Lightroom: una catalogazione per il fotografo microstock

Adobe, Photoshop, Lightroom, Microstock, PhotographyPenso che Adobe Lightroom sia una strumento indispensabile per il fotografo microstock. Ma sono anche sicuro che, di fronte alle enormi potenzialità del software, si rischi di non sapere da che parte iniziare. Iniziamo dalla cosa più importante: Lightroom è nato per gestire grandi archivi di immagini e questa è anche una delle esigenze fondamentali per il fotografo microstock. Ognuno di noi ha un metodo diverso, ma questa settimana ospitiamo un articolo di Giovanni Bertagna (nome di battaglia: Alfredo, trovate il suo profilo su https://plus.google.com/+GiovanniAlfredoBertagna) che ci spiega il suo metodo di lavoro. Sono convinto che da questo articolo ognuno di noi potrà prendere uno spunto, un’ispirazione o quantomeno confrontarsi con un metodo diverso dal proprio. Mischiamo le idee, dai!

Ed ora, lascio la scrittura ad Alfredo!

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Preso dalla smania di iscrivermi a troppe agenzie microstock, a causa degli effetti collaterali degli articoli di Paolo, mi sono ben presto reso conto che avevo la necessità di sapere in modo veloce quali foto avevo già inviato e a quale agenzia le avevo inviate. Non potendomi permettere di dedicare troppo tempo al microstock ho provato a crearmi un personale processo di lavoro sfruttando le potenzialità di Lightroom. Dopo molte modifiche e aggiustamenti condivido il mio processo di lavoro nella speranza che vi possa essere utile.

Tutto il processo si basa sulle ottime potenzialità di catalogazione, e non solo chiaramente, di Lightroom che ci permette di raccogliere le nostre foto in base ai metadati.

Per il processo di lavoro ho scelto la catalogazione in base ai tag utilizzando le seguenti parole chiave:

  • Tag microstock per contrassegnare le foto destinate al mercato microstock;
  • Tag fotolia per contrassegnare le foto inviate all’agenzia Fotolia;
  • Tag shutterstock per contrassegnare le foto inviate all’agenzia Shutterstock;
  • Tag <nome agenzia> per contrassegnare le foto inviate all’agenzia <nome agenzia>;

E alle etichette colore:

  • Etichetta colore giallo per contrassegnare le foto scelte per il successivo sviluppo, assegnazione titolo, descrizione, ecc.;
  • Etichetta colore verde per contrassegnare le foto elaborate e pronte per l’invio;

Impostati i suddetti tag e scelte le etichette colore andiamo a utilizzare le raccolte dinamiche.

Ma cos’è una raccolta dinamica ? Una raccolta dinamica è una raccolta che si basa sui criteri di metadati specificati. Le raccolte dinamiche includono automaticamente tutte le foto che rispondono a tali criteri.

E invece cos’è un set di raccolte ? Un set di raccolte è un contenitore che include una o più raccolte. L’uso di set di raccolte offre flessibilità nell’organizzazione e nella gestione delle foto. Un set di raccolte non contiene effettivamente le foto; contiene solo le raccolte, tra cui le raccolte normali, le raccolte dinamiche e le creazioni di output.

Consiglio una lettura della guida on line di Adobe Lightroom che potrete trovare qui.

A questo punto, grazie alle raccolte dinamiche, ho così raggruppato le foto:

  • Raccolta dinamica Foto non selezionate che andrà a contenere le foto non ancora selezionate (foto con il tag microstock e senza alcuna etichetta colore);
  • Raccolta dinamica Foto da sviluppate (giallo) che andrà a contenere le foto selezionate per il successivo sviluppo (foto con il tag microstock e l’etichetta colore giallo);
  • Raccolta dinamica Foto sviluppate (verde) che andrà a contenere le foto già sottoposte allo sviluppo (foto con il tag microstock e l’etichetta colore verde);
  • Raccolta dinamica INVIATE che andrà a contenere le foto già inviate a una specifica agenzia (foto con il tag microstock e il tag con il nome di una specifica agenzia);
  • Raccolta dinamica NON INVIATE che andrà a contenere le foto non ancora inviate a una specifica agenzia (foto con il tag microstock, etichetta colore verde e che non contengano il tag di una specifica agenzia)

Gli ultimi due punti vanno ripetuti per tutte le agenzie di cui vogliamo tenere traccia. Tutto quanto può sembrare laborioso ma in realtà, una volta creato l’ambiente di lavoro, è molto più semplice di quello che sembra.

