Perché Shutterstock non mi basta?

Shutterstock-Vendere-Fotografie-Online-MicrostockCi risiamo. Sono nuovamente qui a contare quanto Shutterstock abbia contribuito alle vendite nel primo trimestre 2014. La primavera ha portato i primi fiori in giardino, qualcuno mi ha fatto notare che sarebbe ora di vangare la terra nell’orto (ma comunque era meglio se lo facevo a novembre e io sono sempre in ritardo) ma soprattutto è il tempo del bilancio microstock del primo trimestre dell’anno.

Tre mesi sono un buon periodo per darsi degli obiettivi e conseguirli: non è troppo breve per vedere risultati, è abbastanza breve per darti carica e motivazione per pedalare velocemente. Vediamo assieme com’è andato il primo trimestre 2014.

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Introduzione al mio portfolio fotografico

Non mi piace parlare di me e sono uno di quelli che si vergogna ad essere protagonista. Da piccolo facevo il Re Magio alla recita di Natale per stare in disparte, ma devo dare almeno qualche informazione sul mio portfolio fotografico per interpretare i dati che esamineremo a breve assieme. Collaboro dal 2008 con diverse agenzie fotografiche microstock ed al momento il totale della agenzie alle quali contribuisco è di 26. Sono un convinto sostenitore del contribuire in modo non esclusivo ad una singola agenzia ma preferisco contribuire al maggior numero possibile di microstock. Il mio flusso di lavoro medio prevede la spedizione di circa 30 scatti a settimana a tutte le agenzie a cui contribuisco. I software che utilizzo con maggiore frequenza sono Filezilla per l’upload e Lightroom per l’editing e organizzazione dell’archivio. Non uso Photoshop se non in rarissimi casi. Il genere fotografico che preferisco è tutto ciò che non richiede una liberatoria, con prevalenza per quello che è definità in modo un po’ grossolano fotografia di viaggio. Come tanti ho iniziato a contribuire nel mondo del microstock con l’approccio vado in vacanza, faccio qualche foto e poi le vendo. Solo dopo ho capito che la cosa non era così semplice ed ho dovuto diventare tanto più umile e anche un po’ più professionale.  In media nel primo trimestre 2014 il mio portfolio fotografico ha venduto 1150 immagini al mese. Pronto a vedere assieme i risultati di questo inizio 2014?

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Il campione è… Shutterstock!

Vorrei per una volta stupirti con qualcosa di nuovo, ma anche questo trimestre Shutterstock è la mia prima agenzia in termini di incassi. Si tratta del microstock che mi ha garantito il 51% degli incassi complessivi del primo trimestre 2014. Il mio portfolio è di circa 2.700 immagini e le vendite totali in media sono state poco sotto le 700 al mese. Poche (un paio al mese) le vendite con licenza estesa e guadagni da 28$.

La mia percentuale di approvazione varia enormemente: da un 10% quando trovo un ispettore che ha litigato con il figlio adolescente a un 100% quando il mio invio di immagini incontra l’ispettore con la sindrome di Pollyanna che vede tutto positivo. Io cerco di prenderla non troppo sul serio, ma la verità è che la sproporzione tra la quantità di immagini che sono accettate in una settimana e quante sono accettate in quella seguente è enorme e non mi è chiaro il motivo. Nel lungo periodo, la mia percentuale di accettazione media è del 70% circa.

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Secondo classificato: Fotolia

Fotolia continua a dare grandi soddisfazioni. Portfolio di 3.300 immagini, media di 200 immagini vendute al mese, complessivamente ha realizzato il 21% degli incassi. La percentuale di accettazione è leggermente superiore a Shutterstock. Tra i plus di questa agenzia c’è il pagamento in euro: in un momento storico come questo, dove l’euro è forte rispetto al dollaro, fa una differenza importante.

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Terzo classificato a sorpresa: 123RF

Su 123RF qualche tempo fa non avrei certo scommesso. Invece mi ha stupito positivamente ed è la dimostrazione che anche agenzie in secondo piano per anni possono diventare progressivamente dei cavalli, se non da corsa, almeno da trotto. Con 123RF realizzo il 5% delle vendite totali, portfolio di circa 3.600 immagini, percentuali di approvazione sempre tra il 70 e 80% sul totale degli invii. La cosa che in assoluto mi piace di più di quest’agenzia è la facilità di upload.

