Fotosoccorso microstock: 9 idee e qualche mazzata

Questa settimana ritorniamo a parlare di fotografia microstock. Ci scrive Giuseppe per chiederci di “massacrarlo” (fotograficamente parlando) con la lettura del suo portfolio fotografico.

Non devi temere, Giuseppe: sarai accontentato!

Ma per prima cosa lo voglio ringraziare perché ci ha scritto raccontandoci un pezzo della sua storia fotografica. In particolare mi sono piaciute le motivazioni per le quali ha iniziato a interessarsi di microstock: penso che molti di noi si riconosceranno nelle sue parole. Belli anche i 9 spunti di riflessione che ci lascia: il tema delle  sisters foto è decisamente intrigante (vedi sotto).

Pubblico quindi per intero la sua interessante mail e a fine articolo esamineremo il suo portfolio fotografico microstock, cercando di dare a tutti i lettori suggerimenti utili da rubare.

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Caro Paolo,
mi sono deciso a scrivere, per portare la mia esperienza di fotografo microstock, seppure agli inizi. Non mi spertico in complimenti che tanto lo sai che fai un buon lavoro, prezioso per tutti noi. Meglio non perdere tempo.


Per capire il mio livello ti dico, che ho una macchina fotografica in mano dal 2009, sono iscritto su alcuni siti di microstock da un anno, ho caricato un centinaio di fotografie su Alamy (che accetta tutto e non rifiuta nulla) e su Shutterstock sono stato appena preso dopo un anno di tentativi (non avevo capito che le foto accettate potevo riproporle, che pirla!!!) passando da iStock e Fotolia con 80 fotografie circa. Su iStock guadagno l’astronomica cifra di 20 $ su Fotolia 2,75 crediti, il resto è zero. Purtroppo avendo moglie che lavora e due figli, il tempo è quello che è, insomma, ci provo.


Le motivazioni che mi hanno spinto sono:

  1. Anziché tenere le foto sull’Hd, le tengo sul microstock, hai visto mai che accade qualcosa.
  2. Testare il mio livello di fotografo. Dopo essermi iscritto, la mia prospettiva è cambiata, trovando altre motivazioni.
  3. E’ una palestra vera e propria per i fotografi.
  4. Oggi miro a fare palestra più possibile, per diventare un fotografo degno di questo nome, mi sono dato vent’anni di tempo, in modo da poter integrare la pensione, che quando arriveremo noi, non ci troveremo nulla, se non ben poco

Adesso passo a fare alcune considerazioni, sulla base della mia poca esperienza, che spero stimolino altri senior e contribuiscano ad aiutare chi si affaccia sul mondo del microstock.

