Liberiamoci dai dubbi. Fotografia microstock, tasse e partita IVA

Entro dal commercialista. Buongiorno, ci siamo sentiti prima al telefono. Sono quello che si occupa di fotografia microstock e avevo bisogno di informazioni per aprire la partita IVA.

Lui mi guarda come la mucca che guarda passare il treno e mi dice Non ho capito bene, fa anche fotografia di matrimoni? Pensi che mia figlia si sposa tra qualche settimana ma ha già un fotografo! Peccato, a saperlo prima… Però se non ha nulla da fare e vuole comunque passare a fare qualche fotografia poi io le faccio pubblicità!

Un mese dopo. Entro dal secondo commercialista. Buongiorno. Ci siamo sentiti telefonicamente l’altro ieri. Mi interesserebbe aprire una partita IVA per fare fotografia microstock.

Il commercialista si fa spiegare bene cos’è la fotografia microstock. Non c’è problema, sono paziente e sono andato da lui apposta per avere un parere professionale. Dopo un quarto d’ora mi guarda e sentenzia: Ma scusi: Lei è proprio sicuro di volere pagare le tasse su questa roba?

Queste due simpatiche scenette farebbero anche ridere se fossero l’introduzione di un film di Boldi e De Sica, ma siccome si tratta della mia vita reale non mi fanno ridere per nulla. E forse potresti anche riconoscerti nello stato di confusione e fastidio in cui io mi sono trovato.

Se stai leggende questo articolo è probabile che anche tu abbia qualche punto interrogativo sulla testa in merito al tema della fotografia microstock e agli aspetti fiscali.  Tasse, moduli fiscali, partita IVA… Parliamone in modo semplice.

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Il quadro fiscale sulla fotografia microstock, partita IVA e tasse

Sintesi: una grande confusione. Dopo avere sbattuto la faccia per mesi e anni contro il muro del caos informativo, cercherò in questo post di sintetizzare cosa ho imparato. Per quanto io mi sia impegnato a selezionare solo informazioni affidabili e vissute nella mia personale esperienza, non sono un commercialista e pertanto ti invito a leggere questo articolo ma a verificarlo con chi professionalmente possa darti un parere dedicato.

Insomma: metto tutto il mio impegno e la mia esperienza per darti risposte utili e concrete, ma non mi assumo responsabilità in merito alla correttezza delle informazioni del post. Sono un fotografo microstock di buona volontà ma non un commercialista.

E comunque, avrei difficoltà a consigliarti chi potrebbe darti un parere professionale competente su una materia così confusa!

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Faccio fotografia microstock. Devo pagare le tasse?

Sì. La risposta alla prima domanda è facile, spiacevole ma non scontata, visto che spesso mi è giunta in forma privata dai lettori del blog. Anche per cifre minime è necessario dichiarare le proprie fonti di reddito.

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Quali tasse devo pagare?

Dividiamo il tema in due argomenti. Da un lato abbiamo le tasse che devi pagare sui tuoi ricavi finali mediante dichiarazione dei redditi (commercialista o CAF), dall’altro c’è la tassazione che avviene direttamente alla fonte da parte delle agenzie microstock. Iniziamo da questa.

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La tassazione alla fonte per le vendite negli Stati Uniti

one caucasian man portrait silhouette photographer in studio isolated on white background

Nel 2009 gli Stati Uniti imposero a tutte le agenzie di fotografia microstock in sostanza di fare da sostituto d’imposta, incaricandole direttamente di trattenere sulle commissioni dei contributors una percentuale dei ricavi avvenuti mediante vendite negli Stati Uniti.

La percentuale standard è del 30%, tuttavia esistono una serie di accordi commerciali tra gli Stati Uniti e altri paesi inclusa l’Italia che riducono la percentuale dell’aliquota al fine di evitare una doppia imposizione sui redditi. Nel caso del nostro paese, l’aliquota può essere ridotta dal 30% all’8% sulla vendita di video e arrivare allo 0% per le immagini.

Conviene mettersi a posto utilizzando il modulo W-8BEN!

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Cos’è il modulo W-8BEN?

Questo modulo fiscale è disponibile presso la quasi totalità delle agenzie microstock. Esistono diverse tipologie di modulo fiscale e il W-8BEN è quello specificatamente dedicato alle persone fisiche, la categoria più comune di contributors microstock.

Compilando il modulo si autocertifica la propria residenza fuori dagli Stati Uniti e si indicano i propri dati anagrafici. Normalmente è disponibile per il download o per la compilazione online presso la sezione Tax Center dei principali siti di fotografia microstock. E’ normalmente richiesto l’invio di una scansione del proprio documento d’identità: non ti preoccupare, puoi inviare con tranquillità. E’ una prassi standard purché l’agenzia sia seria.

L’agenzia microstock provvederà a sua volta a spedire il tutto al fisco americano e tu non dovrai inviare nulla via posta ordinaria.

Compilare il modulo W-8BEN è nel tuo interesse. Se non lo hai ancora fatto corri a farlo.

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Ho scaricato il modulo W-8BEN e sembra scritto in ostrogoto. Mi dai una mano?

E’ vero, il modulo non è affatto sexy e sembra scritto nel peggiore linguaggio burocratico. Inoltre è anche in inglese, cosa che può complicare la vita a chi non è fluente nella lingua anglosassone. Tuttavia, la maggior parte dei campi non ha necessità di essere compilata e passato l’impatto psicologico il modulo risulta essere meno ostico della prima impressione.

I campi da compilare sui quali probabilmente avrai dei dubbi sono due. Il primo è il SSN (Social Security Number, è il numero della previdenza sociale), che puoi ignorare.

