Microstock. Liberami dalla liberatoria! (1/2)

Black MagicQualche settimana fa mi ha scritto Giorgio, raccontandomi di come una sua recente fotografia destinata al mercato fotografico microstock di una maschera di legno africana fosse stata rifiutata dall’agenzia Shutterstock per motivi legati all’assenza di liberatoria. Mi è venuto da sorridere. Anche a me lo scorso anno la stessa agenzia aveva rifiutato diverse immagini di maschere tradizionali africane (vedi immagine qui a fianco, una di quelle rifiutate). Stesse immagini che sono invece state accettate da altre agenzie. Ma allora qual è la regola? Esiste un indirizzo chiaro e definito di cosa è permesso inviare con o senza liberatoria? La situazione è chiara se si fotografano persone: se la persona, o parte della persona, è riconoscibile allora ci vuole la liberatoria e fine della fiera. Ma per gli oggetti? E per i monumenti: posso sempre fotografare tutto? Lo sapevate che il panorama della Val d’Orcia è coperto da copyright e se fotografiamo dei cipressi per venderli in agenzia rischiamo di complicarci di molto la vita?

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Cos’è la liberatoria fotografica

In questo post parleremo specificatamente della liberatoria su proprietà, quella che gli americani la chiamano property release. La liberatoria è un documento che tutela il fotografo da ogni possibile azione legale nei suoi confronti da parte del proprietario del soggetto ritratto in fotografia. La liberatoria ha come scopo primario la protezione non solo del fotografo, ma anche del cliente del fotografo che utilizzerà l’immagine non escludendo gli scopi commerciali. Per questo le agenzie microstock sono così restrittive nei confronti della liberatoria: in caso di problemi legali relativi all’utilizzo dell’immagine il primo a risponderne in giudizio è il fotografo, ma le agenzie vogliono comunque evitare che il problema ricada anche solo parzialmente su loro o sul cliente finale e pertanto mantengono un approccio prudente al tema prima di accettare un’immagine nel loro archivio. La teoria della property release è sicuramente buona: si tratta di un documento che come fotografi ci protegge da futuri problemi. Il problema è passare dalla teoria alla pratica.

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Ma al fotografo microstock conviene avere la liberatoria?

Avere una liberatoria in mano permette di vendere di più. Molti clienti non utilizzano una fotografia di agenzia microstock se non accompagnata dalla documentazione che certifica la libertà di utilizzo dell’immagine a scopi commerciali. Il motivo è semplice: non vogliono avere problemi da parte del proprietario del soggetto fotografico. La tua fotografia ha probabilmente maggiori possibilità di essere venduta se ha una liberatoria. E’ anche però vero che la liberatoria non sempre è facile da ottenere e che appesantisce il tuo flusso di lavoro poiché deve essere allegata (con modalità diverse da agenzia ad agenzia) all’immagine di cui stai facendo l’upload. Per questo molti fotografi preferiscono non buttarsi nel ginepraio delle liberatorie e fotografare soggetti che non ne necessitano, alleggerendo il proprio flusso di lavoro. Ogni fotografo sceglie quale delle due strade percorrere in base al modo di lavorare che preferisce ma tendenzialmente sono valide queste due equazioni:

LIBERATORIA = PROBABILI MAGGIORI INCASSI = FLUSSO DI LAVORO ARTICOLATO

SENZA LIBERATORIA = PROBABILI MINORI INCASSI = FLUSSO DI LAVORO SNELLO

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Quando serve la liberatoria per il microstock?

In generale, serve la liberatoria quando la proprietà è il soggetto principale della fotografia o se stai fotografando all’interno di una proprietà privata. La firma sulla liberatoria è evidenza del permesso che ti è stato concesso dal proprietario per l’utilizzo dell’immagine. Ecco una lista delle proprietà che necessitano di liberatoria:

–          Loghi e marchi

–          Oggetti brevettati nel loro design (es. iPad, orologi, giocattoli…)

–          Edifici quando soggetti principali dell’immagine: case, uffici, edifici commericali

–          Musei, stadi, parchi di divertimento

–          Opere d’arte

–          Animali identificabili (es. bovini dotati di numero d’identificazione su orecchio)

Se la proprietà immobiliare  non è il soggetto principale dell’immagine allora si può utilizzare la fotografia avendo cura di rimuovere tutto ciò che identifica la proprietà, come il numero civico di una casa o il cognome sulla cassetta delle lettere.