  1. Strepitoso l’articolo di Alessandra Piacentini (NDR: Giuseppe si riferisce al bel commento di Alessandra, praticamente un post nel post, che puoi trovare a fondo della pagina Umiltà in fotografia: una lezione da Cutcuster), avrei voluto leggerne mille e ancora mille di quegli articoli, ci forniscono il punto di vista del fruitore delle nostre foto. Peccato non ce ne siano altri, ed ho visto zero commenti. Come fossimo un po’ intimiditi.
  2. Attrezzatura. Per partire, forse ci si può arrangiare con un aps-C e un ottica da corredo (io l’ho cambiato per un 16-85 Nikon, posseggo una D7000), ma una Full Frame  ed un medio tele migliore possibile, penso sia il corredo standard di ogni fotografo degno di questo nome, anche se da Microstock. Certo tra una cosa e l’altra, sto già parlando di 5000 €: non è facile.
  3. Tecnica. Non conoscere la tecnica fotografica e lo strumento che si utilizza significa affidarsi alla fortuna, solo che con la fortuna non si fa tanta strada. Idem per la tecnica di composizione e l’essenziale della post produzione (io in post produzione sono una frana). Insomma, questo lo trovo il corredo minimo di conoscenza. E ancora, il micro mosso non va bene per nessuna fotografia, figuratevi per il microstock, e della messa a fuoco errata non parlo nemmeno.
  4. Le nicchie. Dici bene, trovare le nicchie, ma che non siano troppo nicchia. Ho fotografato la ricotta in un contenitore tipico siciliano che si chiama CAVAGNA, forse nemmeno in tutta la Sicilia, dubito che a Reggio Calabria sappiano di cosa si parla. Come dire, sarà difficile che nel mondo qualcuno la cerchi. L’unica speranza è che possa interessare chi cerca “ricotta”, perchè è l’unica foto che la presenta in questo modo. Sono stato bravo, anzi bravissimo a fotografare la ricotta in questo modo, forse fin troppo, è la prima foto che ho fatto in funzione microstock, zero vendite e infinitesime visualizzazioni. Ho fotografato mio figlio in minimoto o che armeggia con la minimoto, su tutti i siti, vi sono pochissime foto con minimoto e zero con bambini che usano una minimoto. Anche qui, sono stato bravo a caricare foto che il microstock non aveva mai visto, infatti, una vendita su Depositphotos e infinitesime visualizzazioni.
  5. Revisori. Davvero inspiegabile il lavoro di questi tizi. Nella migliore delle ipotesi, hanno un problema di metodo, nella peggiore, giocano. Trovo senz’altro utile il tuo suggerimento di caricare foto diverse esattamente per i motivi che hai indicato. Io sto facendo un esperimento con SS. Ho creato una cartella con circa 50 foto, le ho caricate tutte, dopo elimino da SS le foto non accettate, elimino dalla mia cartella le foto accettate e ricarico, voglio vedere dove arrivo. Per fare un esperimento completo ho messo pure due foto di cui mi vergogno.
  6. Sisters foto. Cioè quelle foto che hanno lo stesso soggetto, nella stessa situazione, che fa la stessa cosa, ma in pose diverse. Io quando scatto ne faccio una per caricarla in RF in tutti i siti, poi ne faccio una per caricarle in esclusiva nei siti che lo consentono. Che stronzo penserete. Si, lo sono. La domanda è “quanto lo sono”? E che conseguenze potrebbe avere questo modo di fare? Tanto non mi pare le agenzie ci trattino bene, anzi, provano a spremerci come limoni, tiriamo fuori i denti anche noi.
  7. RF, RM, RM esclusive (Alamy). Ho fatto un post chiedendo delucidazioni, è arrivata una risposta davvero esauriente. Mi piacerebbe conoscere l’esperienza di chi usa le diverse opzioni diverse da RF. Cioè quando le usa? Cercando di ottenere che cosa? Io carico in RF in tutti i siti e in RF esclusive nei siti che lo consentono, su Alamy carico in RM esclusive, come da suggerimento del buon Fabio Nodari. Ma RM, non capisco proprio quando usarlo.
  8. Se capisco bene, a tirare sono sempre le donne, magari quarantenni. Per fortuna mi sono ritrovato con la moglie bella e in più gli occhi verdi e i capelli ricci. Non fa nemmeno tante storie quando gli chiedo di farmi da modella. I 20 $ li ho fatti per il 90% con foto di mia moglie, proprio quelle che occupavano memoria sull’hd. Cioè foto fatte prima che mi iscrivessi al microstock. Purtroppo oggi facciamo fatica a trovare il tempo. Insomma, studiamo e applichiamo tutte le teorie e le esperienze del microstock, ma tentiamo pure la fortuna come fosse un terno al lotto.
  9. Picniche. Lo ritengo lo strumento più importante per un fotografo microstock, ma forse qualcosa non va o lo abbiamo sopravvalutato. Praticamente sono ogni giorno a sbirciare su questo sito, nella speranza di capirci qualcosa. Temo che qualcosa non vada, senza capire cosa. Vi faccio un esempio. Come dice Paolo siamo fortunati a vivere in Italia, Io vivo in Sicilia, mi sento fortunato. Allora mi chiedo se una città come Caltagirone possa valere dal punto di vista fotografico per il microstock. Provo su Picniche o quello che è diventato adesso, e quello che segue è il risultato
    Caltagirone     IT      222     57      2.0     112 . Praticamente un range altissimo, con la nuova gestione. Se però vado a vedere che foto sono già state caricate, mi accorgo che sono una cinquantina per sito e che nella migliore delle ipotesi hanno una decina di download ciascuna. Cioè, con un range così, dovremmo andare sul sicuro, eppure chi ha già fatto foto, ha guadagni prossimi allo zero. Dove sbaglio? Altro esempio: 

