno la pena di investire nel microstock.

Breve riassunto della mia esperienza personale: ho incominciato a vendere fotografie su siti microstock nel 2008 e sono arrivato a vendere circa 1.200 – 1.300 immagini al mese su 25 agenzie. Non sono un fotografo microstock a tempo pieno e ho un lavoro da dipendente come impiegato.

Utilizzo per l’attività di fotografo microstock il tempo ritagliato dai dopocena di due-tre sere alla settimana, più mezza giornata durante i weekend. Va anche precisato che se durante l’anno faccio uno o due viaggi vacanza, li sfrutto per creare immagini da utilizzare nei periodi di vacche magre nel resto dell’anno, quando magari non ho tempo di scattare.

Per quanto riguarda l’aspetto economico, trovo la posizione di Onofrio piuttosto pessimista. Se da un lato è vero che Shutterstock è per la maggioranza dei fotografi microstock l’agenzia di riferimento, è anche vero che i guadagni per singolo download in questa agenzia si spostano progressivamente da 0,25 a 0,38 centesimi con il progredire dei guadagni del fotografo (più hai guadagnato = più è facile guadagnare, come illustrato in questa tabella Shutterstock). Inoltre, con il crescere delle dimensioni del portfolio fotografico, aumentano proporzionalmente i download da 28 dollari. Insomma: ho motivo di essere più ottimista di Onofrio.

E’ vero che se si smette di caricare immagini con costanza i ricavi diminuiscono? Nella maggior parte dei casi, sì. Ho conosciuto personalmente un solo fotografo microstock che ha avuto un’esperienza opposta di guadagni che aumentavano nel corso dell’anno senza l’invio di ulteriori immagini, ma il fenomeno era legato a un portfolio fotografico così di nicchia che è un qualcosa di non facilmente replicabile. Le ragioni per le quali normalmente è preferibile e necessario un invio costante di immagini sono diverse:

  • Alcune agenzie privilegiano le ultime immagini inviate in ordine di tempo nei loro algoritmi di ricerca
  • I clienti possono avere bisogno di cercare immagini nuove, e in questo caso utilizzeranno questo tipo di filtro per ordinare la loro ricerca
  • E’ più facile azzeccare la stagionalità giusta: inviare 52 immagini di palline di Natale in un unico momento è decisamente rischioso, mentre inviandone una a settimana statisticamente si incontreranno le settimane giuste per la partenza dei progetti editoriali riguardanti il Natale (NB: agosto!)
  • Non si stanca il revisore con cento immagini di cuccioli di cane (abbiate pietà per il povero revisore, please!) e si limitano i rifiuti per invii di immagini simili

A prescindere dal motivo, quello che ci interessa è l’aspetto pratico: caricare immagini lentamente e con costanza paga di più che caricarne tante, tutte e subito.

E qui diventa opportuno fare un commento alla mail di Manfred.

Inviare un portfolio anche di migliaia di fotografie oggi, non vuole dire avere ricavi consistenti da domani mattina. L’elemento tempo è determinante. Personalmente quando aggiungo una nuova agenzia microstock al mio ventaglio di collaborazioni, non invio mai il mio portfolio standard di 2.500 immagini tutte assieme (rischiando di vanificare il potenziale di vendita del portfolio), ma preferisco un invio costante di 50 immagini mischiate (=temi diversi) pianificato in 50 settimane. E’ un processo lungo? Di sicuro non è un processo breve, ma il microstock NON è un sistema per diventare ricchi velocemente lavorando poco.

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Ma allora il gioco vale la candela?

Dipende. Nel mio personale caso, sì. Le mie motivazioni sono:

  • In questi anni ho imparato tantissimo in termini di tecnica fotografica e comprensione del mercato. Più che in qualsiasi corso di fotografia che abbia frequentato.
  • L’investimento di capitale iniziale per quest’attività imprenditoriale è minimo.
  • La richiesta di tempo necessario a seguire l’attività di fotografo microstock è conciliabile con la mia vita privata: due o tre sere alla settimana dopocena, più una mezza giornata durante il weekend. La flessibilità degli orari mi permette di divertirmi facendo fotografia senza farlo diventare un obbligo.
  • Ho un lavoro dipendente che non mi ha imposto di dover vivere con quest’attività e mi ha consentito negli anni di costruire con calma il mio portfolio online (e di accumulare la giusta esperienza)