Nel prossimo post approfondiremo la lista del si fa/non si fa relativa all’utilizzo della liberatoria. E vi anticipo già che ci ritroveremo di fronte a casi apparentemente assurdi.

Dai, raccontateci la vostra esperienza sulle liberatorie! Anche a voi (come a me) hanno bocciato tonnellate di fotografie per assenza del documento?

A presto

Paolo

2016-10-15T10:55:17+00:00 12 marzo, 2014|Chiacchieriamo di Fotografia, Fotografia Microstock|21 Comments

21 Commenti

  1. Alfredo 12/03/2014 al 15:33 - Rispondi

    Seguendo la tua filosofia del flusso di lavoro snello evito sistematicamente tutto ciò che richiede una liberatoria. Ma anch’io sono incappato in un rifiuto in quanto non avevo la liberatoria di un piccolo lavello per esterni in marmo decorato a mano. Ora mi domando, visto che in molti portfoli sono presenti, i particolari di statue famose non sono soggette a liberatoria ? In molti casi l’opera è facilmente riconoscibile se già si conosce.

    • Marcos2000 26/03/2014 al 16:52 - Rispondi

      CIao Paolo, a proposito di liberatoria: leggendo uno dei post di Yuri Arcurs, ho visto uno dei principali esempi di model release da lui utilizzati. Ebbene, tralasciando il discorso sui property release, ho notato che queste liberatorie devono essere sottoscritte anche da un testimone e per questo hanno anche un angolo apposito in basso riservato. In Italia ho sempre visto soltanto liberatorie dove è soltanto il soggetto ripreso a dare il consenso. Dovendo invece far firmare la liberatoria anche a un testimone, quindi una terza persona, le cose si complicherebbero un tantino, visto che nn sempre c’è un testimone nei paraggi, e che sia fra l’altro disposto a firmare. In sostanza, le agenzie accettano le model releases firmate dal solo soggetto, hai incontrato difficoltà a riguardo?

      • Paolo 27/03/2014 al 00:46 - Rispondi

        Ciao Marcos,

        Personalmente preferisco muovermi senza liberatorie, quindi i soggetti che fotografo sono prevalentemente quelli che non la richiedono (ammesso che si riesca a capire quali siano vista la confusione esistente sui copyright). Nello specifico, non fotografando con modelli, la mia esperienza è piuttosto limitata. Però…a buonsenso la terza firma mi sembra un eccesso di zelo utile a tutelare ulteriormente tutti gli attori coinvolti nella produzione dello scatto e nella sua vendita e a questo scopo sicuramente non guasta, ma (almeno in Italia) non mi risulta che al momento sia obbligatoria. Il massimo è quando ti fai un autoritratto per venderlo: dovresti firmare come modello, fotografo e testimone!

        A presto

        Paolo

        • marcos2000 27/03/2014 al 21:20 - Rispondi

          Ciao Paolo,
          ho trovato un link abbastanza esauriente, proprio relativo al microstock, che si può aggiungere alle preziose info dateci da te, e dal quale si capisce che la liberatoria come noi la conosciamo in Italia è effettivamente incompleta se manca la firma di un testimone (ovviamente parliamo di model release). Lo posto quì sperando possa fugare tutti (o quasi) i nostri dubbi: http://fguadagno.blogspot.it/

          A presto a tutti voi, Marcos

          • Paolo 28/03/2014 al 12:41

            Bravo Marcos che ci ha dato una dritta. Solo una cosa: occhio che i post sono del 2010 e può darsi che nel frattempo qualcosa sia cambiato.

            Grazie ancora della segnalazione!

  2. Andrea 12/03/2014 al 19:40 - Rispondi

    Articolo molto interessante (come sempre), ma in pratica non possiamo fotografare niente o giù di lì 🙂
    E poi, ad esempio per la Val D’Orcia, a chi bisogna fare firmare la liberatoria? All’ufficio turistico?

    • Paolo 13/03/2014 al 11:17 - Rispondi

      Andrea, sfondi una porta aperta. Nel prossimo articolo cercheremo di approfondire il tema con qualche suggerimento di buonsenso, ma ti anticipo che comunque il tutto rimane piuttosto fluido e soggettivo da parte dell’ispettore di turno. Non sembra, al momento, esistere una classificazione definitiva di cosa è o non è soggetto a liberatoria.