    Minimoto        IT      8       156     6.6     1032. Qui il range è oltre i mille, ed è scritto chiaramente che potrebbe essere un falso positivo, ma ho verificato che esistono fotografie caricate, nell’ordine delle poche unità riguardanti le minimoto, nemmeno una con bimbi che la usano. Quindi in questo caso, il falso positivo e riferito a cosa? Alle ricerche effettivamente realizzate o alla esiguità delle immagini? Insomma anche qui non ci capisco gran che.

Temendo di diventare logorroico, chiudo qui il mio intervento, non senza togliervi la curiosità di vedere il mio portfolio, a patto che, giudizi, critiche e commenti siano privi di diplomazia, insomma, preferisco essere massacrato piuttosto che vivere nella beata ignoranza.
http://www.alamy.com/search/ImageResults.aspx?pseudoid={7F8DAEB5-41CB-45A1-917D-80F3A4D04B3C}&name=Giuseppe+Elio+Cammarata&st=11&mode=0

 

Non risponderò a tutte le domande di Giuseppe lasciando spazio ai lettori che vorranno farlo. Mi soffermerò invece a leggere il suo portfolio fotografico.

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Due parole su Alamy

7ERQBFNpSpSa7opZjjWE_camarasIl portfolio che Giuseppe ci invia è composto (al 6 novembre 2014) da 102 immagini depositate presso l’agenzia Alamy, che non nasce come agenzia microstock anche se ha cambiato pelle nel corso degli anni.

Le immagini inviate ad Alamy sono accettate su un esame esclusivamente tecnico di un campione delle immagini inviate. Per fare un esempio, se invio 30 immagini ad Alamy i loro ispettori ne controlleranno una certa percentuale (ipotizziamo il 10%). Se delle tre immagini controllate tutte hanno requisiti tecnici adeguati, l’intero gruppo di immagini è promosso e accettato dall’agenzia. Viceversa, una sola immagine bocciata può equivalere al rifiuto dell’intero invio.

Da qui si evincono due cose:

  • Alamy assomiglia a volte a una lotteria di fine anno. Ti può andare bene o male a prescindere dalla tua bravura.
  • Alamy giudica esclusivamente fattori tecnici (rumore digitale, focus, bilanciamento del bianco…) e non il contenuto delle immagini. L’unica eccezione è la palese violazione di marchio o logo, per il quale se non c’è liberatoria l’immagine è respinta. Questo vuole dire che non ci sono rifiuti per immagini con poco mercato: puoi trovare su Alamy in vendita delle fotografie che palesemente non saranno mai vendute.

Non discutiamo se la scelta di selezione di Alamy è vincente o meno, tanto è così è basta. Ma la conseguenza è che il tipo d’immagini accettate in questa agenzia è molto diverso rispetto a quelle delle agenzie microstock in generale, permettendo di spaziare maggiormente tra temi e le nicchie fotografiche.

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Il portfolio fotografico di Giuseppe

  • Capture3Lo scatto che funziona. Qui a fianco c’è un’immagine tratta dal portfolio di Giuseppe che, a mio parere, ha alta potenzialità di vendita. Bravo per l’occhio nel vedere la possibilità fotografica. Questa immagine ha spazio per la vendita sia sul mercato nazionale, sia su quello internazionale. Le variabili che interverranno affinché questo scatto possa avere successo concreto in termini di vendita saranno molte: giuste keyword, il momento in cui si fa l’upload, il fattore fortuna (c’è pure quello…), la scelta delle agenzie cui inviare lo scatto. Tuttavia, penso che immagini di questo tipo possano dare soddisfazioni nel lungo periodo per la loro chiarezza e tipicità locale. Gli anglosassoni stanno andando pazzi per il mondo del vino italiano.