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Conclusioni

  • Il microstock NON è diventa ricco velocemente lavorando 5 minuti alla settimana
  • …ma è anche vero che permette di trasformare una passione in una fonte di reddito che con gli anni diventa sempre più sostanziosa. Il  microstock ha una forte inerzia: più hai venduto, più è facile vendere.
  • Non ha senso aspettarsi un guadagno consistente entro tempi brevi. Se vogliamo ipotizzare una finestra temporale, con tutti i limiti del caso, è possibile azzardare uno guadagno di 1.000 euro (tasse escluse) in un triennio di lavoro. Ma devi darti da fare!
  • Il flusso di lavoro continuativo nel tempo paga meglio.
  • Se vuoi qualche idea per correre più velocemente, ti segnalo l’articolo Ho deciso. Voglio “fare soldi” con la fotografia microstock.

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2016-10-15T10:54:42+00:00 29 gennaio, 2015|Fotografia Microstock, Mercato Fotografico|36 Comments

36 Commenti

  1. Francesco Carniani 29/01/2015 al 14:55

    ti aggiungo una frase che disse un mio amico a me quando gli dissi che guadagnavo con il microstock: si è vero, guadagni ma devi essere fotodipendente… ovvero, io lavoro nei supermercati, oggi ho giorno libero e sto elaborando alcuni scatti, guadagni ma devi sfruttare i tempi morti e liberi della tua settimana non per guardare la tv o pensare ai tuoi cari ma a fare foto… nulla ti viene regalato… il tempo da spendere c’è però se lo fai con piacere e con soddisfazione riesci a fare un buon portfolio con il dovuto tempo impiegato.

  2. Gigi 29/01/2015 al 15:12

    Penso che ognuno debba trovare le sue motivazioni nel microstock e non è detto che queste debbano essere sempre economiche…. personalmente da quando ho iniziato ad occuparmene (Ottobre 2014) ho imparato molte cose sulla tecnica fotografica, sono in generale più sereno e dormo meglio e ho la consapevolezza di costruire un qualcosa di mio che forse un giorno potrebbe diventare un’integrazione del mio reddito. Anche nel mio caso, ho già un lavoro full time che mi permette di campare… Per la cronaca finora ho guadagnato 30 $ non ho ritirato nulla, ma sono contentissimo ogni volta che vendo una foto … ( forse innamoramento adolescenziale?)

  3. antonio 29/01/2015 al 16:45

    un pezzo interessante questo come al solito … che fa riflettere ; delle volte la motivazione per iniziare e per continuare ( almeno nei primi mesi ) può essere dovuta semplicemente al fatto che i tuoi scatti piacciono e si vendono , importa relativamente poco se sono pagati 0.24 o 0.26 , è pura soddisfazione personale , poi pian piano guadagnare qualcosa e almeno ripagarsi qualche strumento conta credo ( non lo spero di arrivarci ) …. ma il punto di arrivo è continuare con il microstock o farsi notare e raggiungere qualcosa di più?

  4. Emanuele Lonardoni 29/01/2015 al 17:17

    Ciao a tutti.. sono nuovo del sito ma lo trovo davvero utile e interessante (mi fa un po’ ridere l’idea di aiuto e sostegno a tutti coloro che fanno o che vogliono avvicinarsi alle foto stock.. mi sembra quasi un gruppo di auto aiuto per alcolisti anonimi..”ciaooo.. sono emanuele.. ciao emanuele.. sono un fotografo, lo ammetto, e sono due giorni che non fotografo..”).. a parte gli scherzi riporto la mia esperienza credo comune a tutti..

    Per prima cosa a me piace la fotografia e appena posso fotografo qualsiasi cosa.. due anni fa ho deciso di provare con Istockphoto e fin’ora ho venduto 20 foto su 300 postate per un guadagno totale di quasi 60$.. nel maggio 2014 mi sono iscritto a shutter dove ho 80 foto (più di 300 rifiutate), circa 40 vendite per un totale di 22$.. quanto tempo dedico? Più o meno un’oretta al giorno di lavoro sul pc.. di sicuro non lo faccio per un ritorno economico.. di sicuro fare foto stock mi ha spinto di migliorare la tecnica fotografica, a guardare in modo diverso, a dare un senso a tutte quelle foto inutili (così le chiama mia moglie) che mi diletto a fare… credo che si debba guardare agli obiettivi (è proprio nel dna del fotografo) che uno si prefigge..il mio è quello di cercare un miglioramento sempre e comunque.. spero di essere stato utile.