Il secondo è il ITIN (Individual Taxpayer Identification Number), per il quale è necessaria una precisazione. I pezzi grossi come Shutterstock e Fotolia non lo richiedono come obbligatorio per gli italiani, quindi puoi ignorarlo. Altre agenzie, come iStock, accettano l’inserimento del codice fiscale in alternativa all’ITIN.

Il resto dei dati da inserire sono intuitivi e riguardano tutti la tua posizione anagrafica. Passiamo al prossimo argomento.

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Parliamo di fotografia microstock e partita IVA. Chi te lo fa fare?

Ho iniziato a vendere fotografia microstock nel 2007 e solo nel 2015 ho aperto la partita IVA. All’inizio dell’avventura fotografica, guadagnando qualche centesimo al mese, onestamente non ci pensavo proprio a dichiarare i miei guadagni. A questa scelta contribuivano la mia pigrizia, la complicazione burocratica, tutte le scuse del mondo… ma sbagliavo e avrei dovuto farlo anche solo per un centesimo.

Quando gli incassi hanno incominciato a farsi più consistenti mi sono posto il problema in modo serio. Avendo io un lavoro dipendente come impiegato, ho seguito il consiglio del mio commercialista: dichiarare i guadagni sotto la voce altri redditi del modello 730 (Quadro D).

Riporto un estratto delle indicazioni alla compilazione del modulo 730:

Possono utilizzare il modello 730 precompilato o ordinario i contribuenti che nel 2015 hanno percepito:

  1. a) redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (es. co.co.co. e contratti di lavoro a progetto);
  2. b) redditi dei terreni e dei fabbricati; n redditi di capitale; redditi di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita IVA (es. prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente); n redditi diversi (es. redditi di terreni e fabbricati situati all’estero);

E’ la soluzione giusta per dichiarare i propri guadagni da fotografia microstock? Non lo so e non posso scommettere sulla perfetta competenza del mio commercialista di allora. Anche lui si è trovato in una situazione tutt’altro che ordinaria. Ricordatevi che per il vostro commercialista come fotografi microstock sarete una brutta gatta da pelare: è molto probabile che non abbiano mai sentito di cosa si tratta e si procederà con una certa dose di improvvisazione.

A difesa del mio ex commercialista devo però dire che per tanti anni ho fatto come da lui indicato e fiscalmente nessuno dell’Agenzia delle Entrate si è mai lamentato, quindi un po’ di buonsenso da parte sua c’è stato.

Il tema vero è un altro: l’inquadramento corretto di chi fa fotografia microstock, prevede obbligatoriamente la partita IVA? E qui ci divertiamo.

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E secondo te dovrei aprire la partita IVA? Stai scherzando?

Secondo me puoi comportarti come vuoi e la tua libertà è sacra. Ma ti spiego perché io ho scelto di aprire partita IVA.

Fortunatamente le cose mi sono andate bene. Non solo nel campo della fotografia microstock, nel quale tra una cosa e l’altra ormai bazzico da un decennio, ma anche in altre passioni collaterali a quella per la fotografia.

In particolare, la mia attività di autore di eBook è esplosa quando 7 segreti per il fotografo che vuole migliorare, stupire e guadagnare è diventato l’eBook più venduto nella categoria Fotografia di Amazon. A questo punto ho ritenuto giusto rivedere nella mia vita l’importanza della mia passione per la fotografia e per lo scrivere di fotografia, che è diventato un lavoro economicamente importante almeno quanto il mio lavoro dipendente. Di conseguenza ho deciso di rivedere la mia posizione fiscale diventando titolare di partita IVA.

Questo non vuole dire che fino a ieri non pagavo le tasse, ma lo facevo in forma diversa. Avere una partita IVA mi permette una serie di vantaggi, tra i quali:

  • Dormire tranquillo avendo un inquadramento fiscale formale e normato.
  • Presentarsi da professionista
  • Scaricare costi

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La più importante domanda che ti devi fare prima di aprire la partita IVA

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Dimentica per un attimo la domanda quando è obbligatorio? e sostituiscila con questa: la mia attività è occasionale o abituale?

Questa domanda è importantissima perché è il criterio che il Ministero dell’Economia e delle Finanze usa per valutare se la partita IVA è obbligatoria o meno. L’obbligo di partita IVA sussiste nel momento in cui l’attività fotografica è abituale. Il resto sono leggende metropolitane. La storia che se superi i 5.000 euro di guadagno annuo devi avere la partita IVA non è vera, non è scritto su nessun documento del Ministero.

L’unico criterio è se l’attività è abituale e la valutazione deve essere effettuata caso per caso sulla base delle situazioni di fatto riscontrabili in concreto (cito fonte originale).

In estrema sintesi non c’è un punto preciso oltre il quale l’attività deve essere considerata abituale o meno, tuttavia per le caratteristiche proprie della fotografia microstock (tipicamente pagamento mensile dei compensi, vendita quotidiana di immagini…) l’inquadramento come attività abituale è più prudente.

Sulla base di quanto sopra, diventare lavoratore autonomo con partita IVA ti fa dormire tranquillo.

Se questa sarà la tua scelta le conseguenze sul piano tributario, su quello previdenziale e su quello assistenziale sono diverse. Queste non si riducono alla sola apertura della partita IVA (compilando e presentando il modello AA9/12 entro 30 giorni dalla data di inizio attività).