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  • CaptureOcchio ai bianchi! Qui Giuseppe si è andato a cercare dei guai (fotograficamente parlando). Formaggio bianco su piattino bianco su sfondo bianco equivale per un fotografo a praticare bungee jumping senza elastico. Magari ce la fai, ma più probabilmente ti schianti. Risucire a preservare tre bianchi diversi senza farli diventare dei grigi tristi oppure bruciandoli è veramente difficile. La soluzione: cambiare colore dello sfondo o del piattino di supporto. Meglio tutti e due. Per qualche suggerimento su come trattare i bianchi può essere utile l’articolo Fotografia still life: come ottenere uno sfondo bianco (ma veramente bianco)

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  • Capture2Parola d’ordine: abbassarsi. L’idea di fotografare pasticceria tipica regionale è ottima, un po’ meno l’inquadratura dall’alto che rischia di dare l’impressione di uno scatto amatoriale. Non conosco i dettagli della situazione in cui l’immagine è stata fotografata, presuppongo direttamente in una pasticceria dove non era agevole un’inquadratura migliore. Se così fosse, meglio acquistare un vassoio di pasticceria e fotografarlo con la dovuta calma a casa, magari lavorando sulla disposizione del soggetto e usando uno sfondo adeguato. Per incominciare a muoversi nel campo della fotografia food, ho personalmente trovato molto utile il libro Fotografare il cibo.

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  • Capture4Non importa quanto sei bravo come fotografo. La qualità della luce vince sempre! Quando ci si ritrova in condizioni di luce sfavorevoli come in questo caso, poco possiamo noi esseri umani armati di umili fotocamere. Il software in postproduzione ci può aiutare un po’, magari recuperando qualche dettaglio se abbiamo scattato in RAW. Ma la verità è che una fotografia che nasce sbagliata a causa di cattive condizioni di luce non si raddrizza più. Può andare bene per l’album dei ricordi personali, ma non per la vendita. Peccato perché in questo caso il tema era interessante.

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Conclusioni

La mail di Giuseppe ci ha dato molti spunti di riflessione. Ci sarebbe molto da dire su ogni singolo argomento da lui sottolineato e potremmo perfino dedicare un post per ogni singolo dubbio. In questo specifico caso, ho preferito proporvi la sua mail limitandomi a un commento sul suo portfolio fotografico, sperando di essere utile anche ai lettori che si possono ritrovare in situazioni fotografiche simili.

La sintesi, per quanto riguarda il portfolio fotografico di Giuseppe, è che c’è ancora un po’ di strada da fare. Ci sono buoni spunti e buone idee: questa è la bella notizia. C’è però anche tanto da lavorare in termini di tecnica fotografica e non escludo che la fotocamera utilizzata unita a una limitata conoscenza dei processi di postproduzione possano avere messo dei paletti limitanti che presto, sono sicuro, il nostro collega fotografo microstock riuscirà a rimuovere.

Un grazie ancora e un grande in bocca al lupo. Buona luce a tutti!

Paolo

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PS: per qualche misterioso motivo il precedente articolo ha ricevuto a oggi oltre 500 condivisioni solo su Facebook. Vi ringrazio perché è proprio il passaparola che permette a Fotoguadagnare.com di continuare a offrire informazioni in modo gratuito e ci auguriamo utile per tutti. Comunque, visto che ci sei, se anche questa settimana volessi dare il tuo contributo e condividere con i pulsanti social che trovi sotto… un grazie grande!