  5. Misterzu 29/01/2015 al 20:22

    La fotografia è la mia passione. La utilizzo solamente per passare il mio tempo libero e migliorare. ovviamente c’è chi riesce a guadagnarci, ma non deve diventare stressante quindi vendere foto a qualsiasi foto se no passa la voglia… PS L’importante è metterci sempre la propria passione in qualsiasi cosa si fa 🙂

  6. Gigi 29/01/2015 al 23:40

    A proposito Paolo, come preferisci riscuotere I tuoi guadagni dalle agenzie? PayPal? Quanto trattengono?

    • Paolo 30/01/2015 al 00:25

      Ciao Gigi,

      Ti confermo che utilizzo un conto Paypal. Non ho il dettaglio delle trattenute, ma è in assoluto il sistema più diffuso e con il quale è più semplice fare acquisti o ricevere pagamenti.

      Paolo

      • Gigi 30/01/2015 al 10:51

        Si, stranamente ieri mi sono reso conto, a seguito di una vendita di un’oggetto usato, che su 65 euro inviate sul mio conto mi sono stati trattenuti ben 2,56 euro. Non mi era mai capitato o non me ne ero mai accorto….. il mio pensiero pertanto è andato subito al microstsock…..

      • gcammarata 22/03/2015 al 21:52

        Ti trattengono il 4% tutte le volte?

        • Paolo 23/03/2015 al 19:49

          Ciao,

          Potresti aiutarci a capire meglio la tua domanda?

          Grazie

          Paolo

  7. Marta Busto 30/01/2015 al 03:26

    Buongiorno a tutti.
    Devo dire che questo post sul blog arriva per me nel momento giusto.
    Infatti stavo giusto riflettendo in questi giorni con un pizzico di soddisfazione sui miei numeri.
    Ditemi voi obiettivamente cosa ne pensate.
    Ho iniziato con la fotografia microstock ad inizio novembre 2014:
    – ho scoperto e studiato il blog di Paolo,
    – ho acquistato e studiato i suoi libri,
    – ho iniziato a guardare con occhio diverso il mio archivio di foto ed a ripassarlo in camera chiara,
    – ho creato prima una cartella di 10 foto per quello che io chiamo l’esame di ingresso alle agenzie e poi un’altra cartella di 30 foto che carico dopo il superamento dei test iniziali nelle varie agenzie,
    – attualmente (ad oggi) sono contributor ufficiale di 7 agenzie, su 4 sto pesantemente lavorando per arrivare allo stesso risultato, da 6 sto aspettando un feedback
    – ad oggi sono state vendute 2 foto
    – dell’insieme delle mie 40 foto che ormai girano sulla rete tramite le agenzie di cui sono contributor, tutte, se non da un’agenzia dall’altra, sono state accettate
    – sto iniziando a lavorare in camera chiara su una nuova cartella di 40 foto nuove da caricare
    …. e siamo a fine gennaio 2015!!
    Un saluto a tutti.
    Marta

    • Paolo 30/01/2015 al 09:42

      Ciao Marta,

      Se già decisamente più avanti di me. Avevo impiegato tre mesi per vendere la mia prima foto!

      Paolo

  8. davide 30/01/2015 al 14:55

    L iscrizione a shutterstock richiede un dominio internet ( un indirizzo web) …
    A cosa serve? Devo per forza crearne uno quindi? Grazie!!

    • Paolo 30/01/2015 al 16:25

      Ciao Davide,

      Non mi risulta che avere un dominio per iscriversi a Shutterstock sia obbligatorio. Ma se lo inserisci può essere di aiuto al cliente che potrebbe essere incuriosito dal tuo portfolio fotografico.

      Paolo

  9. gaiasa 30/01/2015 al 15:22

    Ciao Paolo, ciao a tutti i lettori del blog.