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Preparazione dell’ambiente di lavoro

Primo passo – Per prima cosa, nella sezione “Libreria/Library”, ho scelto il pannello “Elenco parole chiave/ Keyword List” e con il tasto “+” ho creato il tag per la nuova parola chiave microstock andando a disabilitare le tre caselle in “Opzioni tag parole chiave/Keyword Tag Options” questo perché, al momento dell’esportazione delle foto, detto tag non sarà esportato.

Ripetiamo lo stesso procedimento, sempre disabilitando le tre caselle in “Opzioni tag parole chiave”, e creiamo il tag con il nome di ogni agenzia a cui contribuiamo (fotolia, shutterstock, ecc.).

Con questo la prima parte di preparazione è completata e, se successivamente ci iscriveremo ad una nuova agenzia, basterà inserire il tag con il nome della stessa.

Secondo passo – Creazione delle raccolte. Ci spostiamo nel pannello “Raccolte/Collections” e selezioniamo, tramite il pulsante “+”, la voce “Crea set di raccolte…/Create collection set”. Il programma ci presenterà una finestra dove sarà sufficiente inserire il nome della raccolta: ad esempio, io ho scelto Microstock. Questa raccolta, ad ambiente completato, ci proporrà in automatico tutte le foto che contengono il tag microstock.

Passiamo a creare la raccolta foto da elaborare sempre tramite il pulsante “+” andando questa volta a scegliere la voce “Crea raccolta dinamica…”. Utilizzeremo una raccolta dinamica perché ci permetterà di effettuare una selezione in base ai metadati. Il programma ci presenterà, come nel passaggio precedente, la finestra opzioni leggermente più complessa. Per prima cosa inseriamo il nome ed io ho scelto foto da sviluppare (giallo), dalla sezione “Percorso ho selezionato “In set di raccolta” e dal menu a tendina sono andato a selezionare la voce Microstok precedentemente creata. Nella sezione regole ho scelto che le foto di questa raccolta dovranno contenere il tag microstock e l’etichetta colore giallo.

Ripetiamo la stessa operazione precedente creando la raccolta dinamica Foto elaborate (verde) ma questa volta inseriamo che le foto dovranno contenere l’etichetta colore verde e il tag microstock.

Infine, sempre con la stessa operazione precedente, creiamo la raccolta dinamica Foto non selezionate mediante la regola che le foto non dovranno contenere l’etichetta colore mentre dovranno contenere il tag microstock.

Terzo passo – Passiamo a creare le raccolte per ciascuna agenzia. Personalmente ho creato tramite “Set di raccolte…” la raccolta Agenzie e una sotto raccolta con il nome di ciascuna agenzia il tutto sempre sotto la raccolta principale Microstock. Questo passaggio non è fondamentale ma aiuta ad avere un raggruppamento più lineare e facile da utilizzare.

Fatto questo iniziamo a creare la raccolta dinamica, per l’agenzia Fotolia, delle foto inviate che avrà nome INVIATE, se avete creato le sottocartelle per ciascuna agenzia, oppure Fotolia INVIATE, andando ad impostare nelle regole che le foto dovranno contenere i tag fotolia e microstock.

Passiamo a creare la raccolta dinamica, per l’agenzia Fotolia, delle foto ancora da inviare che avrà nome NON INVIATE, se avete creato le sottocartelle per ciascuna agenzia, oppure Fotolia non INVIATE, andando ad impostare nelle regole che le foto dovranno contenere il tag microstock, che non dovranno contenere il tag fotolia e che dovranno contenere l’etichetta colore verde.

Non ci resta che ripetere i passaggi sopra per ciascuna agenzia e il gioco è fatto.