Il lavoratore autonomo abituale, essendo colui il quale svolte l’attività professionalmente, sarà obbligato alla tenuta delle scritture contabili, a presentare il modello UNICO PF (volgarmente detto 740), dovrà iscriversi alla gestione separata INPS (aliquota del 27,72%, ridotta per tutti i soggetti già iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria o già titolari di pensione diretta o indiretta) e all’INAIL (anche se quest’ultima non è pacifica);

Il lavoratore autonomo occasionale avrà molti meno oneri: primo fra tutti potrà ricorrere al modello 730 in luogo dell’UNICO PF, sarà esente dalla contribuzione INPS fino a € 5.000 e non dovrà tenere la contabilità.

Il Legislatore è intervenuto in più occasioni per rendere più agevole l’avvio di un’attività professionale e imprenditoriale. I regimi agevolati sono principalmente due:

  1. C.d. dei MINIMI prevede:
  2. un’imposta sostitutiva del 5% dell’Irpef e relative addizionali regionali e comunali;
  3. l’esonero dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili;
  4. l’esonero dagli adempimenti Iva (liquidazioni, versamenti periodici e dell’acconto annuale);
  5. l’esonero dalla presentazione della dichiarazione Irap e dal versamento della relativa imposta;
  6. l’esonero dall’applicazione degli studi di settore.
  1. C.d. FORFETTARIO, il quale prevede:
  2. un’imposta sostitutiva del 15% dell’Irpef e relative addizionali regionali e comunali (da applicarsi su un reddito determinato forfettariamente in funzione dei ricavi);
  3. la riduzione della base imponibile di un terzo per l’anno in cui la stessa è iniziata e per i due successivi;
  4. l’esonero dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili;
  5. l’esonero dagli adempimenti Iva (liquidazioni, versamenti periodici e dell’acconto annuale);
  6. l’esonero dalla presentazione della dichiarazione Irap e dal versamento della relativa imposta;
  7. l’esonero dall’applicazione degli studi di settore.

Quale dei due regimi sia indicato alla tua situazione dipende da diverse condizioni e valutazioni. Il consiglio è quello di chiedere a un professionista di supportarti nella scelta della tua posizione tra lavoratore autonomo abituale o occasionale e regime dei minimi o forfettario. L’analisi della tua specifica situazione va oltre l’intenzione di questo post, che ha scopo informativo generale.

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Come si fatturano le fotografie microstock?

Questa è una domanda molto importante ed è veramente difficile trovare risposte online. Ho dovuto confrontarmi con diversi fotografi microstock per chiarirmi le idee e alla fine ci sono riuscito.

Presupposto che tu venda a un operatore economico e non al cliente finale (vale a dire che tu venda fotografie ad agenzie microstock) ti troverai davanti a tre situazioni.

  • Fotografie vendute in Italia. Facile: si applica l’IVA nella misura del 22%
  • Fotografie vendute ad agenzie microstock con sede in paesi comunitari. Sulla fattura devi indicare operazione fuori campo IVA ex art.7-ter, DPR 633/1972. Dovrai (oppure il tuo commercialista dovrà) presentare trimestralmente il modello INTRA 1-quarter (servizi resi) a riepilogo delle operazioni effettuate
  • Fotografie vendute a agenzie microstock con sede in paesi extracomunitari (Shutterstock). Come sopra, ma non si presenta il modello INTRA 1-quarter ogni trimestre.

In entrambi i casi non si applica l’IVA ma sarà necessario apporre una marca da bollo da due euro se la fattura supera i 77,47 euro. La marca da bollo va vistata con una sigla e la fattura originale deve essere conservata da te e esposta in caso di controllo delle Autorità preposte. Al cliente deve essere inviata copia della fattura.

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Quindi bisogna inviare fattura a tutte le agenzie microstock? E in quale valuta?

Per la legge italiana copia della fattura deve essere inviata al cliente. Si tratta di una legge che non tiene conto del fatto che le agenzie microstock sono su tutto il globo terrestre e soprattutto non se ne fanno niente della tua fattura. L’invio deve essere ottemperato.

Vuoi sapere come mi sono organizzato io? Pronti!

  • Calcolo l’importo da fatturare in euro sulla base del tasso di conversione del giorno in cui ho ricevuto l’accredito. Inserisco il valore in euro in fattura.
  • Fatturo alle agenzie di fotografia microstock non italiane (cioè tutte) non calcolando l’IVA ma inserendo la dicitura operazione fuori campo IVA ex art.7-ter, DPR 633/1972.
  • Se la fattura è superiore ai 77,47 euro appongo marca da bollo da 2 euro e siglo.
  • Faccio scansione della fattura
  • Invio scansione mediante PEC alle agenzie microstock competenti per la fattura
  • Archivio originale e tengo a futura memoria, da esporre in caso di controllo

E’ una procedura laboriosa? Assolutamente sì la prima volta. Oggi, dopo mesi di pratica, impiego meno di 5 minuti a fattura.

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Ho visto che usi spesso gli esempi di Shutterstock e Fotolia. Perché?

Utilizzo gli esempi di Shutterstock e Fotolia non a caso. Contribuisco a oltre 20 agenzie di fotografia microstock da quasi un decennio ma queste due da sole rappresentano oltre il 70% dei miei guadagni. Il dato è in linea con molti altri fotografi microstock con cui mi sono confrontato, quindi se stai iniziando oggi la tua carriera fotografica parti da Shutterstock e segui con Fotolia: si tratta del migliore investimento guadagno/tempo.

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…ma alla fine cosa mi consigli di fare? Aprire la partita IVA?