    Leggo con piacere questo blog da qualche settimana e ritengo giusto “contribuire” con delle mie valutazioni sul microstock. Inutile dire che apprezzo molto sia il contenuto che il modo col quale Paolo lo gestisce (inclusa la “gestione” dei detrattori del microstock).

    Dopo il doveroso riconoscimento visto che non conosco Paolo ma lo apprezzo per la voglia di condivisione che manifesta, passo al “perché seguo il blog” (in realtà seguo anche altri blogger di cui è stata data visibilità nei vari post a cui vanno i miei ringraziamenti per la dedizione e il tempo messo a disposizione di tutti).

    Sono un fotoamatore. Nulla di più. Al massimo posso dire “evoluto” perché mi piace conoscere e crescere sia sotto l’aspetto artistico, studiando la composizione su libri e, soprattutto, “foto altrui”, sia sotto l’aspetto tecnico approfondendo tutti gli aspetti dalla produzione (es. conoscenza delle caratteristiche ottiche e tecniche della macchina) e della post produzione (sono un lightroom boy anche io :)). Insomma, mi è chiaro da un pezzo che la fotografia è arte e tecnica! 🙂

    Sono un fotoamatore vuol dire che vivo d’altro. Sono infatti dipendente di una nota azienda finanziaria italiana ed ho avuto un buon percorso professionale svolto principalmente nelle aziende di consulenza anglo-americane. Ho maturato diverse competenze professionali e posso dire di fare un lavoro che mi gratifica sia economicamente che come persona. Seguo tematiche interessanti e sono sufficientemente vicino ai vertici della mia azienda per avere un “occhio strategico” sviluppato. Semplicemente posso dire che sono fortunato perché mi piace quello che faccio ogni giorno.

    Questo “cappello” sul mio lavoro ha un motivo. Lavoro in un contesto aziendale di business (mi occupo di capire nuovi trend per sviluppare prodotti o business del tutto nuovi)…direi che avete già compreso qual è il legame con il microstock.

    Sintetizzando. Avendo uno spiccato senso del business ed essendo appassionato di fotografia (anche quella industriale!) il microstock “sembra” fatto per me.
    Infatti:

    1) Il microstock vuol dire creare qualcosa per un mercato. Creare qualcosa per il mercato vuol dire studiare la domanda e l’offerta e i trend in atto (ops…quello che faccio tutti i giorni :)). Mi sembra che sia sufficientemente sfidante. Il microstock “potrebbe” enfatizzare le mie competenze specifiche. Alcune tematiche di business che conosco e seguo in prima persona (non parlo dei soliti scatti di manager in giacca e cravatta ovviamente) “sembrano” essere molto richieste in forma di immagini, anche concettuali, e non trovano un’adeguata offerta sui vari siti. Uso il condizionale perché questo è quanto emerso dalle mie ricerche ma alla fine sarà il mercato vero a darmi ragione o torto;
    2) Il microstock è sfidante per me perché ho sempre lavorato di tecnica fotografica per finalità lontane dal commerciale (es street photography), quindi si tratta di “ritarare” l’occhio e crescere su un contesto nuovo;

    Allo stato attuale ho deciso la mia strategia che potete considerare correttamente come “attendista” e di studio!. Questi gli step:

    1-Revisione del mio catalogo foto al fine di identificare lavori spendibili nel microstock (poche);
    2-Creazione di un nuovo catalogo specifico. Su questo un punto di attenzione. Sto scattando di più di prima (ergo mi diverto e sono meno pigro) e cerco di lavorare di qualità. Ho visto portafogli eccellenti e portafogli orribili su Fotolia, iStock, ecc…credo che sia riconducibile a scelte del momento delle agenzie (a volte si preferisce ingrossare lo stock disponibile anche di bassa qualità) ed erraticità dei revisori. Io preferirei lavorare su nicchie e qualità (ammesso che sia in grado di produrre qualità e di identificare le nicchie);
    3-Dopo aver accumulato un discreto catalogo “commerciale” (stimo in almeno 300 scatti per avere un margine) inizierò il mio iter di ingresso presso le 4-5 principali agenzie seguendo le indicazioni lette su questo (utilissime), anche per sfruttare al massimo “l’effetto ingresso” che sembra favorire i nuovi iscritti nei primi tempi in termini di visibilità del portafoglio;
    Contestualmente sto facendo ricerche di mercato per tematiche di business verticali e di potenziale nicchia. Quindi mi sto dando allo still-life casalingo e non pensavo di divertirmi così;
    Sto valutando anche il mercato delle immagini vettoriali. Su queste però sconto dei gap di conoscenza importanti:
    a) come crearli? Io uso la camera e lightroom mentre servirebbero sw specifici; b)che mercato hanno? Ho visto portafogli anche di 6000 immagini vettoriali di alta qualità di singoli contributor…quindi potrebbe essere saturo.