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Come si utilizza l’ambiente di lavoro creato

Passiamo al processo di lavoro sulle foto utilizzando l’ambiente creato. Al momento dell’importazione, o andando a scegliere nel catalogo esistente, assegniamo alle foto che ci interessano il tag microstock con i molti metodi messi a disposizione dal programma. Selezioniamo le foto con un criterio molto permissivo tanto il processo di lavoro predisposto prevede un secondo passaggio di scelta più accurata (assegnazione etichetta colore giallo).

Per iniziare a lavorare sulle foto destinate al microstock andiamo al pannello “Raccolte” e selezioniamo la raccolta Microstock/Foto non selezionate. Il programma ci mostrerà solo le foto che sono state incluse nella raccolta Microstock escludendo quelle già elaborate o scelte per l’elaborazione (etichetta verde o gialla). A questo punto procediamo con una scelta più approfondita andando ad assegnare l’etichetta colore giallo solo alle foto che riteniamo valide e da sottoporre successivamente allo sviluppo.

Il passaggio successivo sarà lo sviluppo delle foto che abbiamo scelto. Andiamo nuovamente nel pannello “Raccolte” e selezioniamo Microstock/Foto da sviluppare (giallo) così vedremo solo le foto che abbiamo precedentemente scelto e ritenuto valide per lo sviluppo. Iniziamo sviluppando le con il procedimento che di solito utilizziamo, inseriamo i tag relativi ai contenuti della foto e i metadati (titolo, descrizione, ecc). Alla fine del processo basta ricordarsi di assegnare alla foto pronta l’etichetta colore verde indicante che la foto stessa è stata elaborata e pronta per l’invio.

Per esportare le foto elaborate, ma non ancora inviate per quella specifica agenzia, basta andare nel pannello “Raccolte” e selezionare Microstock/Agenzie/Fotolia/NON INVIATE e il programma ci mostrerà tutte le foto non ancora inviate tra quelle con l’etichetta colore verde. Selezioniamo le foto da inviare, diamo il comando esporta impostando il programma di andare a salvare queste foto nella cartella con il nome dell’agenzia o dove preferiamo. Mentre il programma elabora le immagini basta assegnare alle foto ancora selezionate il tag con il nome dell’agenzia, in questo caso fotolia, e le stesse saranno “spostate” dalla raccolta NON INVIATE alla raccolta INVIATE.

Questo è il processo di lavoro che sto utilizzando e, personalmente, sta dando i suoi frutti in risparmio di tempo. A questo punto che ne pensate di questo metodo?

Giovanni Bertagna (Alfredo)

2016-10-15T10:55:13+00:00 23 aprile, 2014|Tutorial Lightroom|12 Comments

12 Commenti

  1. Jefimow 18/05/2014 al 17:45

    Grazie per aver condiviso il tuo workflow! Sembra davvero utilissimo, anche se personalmente ho appena iniziato con il microstock. Post utili come il tuo però mi incoraggiano a continuare 😉
    Volevo chiederti cosa ne pensi di servizi di export plug-in per Lightroom come quello proposto dalla picWorkflow. E’ integrabile con il workflow proposto da te? O sono due cose diverse?

    Ho letto anche in giro su internet a proposito del Lightburner. Lo consigli? Scusa le mie domande, ma vedo che sei molto ferrato, un tuo consiglio lo apprezzerei molto 🙂

    Grazie!

    • Paolo 19/05/2014 al 13:36

      Ciao Jefimow,

      Ho dato un’occhiata alla tua segnalazione. In linea generale, sono abbastanza tiepido nei confronti dei servizi che aiutano la distribuzione microstock. In questo caso, il software aiuta anche nella realizzazione automatica di statistiche e questo lo potrebbe rendere più interessante. Bisognerebbe vedere qual’è il valore aggiunto rispetto ad utilizzare Filezilla + le statistiche di un’agenzia importante (Shutterstock oppure iStock). Insomma, fatico a capire i benefici di Lightburner.

      A presto

  2. Alfredo 24/05/2014 al 22:01

    Avevo visto tempo fa il plugin picWorkflow ma è a pagamento, questo ha un senso per grandi quantità di foto. Per quanto riguarda la compatibilità con il workshop presentato non ci dovrebbero essere problemi in quanto, invece di esportare su disco, esporti direttamente sul sito del loro servizio.