Il contesto legislativo attorno alla fotografi microstock è ancora oggi veramente molto confuso. Ammesso che tu voglia aprire la partita IVA, è più corretto dichiarare il codice ATECO 74.20.19 Altre attività di riprese fotografiche oppure è meglio tenersi su un generico e flessibile 47.91.10 Commercio al dettaglio di prodotti via Internet? Magari questa seconda opzione potrebbe essere migliore specie se si vendono anche infoprodotti e magari si ricevono commissioni di affiliazione su Amazon o AdSense. In verità l’assenza di regole specifiche ha fatto sì che ogni commercialista applichi la sua fantasia all’interpretazione della norma.

Il paragrafo che segue esprime un’opinione personale e non ha assolutamente volontà di essere un parere professionale, per il quale ti invito a rivolgerti a uno specialista.

E’ probabile che l’Agenzia delle Entrate sia abbastanza tollerante quando si tratta di guadagni di pochi euro online, anche solo per un discorso di costi degli accertamenti.

Ma c’è una sicurezza.

I soldi guadagnati vendendo fotografie online devono essere dichiarati al fisco. Se partecipi al gioco devi rispettare le regole del gioco. 

La tua posizione contributiva è una tua scelta che pesa opportunità e doveri, ma di sicuro non è possibile emettere ricevuta per una prestazione occasionale vendendo fotografia microstock al contrario di quanto suggeriscono alcuni siti internet. Non ne esiste il presupposto di occasionalità.

La posizione più prudente è quella di aprire una partita IVA da libero professionista. Personalmente ho scelto il codice ATECO 47.91.10 che permette il commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via Internet. In questo modo posso vendere sia fotografie, sia infoprodotti, sia pubblicizzare prodotti mediante affiliazione.

E che il Cielo me la mandi buona e mi protegga dalla confusione legislativa e dall’Agenzia delle Entrate!

Con questo finisce questo post dedicato a uno degli argomenti più richiesti su questo blog ma anche più difficili da trattare. Ti invito a commentare qui sotto inserendo i tuoi dubbi ma anche a condividere la tua personale esperienza.

Sulla base delle tue osservazioni e domande integrerò il post periodicamente aggiornandolo con le informazioni mancanti che ti servono in modo da mantenerlo sempre vivo, attuale ma soprattutto utile per te.

A presto!

Paolo

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2016-12-08T17:18:51+00:00 6 maggio, 2016|Fotografia Microstock, Mercato Fotografico|58 Comments

58 Commenti

  1. Gigi 06/05/2016 al 19:26 - Rispondi

    Ciao Paolo, quindi? ‘ altri redditi ‘ affiancato a un lavoro dipendente, non và più bene per un fotografo microstock che punta solo a una pizza in famiglia ogni tanto?

    Saluti

    • Paolo 06/05/2016 al 20:32 - Rispondi

      Ciao Gigi,

      Non ho scritto che “altri redditi” non vada più bene. Ho semplicemente raccontato la mia storia e il perché delle mie scelte.

      A presto!

      Paolo

  2. Patrizio 06/05/2016 al 19:38 - Rispondi

    Grazie Paolo per l’articolo esaustivo…hai colto perfettamente l’espressione cha ha mostrato il mio commercialista! “Lui mi guarda come una mucca…”. Stanno arrivando i primi guadagni e perfettamente in linea con la tua analisi. Unico punto a mio favore: iStock da due mesi a questa parte (vendite partners), supera di gran lunga sia Shutterstock che Fotolia. Sono d’accordo sull’affrontare l’aspetto fiscale da professionista. Purtroppo non potrò essere d’aiuto al tuo Blog perchè finora non ho trovato un commercialista in grado di affrontare l’argomento Microstock.
    Cheers!
    Patrizio

    • Roberto 29/06/2016 al 15:07 - Rispondi

      ma su istock esiste un modo per caricare più foto contemporaneamente?..se si come?

      • Paolo 02/07/2016 al 17:21 - Rispondi

        Ciao Roberto,

        Sì esiste. Si tratta di un software gratuito e si chiama DeepMeta. Digitalo su Google e in 5 minuti hai risolto il problema.

        A presto

        Paolo

  3. Giovanni Bertagna 07/05/2016 al 01:21 - Rispondi

    Grazie per la chiarezza con cui hai affrontato un argomento su cui tutti i fotografi microstock hanno sbattuto la faccia.
    Stampo l’articolo e lo faccio vedere al commercialista, magari fa comodo anche a lui 😉

    Come sempre è un piacere leggere i tuoi articoli!

  4. Francesco 07/05/2016 al 08:50 - Rispondi

    Ciao Paolo e grazie per questo bell’articolo del quale ce ne era proprio bisogno.

    Anche io confermo, dopo circa 3 anni di applicazione concreta al microstock, che i primi risultati stanno arrivando e sono in linea con quanto Paolo ha sempre indicato in questo blog. Non sono grossi guadagni ma devo iniziare, in prospettiva, ad inquadrare per bene la questione fiscale e questo post può essermi veramente di aiuto. Grazie.

    Ho appena cambiato commercialista perchè il precedente, tale Dott. Brancolo Nelbuio, non mi è stato di grande aiuto e posso ben capirlo. Spero di poter al più presto dare il mio contributo.

    Un saluto,
    Francesco.

  5. Francesco 09/05/2016 al 13:03 - Rispondi

    Ciao Paolo,
    alcune osservazioni sintetiche sul tuo interesante post:

    1) il modulo W-8BEN, per le persone fisiche, va bene anche per chi diventa detentore di p.iva? A me risulta
    di si…

    2) è obbligatorio e/o necessario comunicare la partita iva alle agenzie? Ma a loro cosa serve se hanno regimi fiscali diversi dal nostro?