    Che ne pensate? Troppo attendista e calcolatore? 🙂

    Questa la mia strategia. Una strategia che persegue un obiettivo duplice. Divertirmi e… “provarci!”

    Divertirmi perché la fotografia mi fa “staccare” dagli impegni lavorativi.
    Provarci nonostante i tempi stretti e “nonostante” abbia 2 figli piccoli (per fortuna dai!).
    Provarci per mettermi in discussione come “analista di mercato” e fotoamatore.
    Provarci perché “non è un reato”!

    Mi faceva piacere condividere con Paolo e i frequentatori di questo blog le mie riflessioni.

    Gaiasa (a dispetto del nickname sono un uomo!) 🙂

    PS: lo so che farò forse arrabbiare qualche professionista della fotografia…..Pazienza! 🙂

    • Paolo 30/01/2015 al 16:36

      Grazie Gaiasa per avere condiviso la tua esperienza. Che, tra l’altro, è decisamente simile alla mia! Mi sono riconosciuto sia nel tuo modo di procedere “razionale” che mi piace tanto (anche io ho questa patologia!), sia nell’organizzazione degli obiettivi a breve, medio e lungo termine.

      Ci chiedi se sei troppo attendista e calcolatore. La mia impressione è: un po’.

      Avere un piano definito per la tua crescita come fotografo (microstock o meno) ti mette già davanti a molti concorrenti che vanno un po’ a caso, a seconda di come tira il vento e la voglia di rimboccarsi le maniche. E’ però anche vero che molte opportunità le scopri a strada iniziata.

      Io lo chiamo “modello del corridoio”. Sei all’inizio del tuo percorso, e stai imboccando un corridoio che (ti auguro) ti porti al successo di soddisfazione ed economico. E’ giusto pianificare come arrivare alla fine del corridoio.
      E’ però anche vero che quando incomincerai a camminare in quel corridoio, ti accorgerai di una serie di porte (leggi opportunità) che non riuscivi a vedere quando stavi all’inizio del tuo percorso. E’ camminando che ti accorgi dei percorsi laterali.

      La sintesi? Vai. Buttati subito.

      A presto

      Paolo

  10. Francesco 31/01/2015 al 11:25

    Ciao a tutti,

    Sono d’accordo con quanto ha detto Paolo tranne su un aspetto che credo vada meglio esplicitato, come del resto rilevava Onofrio, in particolar modo nei confronti di chi si affaccia al microstock con entusiasmo ma anche con un po’ troppe aspettative.

    Personalmente credo che il microstock vada considerato all’inizio una semplice “palestra fotografica”, niente di più. Io ho un portfolio su iStock di circa 1400 foto, 350 circa su Shutter, 480 su Fotolia, 500 su 123Rf ecc ed in un anno, in cui l’impegno è stato non banale, si tirano su somme sicuramente non proporzionate all’impegno. Chiaro che tutto dipende molto dalla qualità del portfolio…

    Quando Paolo dice che “il microstock NON è un sistema per diventare ricchi velocemente lavorando poco…” per inverso verrebbe da pensare che, se si ha voglia di lavorare (condicio sien qua non) e si ha la pazienza di attendere si diventa ricchi…

    Innanzitutto credo che non si diventi “ricchi” lavorando con le agenzie.
    Sarebbe quindi utile evitare, nel discutere di microstock su forum e blog, la frase “diventare ricchi” perchè può essere fuorviante e generare illusioni in particolare in questi momenti difficili dal punto di vista economico.