2016-10-15T10:54:50+00:00 12 novembre, 2014|Chiacchieriamo di Fotografia, Fotografia Microstock|11 Comments

11 Commenti

  1. Agata 12/11/2014 al 15:25 - Rispondi

    Anche io ringrazio Giuseppe (Paolo l’ho rongtaziato giá abbastanza! 🙂 ). Condividere le proprie esperienze in questo settore è importante dato che non abbiamo una scuola o alcun punto di riferimento se non la nostra semplice esperienza. Grazie

  2. mitch 12/11/2014 al 16:22 - Rispondi

    Ciao a tutti
    Cerco con ordine di portare la mia ridicola esperienza come metro di paragone a quella che è la sua storia.
    Premessa: anche io ho iniziato da poco (esattamente un anno fa), anche io sono ultra amatore, anche io mi sono avvicinato a questo mondo più come una sfida o un esperimento più che ad un “lavoro”: piuttosto che lasciare le foto sull’HD mettiamole su internet e vediamo che succede.

    Io non mi permetto di metter bocca sul discorso “nicchie”, io fino ad ora non ho mai affrontato un “viaggio fotografico” organizzato aiutandosi con Pichniche, ed ho sempre scattato foto con quella di fare “belle foto” e non foto da mettere su Shutterstock, salvo rari casi. I rari casi in questione sono due particolari sessioni (in una ho fotografato penne e matite, in un altra siringhe e pastiglie (i miei antibiotici scaduti ndr)).
    Ora, è un dato di fatto che, le foto provenienti da queste due sessioni “casalinghe”, ovvero le uniche in cui io mi sia lanciato in un esperimento di still life, siano anche tra le foto che più hanno venduto in termini di rapporto N°foto uploadate/N°foto vendute.
    Certo, le foto di campi e paesaggi hanno venduto di più, sia in valore assoluto sia come ritorno economico, ma sicuramente il rapporto tra mole di foto online e numero di foto vendute è più scarso. Quindi, forse, ho trovato una nicchia e questo non fa altro che confermare quello che ha sempre scritto Paolo su questo blog.
    L’altro aspetto che però, secondo me, è fondamentale per chi comincia è la “mole” di foto che si producono. L’idea che io mi sono fatto è questa: puoi ricercare la porzione di mercato più redditizia quanto vuoi, ma fintanto che il tuo portfolio è di 50 fotografie, di cui 10 che ritraggono una situazione anomala e golosa per il microstock, le tue soddisfazioni in termini di download saranno comunque ridicole.
    Io me ne sto rendendo conto solo ora, che il mio portfolio ha raggiunto le mille foto nei siti più di bocca buona. Noi non conosciamo, se non parzialmente, i metodi che i vari siti stock hanno per stabilire la priorità di comparsa delle varie foto al termine di una ricerca di una qualsiasi parola chiave, ma scommetto che la mole di foto di un autore è uno di questi parametri (come il numero di download, la percentuale di accettazione ecc). Anche perchè, così, il microstock, invoglia il contributor ad essere costante e generoso nella sua produzione fotografica.
    Dall’altro lato, sicuramente, uploadare kg di foto scadenti, che non riceveranno grande attenzione dai clienti, sicuramente non farà che peggiorare il nostro “rank” all’interno del sito microstock (vedi per me Alamy, zero download e 15 zooms), ma forse questa problematica ci è parzialmente risolta dai “revisor” che ci stroncano con una certa facilità.

    Quindi, se posso, nel mio piccolo, dare un consiglio a chi inizia, beh penso che quello di “scattare tanto”, assieme alla costanza del flusso di foto da inviare alle agenzie (e alla loro “variegatezza”), sia in assoluto il più “efficace”.
    Questo ovviamente per quanto riguarda la mia modestisssssima esperienza di microstockaro

    saluti

  3. Fabio Nodari 13/11/2014 al 11:20 - Rispondi

    Ciao Giuseppe grazie per avermi citato..
    Voglio solo precisare una cosa: “su Alamy carico in RM esclusive”, miraccomando non caricare la stessa foto su altri siti, anche se con licenza RM.