    3) il modello INTRA 1 quarter di cui parli va inviato all’Agenzia Entrate?

    4) quando invii le fatture alle agenzie a quali indirizzi di posta certificata le invii?

    Per esempio l’indirizzo di Shutter per le fatturazioni è “[email protected]”; quindi richiedi alle aziende la loro posta certificata o invii semplicemente al loro indirizzo di posta che trovi nel sito?

    5) alle agenzie fai una fattura unica in fondo all’anno oppure una ogni pagamento che ti arriva?

    *****************

    Per chi fosse interessato mi sono confrontato con “[email protected]” che molto gentilmente mi hanno informato che chi detiene già una partita iva può aggiungere il codice Ateco di attivita’ secondaria: 74.20.19, attivita’ fotografiche, e fatturare anche se l’attivita’ principale e’ di altra natura…

    Grazie Paolo e a presto,
    Francesco.

    • Paolo 09/05/2016 al 19:46 - Rispondi

      Ciao Francesco,

      Dritto sulle tue domande!

      1) Confermo: modulo W-8BEN anche per partita IVA
      2) E’ necessario comunicare la tua partita IVA alle agenzie sulle fatture. Loro non se ne fanno niente, ma serve a te avere copia della fattura indicante la tua partita IVA (oltre ai dati dell’agenzia a cui fatturi) in caso di controllo fiscale.
      3) Ho delegato il mio commercialista a questa attività, ma presuppongo di sì
      4) Invio le fatture mediante PEC all’indirizzo di posta elettronica delle agenzie che trovo sul sito. All’agenzia delle Entrate interessa l’evidenza dell’invio fattura: spero non si mettano a contestarmi anche l’ufficio esatto per ogni singola agenzia!
      5) Fattura in euro per ogni singolo pagamento calcolando la valuta al giorno del pagamento.

      Ottima informazione sul codice ATECO! Grazie!

      Paolo

  6. Germano 09/05/2016 al 14:42 - Rispondi

    Ciao Paolo,

    mi fa piacere che abbia buttato il sasso nello stagno ed iniziato a parlare di un argomento essenziale, dove prima o poi ci dovremo sbattere il muso tutti.

    Da totale ignorante dell’argomento volevo chiederti conferma: è quindi possibile avere partita iva ed essere al contempo lavoratore dipendente?

    Che costo ha aprire la partita IVA, nella forma che hai fatto tu, ed il mantenimento annuo?

    Un saluto!
    Germano

    • Paolo 09/05/2016 al 19:39 - Rispondi

      Ciao Germano,

      Ti confermo che è possibile avere partita IVA ed essere lavoratore dipendente se:
      1) Non sei dipendente pubblico
      2) La tua attività di fotografo non è in concorrenza con il tuo lavoro principale
      3) Il tuo contratto di lavoratore dipendente non vieta espressamente di avere partita IVA

      Il costo della partita IVA è irrisorio, ma conviene rivolgersi a un commercialista che si occupi di tutto: apertura partita IVA, trasmissione modulistica allo Sportello Unico, contabilità… Io ho optato per un commercialista online. I costi vanno da 600 a 1.600 euro/anno.

      A presto!

      Paolo

      • Valerio 11/05/2016 al 16:48 - Rispondi

        Ciao Paolo, quindi per chi come me è dipendente pubblico l’unica via resta “Altri Redditi” del 730?….cercando magari di non guadagnare “troppo” per non allarmare l’Agenzia delle Entrate…il limite dei 5000 annui può essere un limite di riferimento?

        Un’altra domanda, leggo in giro di chi vende bene su iStock e 123RF, io collaboro solo Shutterstock e Fotolia, avevo provato Dreamstime ma le vendite erano disastrose…ho lasciato perdere…secondo te vale la pena (ovvero rimettere mano a tutto l’archivio) in termini di guadagni caricare su iStock e 123RF?

        • Paolo 11/05/2016 al 18:09 - Rispondi

          Ciao Valerio,

          Il consiglio è di sentire un commercialista: io non ho la competenza per consigliarti sul tuo specifico caso. Sappi comunque che in liena generale il dipendente statale può effettuare esclusivamente delle collaborazioni saltuarie e non “incompatibili” col lavoro pubblico. Decreto: D. Lgs. n.165, del 30.03.01.

          Per quanto riguarda le agenzie microstock, ad oggi consiglio (in ordine di importanza): Shutterstock, Fotolia, 123RF… a distanza iStock, Dreamstime e Depositphotos.

          A presto

          Paolo

      • Roberto 09/07/2017 al 09:46 - Rispondi

        Ciao,
        grazie dell’articolo, fatto molto bene.
        Volevo cercare di capire una cosa: quando hai aperto la partita iva l’hai aperta come “libero professionista” o “impresa individuale”?
        Da quello che ho capito negli ultimi mesi per vendere qualunque tipo di cosa, anche via internet, serve iscriversi in camera di commercio (e pagare fior di quattrini in più rispetto alla normale partita iva da libero professionista, il quale vende solo “servizi e prestazioni” ma non “beni”).
        Grazie.
        Roberto

        • Paolo 14/07/2017 al 09:57 - Rispondi

          Ciao Roberto,

          Ho aperto partita IVA come impresa individuale. E dormo molto più traquillo…

          A presto

          Paolo

  7. Germano 10/05/2016 al 08:04 - Rispondi

    Ciao Paolo,

    grazie per le delucidazioni.