    Per quanto mi sembra di aver capito, dopo oltre un anno di osservazione attenta, si può arrivare a vivere anche di microstock ma a condizioni molto precise:

    – saper studiare ed analizzare bene il mercato
    – studiare e cercare idee sempre nuove
    – lavorare a tempo pieno (quindi diventare libero professionista a tutti gli effetti con tutto quello che ne consegue)
    – considerare seriamente di lavorare anche con modelli/modelle (il che significa investire molti soldi sulle attrezzature, flash ecc. e su uno studio fotografico adeguato)
    – lavorare necessariamente con almeno un collaboratore (se non volete diventar matti a fare keywording tutto il giorno)
    – ecc. ecc.

    Se non si organizza quindi il lavoro in un’ottica professionale, il microstock fatto a scappatempo rimane, temo, solo un’ utile palestra fotografica che non sempre ripaga, in termini monetari, il tempo impiegato…

    Ciao,
    Francesco.

  11. angela 31/01/2015 al 14:46

    Buonasera, è un po’ che ho scoperto il suo blog e ho intenzione di seguirla perché vorrei cominciare anch’io con il microstock. Le scrivo innanzitutto per farle i miei complimenti per il materiale che mette a disposizione, perchè non sempre è facile trovare risorse in italiano. Inoltre, le scrivo anche per chiederle se all’interno del blog (che non ho visitato ancora tutto) c’è qualche articolo sull’aspetto fiscale della questione. Cioè intendo: commercialista, tasse da pagare, 740 e cose varie.

    Insomma, una persona che vuole vendere foto, e che non è un fotografo professionista e non ha partita iva, come deve regolarsi dal punto di vista fiscale?

    Pongo la questione rispetto a tre situazioni diverse che possono crearsi:
    1) lavoratore dipendente, quindi compila il 740. Cosa deve fare con i guadagni e rispetto alle tasse? Le agenzie di microstock si occupano dell’aspetto tasse mediante una ritenuta? E per i guadagni? Bisogna inserire i guadagni sul 740 nella casella altri redditi, e qualunque sia l’importo?
    2) lavoratore autonomo, quindi partita iva. Cosa succede in questo caso?
    3) persona senza lavoro (né dipendente, né autonomo. Quindi senza partita iva) e questo è il caso che m’interessa di più. Come deve comportarsi con i guadagni?

    Grazie mille per tutta la conoscenza e l’esperienza che condivide.
    Cordiali saluti

    • Paolo 31/01/2015 al 16:33

      Ciao Angela e grazie di essere passata da queste parti a leggere!
      Il motivo per il quale su questo blog non è mai stato dedicato un articolo all’inquadramento fiscale del microstock è abbastanza semplice: ritengo di non avere le competenze tecniche per poterne parlare con la dovuta profondità. Ti posso solo fare l’esempio della mia posizione: lavoratore dipendente full-time con possibilità di compilare il modello 730 online che la mia azienda mi mette a disposizione. Utilizzo la voce Altri Redditi, Quadro D.

      Spero tra i lettori ci siano persone con maggiore specializzazione in grado di darci informazioni complete in merito.

      Grazie

      Paolo

      • angela 31/01/2015 al 16:38

        Grazie mille per la risposta. E nel caso quindi del lavoratore dipendente c’è da dichiarare qualsiasi importo? Mettiamo il caso ipotetico di 200 euro guadagnati nell’anno di riferimento del 730/740. In altri redditi metterò 200 euro o c’è una soglia da dover superare per inserire l’importo?
        Per gli altri due casi, spero anch’io ci siano delle esperienze che magari altri utenti possono condividere.

        • Paolo 01/02/2015 al 15:12

          Ciao Angela,

          Non mi risultano che ci siano soglie minime per evitare la dichiarazione, ma chiedo a chi ne sa più di me di correggermi se sbaglio.
          Nel dubbio, io metto tutto e semplifico!