    Per quanto riguarda il discorso RM è molto semplice e in teoria funziona così:
    Se una foto la vuoi vendere con licenza RM NON dovresti caricarla su altri siti con licenza RF altrimenti ti fai concorrenza da solo (perchè mai uno dovrebbe comprare una foto pagandola un sacco e potendola usare solo per un periodo di tempo limitato quando si può trovare la stessa foto su altri siti in licenza RF a un decimo o anche meno del prezzo RM?)

    Ma in pratica ognuno fa come vuole..

    Quindi per te la differenza principale non è tra RF e RM (a parte i prezzi) ma tra RM exclusive e RF(o RM) perchè la RM exclusive ti vincola a un solo sito mentre le altre due licenze no….

    Getty (per certi versi l’agenzia peggiore) pretende invece l’esclusività e poi ti vende le foto in RF dandoti il 20%… Quindi…….Approvo pienamente il discorso delle foto gemelle….

    Approfitto dello spazio messo a disposizione dal buon Paolo per raccontare un piccolo aneddoto:
    su certe agenzie c’è stato uno “scandalo” perchè certi top conributors erano esclusivi e poi vendevano le stesse foto su altri siti (sempre come esclusivi)…
    Sai la loro risposta?! “Una foto l’ho fatta io e l’altra mia moglie….”
    Ovviamente violano il senso di essere esclusivi ma non mi sento di giudicarli soprattutto alla luce di quanto ci hanno preso in giro tutte le agenzie…

    Auguri per la tua carriera!!
    Alla prossima

  4. GCammarata 13/11/2014 al 17:02 - Rispondi

    Ecco perchè Alamy non mi rifiuta nulla, non la sapevo proprio questa cosa!!!

    La prima foto l’ho fatta sol perchè avevo letto la tua opinione a proposito di foto simili, appena si è presentata l’occasione non me la sono fatta sfuggire.

    Non ci avevo fatto caso al bianco sul bianco sul bianco, anche stavolta ho imparato qualcosa. Grazie.

    Le altre foto, sono esattamente il ragno cavato dal buco, però, è anche vero che se si vuole fare il controluce, o si trova il modo di illuminare bene il soggetto o non si fa, oggi penso sia un errore aver tenuto quelle foto, avrei dovuto eliminarle, anche perchè l’indomani, mi sono attrezzato meglio ed ho rifatto. Paziensa, ognuno ha bisogno del suo tempo per capire le cose, anche le più semplici.

    Grazie ad Agata, hai centrato il segno, era lo scopo della mail.

  5. fabio 14/11/2014 al 19:29 - Rispondi

    è un po’ che vi seguo qui e trovo tutto molto interessante… espongo in breve come la vedo io, sono un fotoamatore come tutti voi, sono entrato nel mondo photostock circa 2 anni fa per puro caso, ho tentato con istock e shutter ed è andata bene al primo colpo con entrambi, tanta fortuna e probabilmente se avessi fallito non avrei più riprovato.. a ruota 123rf, dreamstime, depositphotos, canstock e fotolia… ora a distanza di 2 anni devo ammettere che i risultati si fanno vedere e sentire (la rendita su ss è davvero sorprendente), soprattutto perchè il portfolio diventa progressivamente più corposo (sono a quasi 1000 immagini su SS e 1600 su Istock)…
    ma il senso del mio intervento è un altro: mi è sempre piaciuto fotografare insieme a viaggiare e a frequentare le mie montagne (sono torinese, credo come paolo), ciò che fotografo sono paesaggi sostanzialmente, quindi valenza stock pari a zero in quanto il mercato è sovrasaturo di immagini di questo tipo.. però io continuerò a fotograre ciò che mi piace ed a caricarlo comunque nelle agenzie… se vendo bene, se non vendo non importa, l’importante è fare ciò che piace secondo me, e quindi metterci passione… ho provato ad orientarmi verso i criteri del microstock ma senza mai vendermi del tutto a quel tipo di fotografia, perchè semplicemente non mi piace (non riuscirò mai a fotograre still life da studio per esempio)…. però ora quando viaggio o sono in ontagna ho imparato a cogliere situazioni che possono interessare potenziali acquirenti, cosa che prima di entrare in questo mondo non sapevo fare… ed includere persone (in pratica solo la mia compagna), perchè tira molto ma molto di più
    per concludere lascio qualche riferimento e contatto facebook, chi volesse scambiare due opinioni è il benvenuto:
    portfolio istock: http://www.istockphoto.com/portfolio/fbxx
    portfolio shutterstock: http://www.shutterstock.com/cat.mhtml?gallery_id=1316137
    profilo facebook: http://www.facebook.com/fabio.lamanna.96