    Ti faccio ancora una domanda che ti sembrerà banale, ma io ancora non ho capito: al momento non ho quindi p iva e in un anno mettiamo che guadagno con il microstock un tot, diciamo ad esempio “una rata del mutuo” tanto per restare vaghi:) – bene questa somma la dichiaro nel mio 730 sotto la famosa voce “altri redditi”. In definitiva, di quei soldi, il fisco quanto si prende? E soprattuto come, visto che quei soldi di fatto li ho incassati e magari già spesi?

    Fammi sapere se puoi,
    ciao !!!

    • Paolo 10/05/2016 al 20:42 - Rispondi

      Ciao Germano,

      E’ difficile risponderti perché il fisco applica la tassazione sul tuo reddito complessivo. In sostanza, quanto il fisco trattiene dipende da quanto guadagni complessivamente tra lavoro dipendende, microstock, altre voci assimilabili a redditi (es. possesso di abitazione)etc. Per quanto riguarda il come il fisco riscuote non è un problema: ci ritroveremo con una bella cartella esattoriale anche se i soldi li abbiamo già spesi, te lo assicuro!

      A presto

      Paolo

  8. Germano 11/05/2016 al 08:02 - Rispondi

    Ciao Paolo,

    grazie per le info, buon lavoro e buon tutto!

    A presto,
    Germano

  9. Angi 11/05/2016 al 09:03 - Rispondi

    Ciao Paolo

    Passavo di qua per caso e ho visto questa interessante discussione. Ti espongo la mia esperienza fiscale.
    Da circa due anni ho aperto la P.Iva al regime dei minimi come piccolo imprenditore di impresa artigiana con attività prevalente di fotografo Codice 74.20.19. Ora mi comporto come te nel calcolare l’importo delle fatture (cambio € -$ ) dopo di che emetto autofattura che conservo e a cui non appongo marca da bollo, metto la dicitura riguardante il regime contabile agevolato e non spedisco ai microstock, non presento nemmeno il modello intra, anche perché la fattura a fotolia la faccio alla sede negli stati uniti e anche perché sono esente IVA. Tutto questo ovviamente su suggerimento del mio commercialista, e leggendo la tua discussione qualche dubbio mi è venuto. Speriamo comunque che la nostra buona volontà di essere in regola ( al di là di qualche vizio di forma ) ci permetta di lavorare tranquilli e di non temere nel caso di accertamenti fiscali (se poi non arrivano meglio ). Un saluto

    Angi

    • Paolo 11/05/2016 al 18:11 - Rispondi

      Angi,

      Grazie del tuo contributo. Utilissimo!

      Paolo

  10. Enrico 11/05/2016 al 13:28 - Rispondi

    Ciao Paolo,
    proprio questo mese ho incassato i miei primi 35 dollari da Shutterstock, dopo 2 anni (ma solo 70 foto caricate). Direi che al momento si tratta solo di un riconoscimento simbolico, del quale in parte ti ringrazio perché è fin dall’inizio che seguo i tuoi consigli. Se dovessi intensificare l’attività e arrivare a cifre più significative dovrò sicuramente prendere atto delle implicazioni fiscali della questione. La tua guida, anche in questa occasione, è forse unica nel panorama web sul microstock in Italia e quindi, come al solito, preziosissima.
    Saluti,
    Enrico

  11. Cristian 20/05/2016 al 22:27 - Rispondi

    Ciao Paolo,
    grazie di aver fatto un po’ di “chiarezza” su questo argomento ingarbugliato… per ora cercherò di portare “a casa” qualche euro e dopo vedremo meglio l’ambito fiscale! 😉
    complimenti, ottimo articolo e ben fatto!

  12. matteo girelli 01/07/2016 al 15:06 - Rispondi

    Ciao Paolo e grazie per le info.
    Ho capito sicuramente che la soluzione migliore è l’apertura della partita IVA.
    Tuttavia se per i primi anni decido di optare per la soluzione del lavoro occasionale denunciando i guadagni sotto la voce altri redditi, come mi comporto con la ritenuta d’acconto del 20 %che dovrebbero operare le agenzie?
    Tu come ti eri comportato a riguardo quando non avevi ancora partita IVA?
    Altra domanda, il modello INTRA è obbligatorio solo quando si ha partita IVA?

    Grazie

    • Paolo 02/07/2016 al 17:24 - Rispondi

      Ciao Matteo,

      Io quando non avevo partita IVA dichiaravo i guadagni da microstock mediante modello 730 sotto la voce Altri Redditi. Per quanto riguarda il modello INTRA non ti so rispondere perchè richiede competenze che non ho: il mio commercialista mi ha comunicato l’obbligatorietà della compilazione nel mio specifico caso, ma non vorrei darti informazioni non corrette.

      A presto

      Paolo

  13. Francesco 12/07/2016 al 10:17 - Rispondi

    Ciao Paolo,

    in merito al tipo di fatturazione ho visto sul sito TauVision che per fatturare ad agenzie con sede fiscale all’interno
    dell’Unione Europea occorre provvedere all’iscrizione al registro VIES e poi fatturare, come hai detto anche tu, senza Iva, e successivamente fare la dichiarazione Intrastat

    Ti risulta che vada fatta anche l’iscrizione al VIES?

    Di seguito il link:
    http://www.fotografi.org/fisco_estero/min_stock_serv_ue.htm

    Inoltre Fotolia, anche se paga in euro, è europea o Americana?
    A me sembrerebbe statunitense a giudicare dal sito.

    Un saluto e grazie,
    Francesco.