          A presto

          Paolo

  12. mitch 01/02/2015 al 21:07

    Ciao a tutti.
    Io sono abbastanza d’accordo con Francesco, sarà che condividiamo la durata della carriera (un anno) e abbiamo simili numeri sulle varie agenzie. Per quanto mi riguarda (faccio il medico), se avessi lavorato in libera professione per tutte le ore che ho dedicato al microstock avrei guadagnato 100 volte quel che ho guadagnato in quest anno di fotografia (evidentemente poco 😀 ).
    Per me (e credo per molti altri come me) il microstock è (e probabilmente rimarrà) una palestra, una palestra dove ci si fa le ossa, dove si cresce molto e dove ci si può anche guadagnare qualcosina, sia in termini economici sia in termini di orgoglio e felicità… Vuoi mettere andare dai colleghi al lavoro e raccontare di quella foto che hai venduto su Alamy? Vuoi mettere la soddisfazione?
    Alla fine di quest’esperienza, se e quando finirà, avrò guadagnato qualche centinaio di euro, per carità, ma avrò sicuro guadagnato molto di più come fotografo…

  13. Fabionodariphoto.com 02/02/2015 al 09:02

    Hai fatto delle osservazioni molto sensate.. E’ molto importante capire cosa ci si può aspettare quando si entra in questo mercato.

  14. Germano 04/02/2015 al 13:43

    Ciao Paolo,

    ti faccio in primis i complimenti per la disponibilità disinteressata che metti in tutti i tuoi post e per la passione che trasmetti, che vedo dilaga e contagia chiunque passa di qui e ci resta. E io sono uno di quelli 🙂

    Mi sono avvicinato al microstock a settembre 14 e da quel momento, tra mazzate sulle ginocchia (tante) e microsoddisfazioni non ne posso più fare a meno.

    Volevo chiedere se da qualche parte avevate già parlato di monitor e quali modelli è meglio utilizzare per una corretta postpro, oltre alle calibrature ecc, ecc…

    Un saluto a tutti e buona luce.

    Germano

    • Paolo 04/02/2015 al 15:55

      Ciao Germano e benvenuto da queste parti!

      In effetti non abbiamo ancora parlato di monitor. Personalmente utilizzo un calibratore Spider (lo trovi usato su eBay a cifre più che economiche) e mi ha in effetti cambiato la vita, fotograficamente parlando. Quella della calibrazione non è un’attività che devi ripetere spesso: se hai un amico che ne ha la necessità è un oggetto che si presta ad essere condiviso nell’utilizzo e nella spesa.

      A presto!

      Paolo

  15. germanopoli 05/02/2015 al 13:07

    Ciao Paolo,

    grazie per la info; in effetti lavorare su un’immagine non sapendo se la calibratura del monitor è accettabile è sempre stata una mia paranoia. Soprattutto con la regolazione del bilanciamento del bianco.

    a presto
    ciao

  16. Rossella 06/02/2015 al 11:34

    Ho caricato per la prima volta 4 foto su fotolia per vedere come gira il vento…e me le hanno approvate tutte e 4 in un paio di giorni…quindi ora metterò su qualcosa in piu’! Sto riguardando tutto il mio archivio per scovare foto utilizzabili a tal scopo! Volevo sapere come regolarmi su fotolia per le tasse! Mi è arrivata ora una loro email…io sono registrata con p. iva in quanto fotografa professionista con studio proprio. Che dovrei fare?! Grazie mille e buon lavoro a tutti!!!

    • Paolo 06/02/2015 al 13:36

      Brava Rossella!

      Io sono lavoratore dipendente e come seconda attività mi occupo di microstock, quindi posso dichiarare con modulo 730 Quadro D voce “altri redditi”. Siccome non sono un fiscalista, lascio spazio a chi tra i lettori si trovasse nella tua situazione e avesse già affrontato il tema per dare un consiglio più competente del mio.

      Ancora brava!

      Paolo

  17. germanopoli 06/02/2015 al 13:55

    Ciao Paolo, cia a tutti gli stocker.

    Scusate se vi stresso con un’altra tediosa domanda… ma è così bello avere qualcuno con cui parlarne 🙂 Essendo nuovo, mi chiedevo se avevate già affrontato l’argomento lightbox in precedenza. Ho provato a cercare nei vecchi post ma non ho trovato nulla a riguardo. Tu le utilizzi e le ritieni uno strumento utile per dare visibilità ai portfoli?

    In istock, se condividi foto di altri contributors oltre alle tue, ti permettono di taggarle e renderle pubbliche e in effetti ho notato un leggero incremento delle visualizzazioni, che prima di allora erano prossime allo zero (ho iniziato a caricare a settembre 2014). Specialmente condividendo fotografie di chi vende bene.

    Ciao e buona giornata!!