      Un abbraccio a tutti i fotografi un po’ smarriti, come me!

  3. Agata 12/03/2014 al 20:35 - Rispondi

    Che dire…mi hanno rifiutato delle immagini della Basilica di San Pietro perchè non avevo la liberatoria. Domani parto di nuovo per Roma e passo da Papa Francesco e chiedo un attimo se mi firma la liberatoria, che ne dite? 🙂

    • Paolo 13/03/2014 al 11:18 - Rispondi

      Agata mi ha fatto ridere.

      A parte che non escludo che Papa Francesco te la firmi veramente!

  4. Valeria 13/03/2014 al 00:15 - Rispondi

    Ciao, ti seguo da un po’, ma questo è il mio primo commento. Vorrei chiederti se tutte quelle immagini realizzate usando i famosi pezzetti di costruzione devono avere una liberatoria.

    • Paolo 13/03/2014 al 11:23 - Rispondi

      Ciao Valeria, allora benvenuta!

      Immagino tu ti riferisca ai mattoncini Lego. Naturalmente la situazione è piuttosto confusa (e ci mancherebbe!). Dalle informazioni in mio possesso il nome Lego è soggetto a copyright, incluso il marchio sulle costruzioni (la scritta Lego su ogni piolo del mattoncino). Però…se li fotografi alla giusta distanza e con la giusta inclinazione, il logo non si vede e quindi andrebbe bene. Però…se inserisci la parola Lego nelle keyword potresti essere soggetta a reclamo…Però…

      Senti, Valeria, ti dico cosa ho fatto io. Ho fotografato i mattoncini cercando di non inquadrare il logo Lego, ma ho inserito la parola Lego nelle keyword e fine della fiera. Al massimo mi arrestano.

  5. Ciro Orabona 13/03/2014 al 09:04 - Rispondi

    Sembra una questione di poco conto, invece, almeno per il fotografo, ha un’importanza notevole. Come già scritto da Paolo se qualcosa va storto la responsabilità ricade sul fotografo, il quale, per guadagnare pochi centesimi rischia di perderne diverse migliaglia. Qualche mese fà ho visitato la reggia di Caserta, nel palazzo reale era tassativamente vietato fotografare, figurarsi poi vendersele le foto, ma su molti siti di microstock ci sono tantissime foto sia del palazzo che del parco. la gestione del copyright è affidata ad una società, le immagini possono essere vendute solo attraverso lei. Cosa succede se questa società decide di denunciare la violazione dei diritti di immagine? Allora il fotografo deve essere il primo a porsi questo problema. Chi deve accettare l’immagine spesso non è a conoscenza delle restrizioni che ci sono in un determinato paese, questo è probabilmente una delle ragioni per le quali c’è disparità nella selezione.
    Grazie Ciao

    • Paolo 13/03/2014 al 11:55 - Rispondi

      Ciro, concordo al 100%. E confesso il mio peccato: io ho alcune fotografie in vendita di esterni della Reggia di Caserta (inquadrano soprattutto il giardino, ma sullo sfondo c’è la Reggia). In questo caso chi è il principale soggetto? Se è la Reggia, io sto facendo un illecito. Siccome la Reggia è sullo sfondo, oltre quale percentuale dell’immagine la figura della Reggia rappresenta una violazione di diritti d’immagine? Mistero!

  6. Ciro Orabona 13/03/2014 al 12:26 - Rispondi

    Ciao Paolo
    Naturalmente volevo solo fare un’esempio, senza riferirmi a nessuno, anch’io ho qualche foto sia del parco che del palazzo accettata da qualche agenzia. In America esiste il diritto al paesaggio, è permesso fotografare tutto ciò che non si trova in una proprietà privata. In Italia, la cosa varia molto e spesso ci sono limitazioni senza che ci sia una reale motivazione. A tal fine pubblico pochissime foto ma molte illustrazioni, da fotografo dilettante sto diventando grafico dilettante.
    Ciao

  7. Federico 13/03/2014 al 17:06 - Rispondi

    Ciao,
    un po’ di risposte, anche troppe forse, le possiamo trovare su Shutterstock.

    http://www.shutterstock.com/buzz/legal/stock-photo-restrictions

    un elenco molto dettagliato su cosa si può fotografare senza liberatoria e con.