    • Paolo 13/07/2016 al 10:46 - Rispondi

      Ciao Francesco,

      Fotolia risulta essere oggi agenzia americana dopo che Adobe ne ha completato l’acquisizione. La sede legale è al seguente indirizzo (lo evidenzio se qualcuno ne avesse bisogno per fatturazione)
      Fotolia LLC
      345 Park Ave
      San Jose, CA 95110
      USA

      Per quanto riguarda il VIES ad oggi il mio commercialista non mi ha dato indicazioni specifiche in merito e chiederò delucidazioni. E’ tuttavia un problema limitato in quanto le agenzie microstock con sede legale in paesi comunitari si contano sulle dita di una mano.

      A presto

      Paolo

  14. Giovanni 14/07/2016 al 20:55 - Rispondi

    Ciao Paolo collaborator ancora con Zoonar?
    Se sI, hai dato l’ approvazione di vendere le foto anche ad altre agenzie tramite Zoonar?
    Grazie e ciao

    • Paolo 16/07/2016 al 08:38 - Rispondi

      Ciao Giovanni,

      Confermo. Sono contributor con Zoonar e ho dato approvazione per vendere immagini con altre agenzie con l’unica eccezione di Shutterstock.

      Ciao

      Paolo

  15. ANT 03/08/2016 al 14:55 - Rispondi

    Ciao, ottimo articolo, grazie mille…
    Una domanda…

    A quanto ammontano le spese annuali per tenere aperta la partita IVA? Commercialista , eventuali registri, bolli ecc ecc?

    Grazie per la eventuale risposta…

    PS
    Sicuramente darò un occhiata al tuo libro 🙂

    • Paolo 04/08/2016 al 17:14 - Rispondi

      Ciao Ant,

      Le spese annuali dipendono dalla tua situazione e diventa veramente difficile fare una stima. A titolo indicativo, il solo commercialista online ti può prendere dai 600 ai 1.100 euro (di più è un furbetto).

      A presto

      Paolo

  16. ANT 03/08/2016 al 16:02 - Rispondi

    Dimenticavo…

    Vanno dichiarato anche i crediti non convertiti? Esempio…se nel 2015 ho sul profilo microstock 100 crediti e non ho intenzione di trasferirli su paypall…vanno comunque dichiarati come guadagni nel 2016?

    Grazie ancora…

    • Paolo 04/08/2016 al 17:16 - Rispondi

      Ciao ANT,

      Personalmente li dichiaro comunque anche se non li converto.

      Paolo

      • ANT 05/08/2016 al 09:30 - Rispondi

        Grazie mille per la puntuale risposta…

        Però mi chiedo, ha senso dichiarare quei crediti che non arrivano nemmeno a 10 euro? Visto che non sono guadagni dei quali si può godere?

  17. Francesco 04/08/2016 al 17:30 - Rispondi

    Sul fatto di dichiarare al fisco, e quindi pagarci le tasse, anche i crediti ancora non convertiti non mi convince molto. Si tratta infatti di “crediti”; sono quindi ancora soldi in tasca all’agenzia che dovrà pagarci ma che ancora non ha pagato.

    Se per caso l’agenzia fallisse e diventasse insolvente non pagherebbe nessun contributor; dovrebbe quindi valere, per chi ha partita iva, il principio di cassa: pago le tasse quando ho effettivamente riscosso…

    Che ne dite?

    Ciao e buone ferie a tutti…

  18. Gian Carlo Patarino 19/08/2016 al 10:41 - Rispondi

    Ciao Paolo.

    Sono contributor con tre agenzie nel Right Managed con un portfolio di circa 6.000 foto suddivise in 4 argomenti.
    Avendo avuto per ora, in 3-4 anni, vendite poco remunerative vorrei estendere la contribuzione anche ad altre agenzie nel Royalty Free.
    Non ho mai dato in gestione le foto in esclusiva a nessuno.
    Mi chiedo (e ti chiedo) se passare ad altre agenzie debba avere degli scrupoli verso le agenzie attuali.Sarebbe scorretto?

    Grazie per una tua gentile risposta.
    Saluti cordiali,
    Gian Carlo

    • Paolo 19/08/2016 al 21:45 - Rispondi

      Ciao Gian Carlo,

      Se non hai fotografie legate a esclusiva e non hai vincoli di esclusività come fotografo con le tue attuali agenzie non vedo motivi per cui non dovresti farlo.

      PS: io contribuisco a oltre 20 agenzie!

      Paolo

  19. Barbara Marini 28/08/2016 al 15:21 - Rispondi

    Ciao Paolo e grazie per l’articolo, come sempre molto utile.
    Collabori anche con Envato – pH?
    Se sì, come ti comporti con le fatture che loro emettono in automatico per nostro conto è che quindi hanno una numerazione a parte, non in sequenza con le altre?

    • Paolo 31/08/2016 al 20:22 - Rispondi

      Ciao Barbara,

      La risposta è sì, collaboro con Envato, ma questa agenzia mi porta dei guadagni così minimi che da quando ho aperto partita IVA non ho mai emesso o ricevutofattura perchè si tratta di cifre quasi inesistenti. Dovrei leggere il dettaglio di cosa è scritto sulla fattura per riuscire a farmi un’opinione. Mi spiace di non esserti utile, ma preferisco non dire fesserie su una situazione che non conosco.