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Menzione d’onore: Alamy

Alamy è un’agenzia a cui ho incominciato a contribuire piuttosto tardi. Nasce come agenzia macrostock, è una delle agenzie fotografiche più grandi al mondo e fino a qualche tempo fa non accettava immagini al di sotto di un numero mostruso di MB (obbligando tutti i contributors a interpolare per aumentare le dimensioni dell’immagine prima di fare l’upload). In seguito ha riveduto le politiche di vendita, iniziando ad accettare immagini di dimensioni ragionevoli (superiori ai 24 MB non compressi). La conseguenza pratica è stata l’apertura a tutti quei contributors microstock che fino a qualche tempo prima non avevano ragionevolmente voglia di assumersi l’onere di interpolare le immagini prima dell’upload e, in sostanza, a tutti i fotografi del mondo microstock.

Alamy è una lotteria. Per due mesi non vendi niente. Poi vendi due immagini e ricavi 150$. Personalmente la consiglio perché lo sforzo richiesto dalla procedura di upload è relativamente contenuto rispetto ai guadagni che sono in media ridotti come frequenza ma sostanziosi come incasso.

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Mi sono sbagliato. Dreamstime.

Seppur in passato io non sia stato tenero con Dreamstime, declassandola dal gruppo delle migliori agenzie in cui storicamente si trovava ad agenzia di secondo livello in termini di guadagni, devo dire che nel primo trimestre 2014 si sono percepiti dei segnali di ripresa in termini di numero di vendite. Sicuramente il recente aggiornamento del sito ha avuto il suo impatto. E’ ancora presto per dire se Dreamstime ritornerà ad essere un’agenzia che spinge il carretto con le altre, però in questo momento non mi sento di sconsigliarla e il trend è in miglioramento. Direi che ci sono dei segnali concreti per cominciare a puntare nuovamente anche su quest’agenzia.

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Perché non inviare solo a Shutterstock, Fotolia e 123RF?

La domanda è spontanea: se da sole queste agenzie fanno quasi l’80% del venduto del mio portfolio fotografico, perché inviare immagini a 26 agenzie? I motivi sono tre.

  • Una volta preparate le immagini, il grosso del lavoro è fatto. Non inviare le fotografie al maggior numero possibile di agenzie equivale a lasciare soldi sul tavolo. E io voglio spremere tutto quello che posso da ogni singolo scatto.
  • Non è detto che i big di oggi lo siano domani. L’esempio perfetto è 123RF: fino a un anno fa era un’agenzia di secondo piano, oggi è colonna portante del mio portfolio di agenzie. Continuare a contribuire ad agenzie oggi in ombra mi permette di essere avvantaggiato nel momento in cui una di queste tra qualche tempo dovesse emergere.
  • Non mi piace mettere tutte le uova nello stesso paniere. Non mi piace scommettere tutto solamente su tre agenzie. Qui non c’è una valutazione oggettiva, ma una percezione soggettiva di avversione al rischio. L’esempio calzante è quello dei molti fotografi microstock esclusivisti su iStock che in questo momento non sono contenti delle politiche di vendita ma si ritrovano legati a questa unica agenzia e costretti a stare al gioco. Ti invito a fare  un giro online sui forum e gruppi Facebook per tastare il polso della situazione e valutare tu l’umore dei contributors esclusivisti iStock.

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Le migliori agenzie microstock di domani

Non so dire quali saranno, ma so dire quante. E’ prevedibile che nei prossimi anni il mercato microstock rimarrà in mano ad un numero ristretto di agenzie, tre o quattro, lasciando un divario enorme tra loro e il resto della concorrenza. Questo non è un fenomeno che si verifica solo nel microstock, ma in quasi tutte le aziende attive nel mondo online: pochi giocatori si prendono tutto il piatto e agli altri rimangono le briciole. Pensa ad esempio al peso di Facebook e Twitter rispetto a tutto il mondo dei social network.

Sebbene il numero dei giocatori rimarrà ristretto a poche agenzie, è poco prevedibile quali di queste saranno i leader di mercato tra due, tre o cinque anni. Prevedibilmente i mostri sacri come Shutterstock, Fotolia e iStock ci saranno ancora, non necessariamente in una posizione di dominio come oggi, ma sulle altre agenzie il condizionale è d’obbligo. Siccome il microstock è una maratona e non una corsa sui cento metri, la conseguenza è che contribuire a molte agenzie rimane il migliore investimento per un futuro incerto.

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Da dove si parte?