    • Paolo 06/02/2015 al 19:22

      Ciao,

      Ogni sito ha le sue caratteristiche peculiari in merito a lightboxes/favoriti/metodi vari per rendere visibili immagini. Per quanto l’idea mi sembri teoricamente corretta (usare un criterio per ordinare parte del tuo portfolio fotografico e renderlo più facilmente raggiungibile dal cliente) devo dire che non ho mai trovato vantaggi tangibili da questo tipo di attività a prescindere dall’agenzia.
      Sicuramente male non fa, ma ho l’impressione che la spinta aggiuntiva alle vendite potrebbe essere veramente minima rispetto ad esempio a investire 5 minuti in più nel scegliere delle keyword con attenzione.

      A presto!

  18. Germano 09/02/2015 al 00:34

    Ciao Paolo,

    in effetti tenere aggiornate le lightbox su tutte le agenzie sarebbe un lavoro allucinante. Solo istock mi sembra possa valerne la pena, vado avanti con quello.

    Torno a nutrire la bestia 😉 ciao e a presto.

  19. Rossella 09/02/2015 al 10:00

    Sono tonta io…ma non ho capito esattamente a cosa serve il lightbox? voi come avete iniziato a far girare le vostre foto? A me su fotolia le stanno accettando tutte ma poi non vedo molte visite…c’è da dire che ho cominciato da una settimana appena! ^_^ Buona giornata a tutti!!!

    • Paolo 10/02/2015 al 14:34

      Ciao Rossella,

      Cito dal sito di iStock:
      Organizza i tuoi file preferiti in cartelle chiamate “lightbox”.Raccogli i tuoi file preferiti utilizzando l’icona o il link “Aggiungi ad una lightbox”. Le lightbox possono essere mantenute private oppure, se contengono almeno 20 file, rese pubbliche e ricercabili da altri utenti iStock.

      In sintesi: è un modo per dare ordine alla tua collezione di immagini, al fine di permettere una maggiore visibilità al cliente.

      A presto

      Paolo

  20. germanopoli 11/02/2015 al 15:30

    Ciao Rossella,

    come ha risposto Paolo alla mia precedente richiesta è meglio spendere qualche minuto in più a taggare la foto che no a buttarla in una lightbox ed è vero, perchè alla fine sono i meta dell’immagine che la fanno girare nei motori di ricerca delle varie agenzie.

    Personalmente ho visto solo su iStock un ritorno in termini di visibilità, diciamo da 0,1% di visite senza lightbox a un 15/20 % con… tanta roba 🙂

    Ho anche sentito che iStock favorisce gli esclusivi, lasciando nella polvere i non; in effetti ho fatto 3 mesi con visibilità prossima allo zero, sbloccatasi poi dopo aver reso pubbliche le light box. Tieni conto che istock ti fa taggare anche le lightbox e quindi anche quelle vengono indicizzate dai motori.

    Anche condividere le immagini sui social può aiutare; più di una volta Deposithphotos a messo come preferito un mio tweet in cui condividevo una foto in vendita.

    ciao a tutti!!

  21. francesco 13/02/2015 al 10:10

    Buongiorno Paolo, buongiorno a voi tutti, stamattina voglio condividere la mail ricevuta da istock inerente il caricamento di una foto. Copio per intero il testo
    ” Your image has been submitted to our Executive Queue for further review.  Images are sent to this queue if an inspector has questions regarding copyright, traderks, model relases or just would like a second opinion.  If you have any questions, please contact support at artists@istockphoto.com” . La foto in questione è una scacchiera gia presente su shutter. Spero questo mio commento possa essere di aiuto agli altri. Grazie. Francesco

    • Gigi 13/02/2015 al 11:18

      Ciao Francesco, è capitato anche a me, da questo punto di vista (proprietà di immagine e liberatoria) sono terribili. L’ispettore non è sicuro e chiede a un suo superiore se la foto possa essere ammessa. La foto rimarrà per diverso tempo in “Pending executive” per parecchio tempo.
      A me è capitato con una foto di una serie di pannelli solari, che tra l’altro ho venduto in tutti i siti di stock. Non so’ cosa abbia percepito l’ispettore (magari quei pannelli solari avevano una forma o una modello che solo una precisa marca o azienda produce, non saprei), comunque, lo status di “pending” è durato oltre un mese.

      Saluti

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