    • Paolo 16/11/2014 al 13:26 - Rispondi

      Ciao Fabio,

      Confermo la mia torinesità: mi ci sono riconosciuto nel tuo bel portfolio. Direi che abbiamo un approccio molto simile nell’abbinamento “viaggia e cerca le occasioni microstock”.

      PS: la foto del gatto che dorme sul libro è bellissima!

      • fabio 17/11/2014 al 10:53 - Rispondi

        grazie Paolo, il mio portfolio è ben poco microstock-oriented 🙂
        la foto del gatto è stata scattata con un vecchissimo obiettivo analogico manual focus, un classico 50mm che ho dagli anni ’80…

  6. Andrea 23/11/2014 al 11:41 - Rispondi

    ciao,
    intanto un grande grazie a Paolo per il lavoro che fa nell’aiutare chi come me inizia ad affacciarsi al mondo del microstock!
    Io ho iniziato ad agosto, con shutterstock, fotolia, dreamstime e qualche altra. sulle prime tre viaggio tra le 80 e le 100 foto, sulle altre molte meno, ma piano piano il portfolio andrà allargandosi e da subito comunque sono arrivati i primi piccoli introiti.
    Pur nella mia assai poca esperienza vorrei dire la mia su uno dei punti citati da Giovanni: l’attrezzatura. Certo che il lavoro che vuoi fare è il fotografo – e stop – hai bisogno di un corredo professionale, e questo ha i suoi costi – ma ho visto ottimi professionisti usare mirrorless di alto livello con obbiettivi di buona o ottima qualità, e avere un corredo abbordabile a meno di 2500 euro.
    ma per chi comincia, o meglio per chi vuole entrare nel mondo microstock ne vale la pena? Io credo che la scelta più interessante e abbordabile per chi non è pronto a lasciare dall’oggi al domani il posto in azienda per aprire partita iva possa essere un’altra.
    Per ogni big del settore fotografico (Nikon, Canon, Pentax, Olympus, eccetera) l’uscita del nuovo modello comporta il ribasso immediato nel mercato dell’usato di quelle che un tempo erano state le ammiraglie delle varie ditte. Ci sono delle occasioni notevoli. Io lavoro con una Olympus e1 del 2003 da 5 mpx; vedo che se sono ben eseguite le foto vengono comunque accettate e – nei limiti imposti dalle mie nicchie di soggetti – comunque riescono a dare i propri frutti… e il corpo macchina con batterygrip l’ho pagato 200€. Ma senza avere eccessive limitazioni dovute alle dimensioni del sensore… una canon 1ds mark II da 16 mpx te la porti a casa oggi, prendendola su ebay, con circa 500€. E stiamo parlando di quelli che erano i corpi macchina delle ammiraglie, quelli con cui lavoravano i professionisti. hanno 5, 6, 10 anni? Spesso non li dimostrano.
    Piuttosto, vale la pena investire su un parco ottiche di buona qualità. Io credo che quando si hanno a disposizione un buon grandangolo, un macro (ottimo anche come “normale” o obbiettivo da “ritratti”) e un mediotele di buona qualità si possa coprire il grosso delle esigenze di un fotografo da microstock. Avendo la voglia di mettersi alla prova, si può giocare con i vecchi obbiettivi analogici e scattare in manuale… anche qui il mercato dell’usato aiuta non poco! ma dovendo scegliere se investire in ottiche di qualità in corpi macchina, punterei tutto sulle ottiche: una buona ottica ti accompagna per sempre, anche se cambi corpo macchina; non vale invece il contrario. Acquistando delle buone ottiche pro, se un domani prenderai una ff le potrai ancora usare con piacere e gratificazione. Per non spendere un patrimonio ma avere comunque un buon range d’azione si può magari optare allora per acquistare la versione pro dell’ottica di cui faremo maggiormente uso, completando il parco ottiche con usati di qualità discreta (anche solo una spanna sopra l’obbiettivo-kit).
    Altro punto importante, l’acquisto di un buon treppiede robusto. indispensabile per paesaggi e still life, macro, e quant’altro.
    JM2C, ovviamente. Ma spero che magari possano servire da spunto di riflessione.