Se hai iniziato da poco il tuo viaggio nel mondo del microstock, è probabile che ti senta confuso davanti a tutte le scelte che puoi fare. In questa situazione il rischio più grosso è quello di rimanere paralizzato per l’eccesso d’informazione. Il mio suggerimento è di iniziare così:

Prima fase. Contribuire a:

–       Shutterstock

–       Fotolia

–       123RF

Seconda fase. Contribuire a:

–       iStock

–       Alamy

–       Dreamstime

–       Depositphotos

Terza fase. Arrivare a contribuire ad una decina di agenzie, completando la lista che vedi sopra con quelle che ragionevolmente hanno qualche possibilità di emergere in futuro (o, quantomeno, di non scomparire domani mattina). In questo caso lo spirito è quello di comperare altri due o tre biglietti della lotteria: non ti capita, ma metti che estraggano proprio il tuo…

La sintesi del tutto? Scommetti su più cavalli che puoi.

Paolo

2016-10-15T10:55:13+00:00 18 aprile, 2014|Fotografia Microstock, Mercato Fotografico|5 Comments

5 Commenti

  1. Agata 19/04/2014 al 09:39 - Rispondi

    Ciao Paolo, hai messo in luce il lato commerciale di tutto questo lavoro. Anche io sto seguendo il tuo percorso,ma mi trovo davanti sempre nuove domande: ogni sito ho la sua interfaccia, alcune volte poco intuitiva e potrebbe non essere facile farsi avanti con il proprio portfolio. Non ci si deve abbattere, bisogna andare avanti. Personalmente in alcune agenzie non ho ancora venduto, ma le foto sono messe a disposizione per i clienti (anche futuri) quindi si continua a caricare anche quando gli affari non sembrano andare bene. Si investe sul futuro!
    Buon Lavoro a tutti

    • Paolo 19/04/2014 al 20:00 - Rispondi

      Ciao Agata,

      Condivido. I risultati del microstock li si vedono nel lungo periodo. Purtroppo si è diffusa l’idea (sbagliata) che vivere di microstock sia cosa facile e immediato. In verità chi riesce a togliersi delle soddisfazioni è proprio chi, come te, continua a caricare anche quando le cose sembrano non andare per il meglio.

      A presto

      Paolo

  2. Davide B. 22/04/2014 al 12:13 - Rispondi

    Sono contento dei tuoi ottimi risultati e incoraggiano molto chi è all’inizio.
    In una cosa soggettivamente non sono d’accordo.
    Sebbene dal punto di vista aritmetico caricare su 25 Microstock piuttosto che su 5 c’è da considerare l’aspetto emotivo, non trascurabile a chi inizia. Vedere tanti Microstock sempre a 0 è scoraggiante e fa venir voglia di mollare tutto.
    Invece se si punta su 3 o 4 obiettivi buoni aumenta autostima ed entusiasmo.
    Io ho tagliato il superfluo in modo deciso fin da quasi subito e non me ne pento!
    (Un aggiornamento: Istock sta andando bene anche a me… Ovviamente per ora la mia scommessa è Alamy, l’unico che ti fa venire l’ulcera ogni volta che lo guardi, 0 perenne, forse per sempre!!)
    Buona luce!

  3. michele 23/04/2014 al 11:53 - Rispondi

    In effetti, parlando ancora da neo-stockista (meno di un anno), mi sento di essere parzialmente d’accordo con Davide. E’ fastidioso avere dei siti sempre a zero (per me Alamy, dove addirittura ho avuto un solo “zoom”, iVantaggi, Photodune, Veer), ed in effetti alla lunga può essere anche deprimente. Ovviamente, vale sempre il discorso, dipende che cosa uno si aspetta da questa “attività”. Sinceramente, asprirare a raggiungere il livello di Paolo mi sembra abbastanza un’esagerazione, e quindi avere dei siti “a zero” rientra un po’ in quel discorso di sfida che facevo un po’ di tempo fa.
    Per quanto riguarda questi primi tre mesi, per quanto mi riguarda si è verificato esattamente quanto temevo: una diminuzione generale delle vendite, cosa che come scritto immaginavo potesse verificarsi. La imputo decisamente alla fine di un “trattamento di favore” fatto dai siti ai neo-iscritti: stessa cosa è successa su shutterstock, dove sono finalmente sono riuscito ad entrare dopo tre mesi, mentre su istock, fotolia, 123F le vendite calavano il primo mese su shutter è stato molto positivo, mentre adesso anche li le vendite sono in calo nonostante il portfolio che si amplia.
    Detto questo non ci si perde d’animo, sono reduce da una vacanzina nelle Marche e ne sono tornato con un 150 fotografie che ho finito giusto adesso di mettere a posto…vedremo!

  4. Fabio Nodari 22/05/2014 al 12:44 - Rispondi

    Sono d’accordo soprattutto con la parte in cui parli degli inspector di Shutterstock…
    Mi chiedevo se vendi anche con Getty.. Io ho venduto qualche foto e i guadagni sono veramente interessanti..

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