    Io non conosco molto l’inglese ma ecco l’esempio del Colosseo:

    The Colosseum

    Located in Rome, Italy.
    Exterior Images of the Colosseum are acceptable for commercial use.
    Interior Images of the Colosseum are unacceptable for commercial use.
    Exterior and Interior images of the Colosseum are acceptable for editorial use with a proper caption.

    Cosa significa “with a proper caption” ?

    Inoltre è interessante la (forse nota per alcuni) possibilità di fotografare di giorno la torre Eiffel, ma la torre illuminata è protetta da copyright.

    Inoltre direttamente da Fotolia ho ricevuto un rifiuto con un elenco (non esaustivo) de i soggetti con liberatoria obbligatoria:

    Architettura Protetta
    Es: The Superdome, New Orleans – Hollywood Sign, California – Coca Cola World, Georgia – Burj al-ʿArab, Dubai …

    Edifici Protetti
    Es: Edifici storici dell’Ente Eur Roma – Gli Hotel di Las Vegas, Nevada – L’Empire State Building, New York – Rockefeller Center, New York…

    Elementi dal design protetto
    Es: prodotti iPod – Cubo di Rubik® – Lego, Duplo & Playmobile – Automobili Ferrari

    Soggetti protetti da copyright
    Illustrazioni e Personaggi (es., Cartoni animati, fumetti…) – Anelli Olimpici

    Aree Protette
    Il parco dell’EUR, Roma – The Lone Cypress tree, Pebble Beach – MOMA, New York (Interno ed esterni) – Zoo, Parchi di divertimenti

    Opere d’arte o Dipinti
    Ponte Calatrava, Reggio Emilia – The Cadillac Ranch, Amarillo

    Loghi o Marchi registrati
    Loghi di squadre – Loghi aziendali – Oggetti o arredi contemporanei di design…

    Proprietà riconoscibili
    Automobili con targa – Abitazioni private riconoscibili, in esterno o in interno

    Persone riconoscibili (senza liberatoria – incluso voci/audio)
    Folla, Celebrità, Personaggi famosi/dello sport

    Immagini, Caratteri, Elementi Grafici
    Elementi non creati in autonomia (anche piccole parti): sia che provengano da banche immagini, software o reperite sul web.

    Buona lettura dell’elenco .

    • Paolo 13/03/2014 al 17:12 - Rispondi

      Federico,

      Grazie per l’interessantissimo commento. Ho già il mal di testa per tutte le proibizioni che sto leggendo!

      Paolo

    • Paolo 18/03/2014 al 12:37 - Rispondi

      Alfredo, grazie della segnalazione. Però questi sono matti (chi ha fatto la legge, non gli ungheresi). Quindi non posso più scattare fotografie a Budapest a meno che non escluda qualsiasi persona presente nell’immagine? A parte l’inapplicabilità della cosa (che fanno, sequestrano i telefonini a tutti?), ma è un suicidio turistico! Confido nel fatto che la legge sia piuttosto vaga e confusa, sperando in un ritorno del buonsenso.

      Grazie

  8. Francesco Carniani 19/09/2014 al 18:36 - Rispondi

    devo fare una domanda: per quanto riguarda gli aerei da guerra nelle giornate di festa nazionale, sono vendibili oppure no? precisamente per la Turchia.

    • Paolo 20/09/2014 al 10:10 - Rispondi

      Ciao Francesco. In estrema sintesi: dipende dall’ispettore. Personalmente ho visto accettare diverse mie fotografie di aerei e scartarne altrettante, comprese di aerei storici non più in produzione (un bellissimo G91!). In generale, meno dettagliata è l’immagine sugli elementi distintivi dell’aereo, più alta è la possibilità di essere accettati.

      Paolo

  9. Alessandro 29/12/2016 al 20:09 - Rispondi

    Ciao Paolo, ho iniziato oggi la mia “avventura” con il microstock e, visti i miei primi due rifiuti, google mi ha portato su questo articolo (avevo già spulciato attentamente in passato il tuo sito, grazie!)… in particolare mi è stata rifiutata la foto di un concerto con il cantante (famoso) ben visibile, e questo potrei capirlo, e la foto di un peluche che sullo sfondo ha Firenze, scattata da piazzale Michelangelo… e qui non capisco se il problema sia lo sfondo (ben visibile Santa Maria del Fiore) o il piccolo peluche a forma di serpente, senza etichette visibili… chissà…

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