    Mi permetterei invece una domanda per Paolo.
    io come dicevo ho un porfolio ancora molto limitato, ma ho notato una cosa che mi ha lasciato un po’ perplesso.
    shutterstock efotolia sono piuttosto esigenti nelle loro richieste, ma bene o male con loro ho iniziato a vendere i primi scatti dopo pochissimi giorni. Dreamstime? zero assoluto. Ho caricato le stesse foto su tutti e tre i siti, e di norma shutterstock screma parecchio, fotolia di meno, dreamstime accetta quasi tutto. Mi stupisco perciò che le foto che vendono su Shutterstock e Fotolia non riescano ad andare oltre la visualizzazione su dreamstime. Potrei chiederti un parere sull’argomento? i miei portfolio:
    shutterstock: http://www.shutterstock.com/gallery-2540911p1.html
    fotolia: http://it.fotolia.com/p/205005242
    dreamstime: http://www.dreamstime.com/andreamangoni_more-latest-adition_pg1

    grazie ancora per il tuo contributo e l’attenzione!

    • Paolo 24/11/2014 al 10:40 - Rispondi

      Grazie Andrea per l’approfondito commento. A sostegno ed integrazione di quanto hai detto, io ho diverse immagini bestsellers scattate con una Canon 450D con obiettivo di serie (oggi usata su eBay siamo a poco più di 100 euro).

      Per quanto riguarda il tema delle agenzie su cui vendi, quello che dici non mi stupisce affatto. Il 70% dei miei introiti li realizzo su Shutterstock e Fotolia, mentre Dreamstime è decisamente in discesa in termini di vendite (nelle mie percentuali personali). Pertanto: stai tranquillo, io sono messo come te!

      PS: il tuo portfolio fotografico dice che sei assolutamente sulla buona strada!

  7. michele pautasso 11/02/2017 al 23:10 - Rispondi

    Caro Giuseppe, m trovavo a scuriosare in internet ed ho letto il tuo sconforto…….
    Premetto che non sono un supermegafotografo ergo, prendi la mia opinione con molta leggerezza.
    Ho visto le 4 foto che Paolo ha gentilmente messo nel sito e ti devo dire che l’unica che e’ appetibile e’ la prima.
    Le altre tre sono foto che non funzionano in quanto poco ” taglienti” per diversi fattori:

    – foto n.2: il taglio non funciona, la profondita’ di campo e’ esagerata, lo sfondo t’ammazza il bianco del formaggio ed il colore del legno e’ spento.

    – foto n.3: si nota chiaramente che e’ una foto scattata dietro la vetrina ed il riflesso in altro lo dimostra, come detto da Paolo l’angolo dal quale e’ stata scattata non funziona ed i colori sono smorti.

    – foto n.4: lo sfondo e’ troppo luminoso ed i Bianchi sono bruciati, il soggetto e’ poco illuminato ed i colori sono smorti. un colpo di flash ed un diaframma piu’ chiuso avrebbero senz’altro salvato la foto.

    Spero di non avere ferito i tuoi sentimenti ma l’unica forma di migliorare e’ di ricevere delle critiche, in questo caso spero costruttive.

    Un’abbraccio.

    Michele

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