    Io ho installato il plugin ftp di Adobe per esportare direttamente sulle varie agenzie. Ma questo metodo ha un senso per inviare una o due foto altrimenti meglio i vari client ftp primo fra tutti Filezilla come dice Paolo.

    Un metodo alternativo per automatizzarre il processo di upload ci sarebbe: utilizzare un linguaggio di scripting ad esempio Powershell per Windows o Applescrit per Mac. Ho già abbozzato uno script per Win che lanciato va ad analizzare una determinata cartella e prende un numero di file prestabilito inviandoli alle agenzie che ho impostato. Il bello è che, in combinazione con lo strumento di pianificazione automatica di Windows, fai eseguire lo script a cadenza prestabilita senza alcuno intervento. L’unica cosa di cui preoccuparti è sviluppare le foto e andarle ad esportare nella cartella prestabilita. Gli script sono molto potenti e da usare con molta attenzione 🙂

    • Paolo 26/05/2014 al 08:48

      Come al solito, Alfredo è troooppo avanti!

  3. Franco NAdalin 27/07/2014 al 11:55

    Ok. Non ci ho capito nulla ,ma ora comincio a studiare , qui avete affrontato uno dei problemi più grossi da gestire.

    • Alfredo 28/07/2014 al 14:06

      Ti assicuro che nella pratica è più semplice di quanto sembri dall’articolo. E ti sarà di grande aiuto, vedrai.

  4. Francesco 06/02/2015 al 19:29

    Ciao Alfredo il tuo workflow di archiviazione lo trovo eccellente ma avendo LR 5 non riesco a seguire in toto la tua guida, nella sezione regole non mi permette di selezionare il tag microstock. Tu percaso hai una versione precedente di lr? sarà questione di schermata?Grazie

  5. Francesco 06/02/2015 al 20:01

    Ciao Alfredo, credo di aver risolto il problema relativa ai tag, ti volevo porre un altro quesito, nel caso in cui la stessa foto viene inviata a più di un’agenzia mi ritroverò con due tag diversi?

    “Raccolta dinamica INVIATE che andrà a contenere le foto già inviate a una specifica agenzia (foto con il tag microstock e il tag con il nome di una specifica agenzia)”

    ad esempio la stessa foto inviata ad istock e fotolia, mi ritroverò due immagini nella stessa raccolta? Grazie

    • Giovanni Bertagna 10/02/2015 al 16:18

      Non ho ben capito cosa intendi. Provo a risponderti comunque. Se la foto è stata inviata a tutte e due le agenzie le troverai in entrambe le agenzie, questo si. Comunque ricorda che in realtà la foto è la stessa perchè vengono solo visualizzate in base ai criteri di ricerca e non create nuove copie.
      Se provi ad apportare delle modifiche alla foto inviata vedrai che che in ambedue le raccolta vedrai la foto modificata.
      Spero di essere riuscito a rispondere, se hai altre domande chiedi pure.

  6. Giovanni Bertagna 06/02/2015 al 20:12

    Francesco anche io ho la versione 5. Devi creare una raccolta dinamica e dalla finestra che ti compare seleziona dal menu a tendina “tutto il testo ricercabile”, poi dal menu a tendina a seguire “contiene” e infine aggiungi la parola microstock nella casella di testo a destra.
    Prova a vedere questa immagine di come ho riempito i vari campi:
    http://www.bertagna.it/2014/05/09/lightroom-e-la-catalogazione-delle-foto-microstock/#image-1180
    Ciao e fammi sapere se hai risolto.

  7. Claudio 08/12/2015 al 23:35

    Molto interessante, non mi è chiara solo una cosa: quando esporti le foto lo fai una sola volta suppongo o per ogni agenzia esporti le stesse foto nelle cartelle relative? cosa mi puoi dire dell’invio alle agenzia via FTP tramite Lightroom?

    • Paolo 10/12/2015 al 18:33

      Ciao Claudio,

      Quando faccio l’upload delle foto non utilizzo Lightroom: trovo più veloce e efficiente Filezilla. Preparo il mio upload il venerdì sera (20-30 immagini con destinazione 22 agenzie) e in circa 24 ore completo la procedura. Filezilla è pure gratis!!!

      Paolo

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