      A presto

      Paolo

      • Barbara Marini 01/09/2016 al 10:02 - Rispondi

        Grazie comunque Paolo per la tua risposta! Barbara

  20. Marco S 18/09/2016 al 02:30 - Rispondi

    Ciao Paolo, porca miseria ho perso ore e ore a cercare certe informazioni in rete soprattutto sulle fatture e poi nel tuo articolo in 10 minuti finalmente ho trovato tutte le risposte 🙂 Solo un piccolo chiarimento: nel caso di pagamenti effettuati in dollari (quindi tutte le agenzie tranne Fotolia) sulla fattura scrivi la conversione in Euro direttamente della cifra che ti mandano le agenzie su Paypal o dopo il trasferimento da Paypal al conto bancario? Perchè Paypal nel cambio si tiene una percentuale.

    Grazie!
    Marco

    • Paolo 18/09/2016 al 17:48 - Rispondi

      Ciao Marco,

      Felice di esserti utile!
      Io inserisco la cifra in euro al cambio del giorno in cui ricevo l’accredito su Paypal. La cifra che inserisco è quella del pagamento su Paypal, quindi antecedente al trasferimento bancario.

      A presto!

      Paolo

      • Marco S 19/09/2016 al 00:28 - Rispondi

        ok grazie! intanto ho messo il tuo sito tra i preferiti 🙂
        Buon lavoro!

  21. Alessandro 22/09/2016 al 19:25 - Rispondi

    Ciao Paolo, non avendo Partita IVA e inserendo i guadagni nel quadro D “Altri Redditi” del 730 c’è bisogno di presentare anche eventuali ricevute degli introiti? Se si, le agenzie rilasciano della documentazione che poi si deve allegare al 730? Oppure è sufficiente indicare l’importo? Grazie.

    • Paolo 22/09/2016 al 19:46 - Rispondi

      Ciao Alessandro,

      Personalmente, prima di avere partita IVA, inserivo semplicemente gli introiti.

      A presto

      Paolo

  22. Alex 29/10/2016 al 15:22 - Rispondi

    Paolo, grazie sei un grande! Per INPS e INAIL potresti aggiungere qualche dettaglio?

  23. ANNA 03/01/2017 al 08:43 - Rispondi

    Buongiorno Paolo. domanda diretta e forse un pò invadente. Non è che puoi darmi il nome del tuo commercialista on line?
    Devo avviare tra un pò questo tipo di attività. Grazie mille

    • Paolo 03/01/2017 al 10:18 - Rispondi

      Ciao Anna,

      Ne ho valutati diversi e la fascia di prezzo va dai 400 agli 800 euro/anno (dipende cos’è incluso). A gennaio vorrei avere un incontro presso lo studio del mio attuale commercialista, che conosco solo online, e dopo che ne avrò certificato di persona la qualità con la chiusura contabile del mio primo anno di partita IVA sarò contento di condividere il link al suo sito. Ti chiedo un po’ di pazienza.

      A presto

      Paolo

  24. Antonio 24/01/2017 al 14:40 - Rispondi

    ciao ,
    grazie per i chiarimenti , nel caso uno voglia mettere queste entrate in altri redditi sul modello 730 , dovrebbe comunque delle fatture o delle ritenute d’acconto ?

    • Paolo 27/01/2017 al 12:09 - Rispondi

      Ciao Antonio,

      Il consiglio è quello di sentire un commercialista bravo per analizzare il tuo caso specifico. Il mio prende 100 euro per una consulenza di un’ora, incluso il parere scritto se necessario.

      E’ un ottimo investimento perché toglie tante grane di torno.

      Paolo

  25. Emanuele Nicoli 18/05/2017 al 14:16 - Rispondi

    Carissimo Paolo, ho letto sul sito dell’agenzia delle entrate che qualsiasi tipo di reddito (tranne quello derivante da chi ha la partita Iva) inferiore a 3000 euro è esente dalle tasse, vale anche per il microstock?

    • Paolo 19/05/2017 al 17:01 - Rispondi

      Ciao Emanuele,

      Mi sembra un’interpretazione che deve essere contestualizzata. La cosa sicura è che qualsiasi tipo di reddito va dichiarato, la relativa tassazione dipende da molti fattori.

      A presto

      Paolo

  26. Andrea 23/06/2017 al 07:35 - Rispondi

    Ciao Paolo, anche il mio commercialista mi ha detto che va bene “dichiarare i guadagni sotto la voce altri redditi del modello 730” perché comunque sono cifre basse. Certo se poi i guadagni iniziassero a diventare importanti allora si bisogna aprire la p.iva (e ne sarei pure felice ;D )

    • Valerio 14/07/2017 al 10:02 - Rispondi

      Per “importanti” cosa intende lui Andrea? 5000?

      • Paolo 14/07/2017 al 10:05 - Rispondi

        Solo una precisazione per evitare confusione: l’obbligo di aprire partita IVA non ha nulla a che fare con quanto guadagni e i leggendari 5.000 euro annui non sono un criterio. L’unico criterio per valutare di aprire partita IVA è:

        Abitualità + Continuità dell’attività = Apertura della partita Iva

        A presto

        Paolo

  27. alessandro 17/07/2017 al 18:58 - Rispondi

    ciao
    tutto molto bello e interessante.ma io ho timore di sbagliare;scatto tantissimo e sono molto seguito,ora cerco uno sfogo più reditizzio.ma ho una sorta di paura…
    aiuto?
    Ale

    • Paolo 22/07/2017 al 16:31 - Rispondi

      Ciao Alessandro,

      E’ un po’ difficile dare consigli senza avere davanti il tuo portfolio fotografico. Sentiti libero di postare il link se pensi possa essere utile: sono sicuro che non solo io, ma anche tutta la comunità dei lettori di questo blog potrà dare preziosi consigli. Se cerchi specificatamente un punto di partenza per la tua carriera microstock, ti lascio questo link:

      http://www.fotoguadagnare.com/da-dove-inizio/

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