Umiltà in fotografia: una lezione da Cutcuster

cutcasterQuesta volta me la sono proprio cercata. Cutcuster è un’agenzia di fotografia microstock seria. E io ho peccato un po’ di supponenza. Adesso vi racconto.

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Antefatto fotografico

Cutcuster è un’agenzia microstock abbastanza nota (se non conosci il mondo del microstock potresti scaricare l’ebook completo e gratuito Vendere foto online). Il mio portfolio fotografico su Cutcuster è di oltre 3000 fotografie. Contribuisco a quest’agenzia da oltre un anno ma con risultati decisamente scarsi. Qualche vendita qua e la, ma veramente infinitesimali rispetto ad altri siti come Shutterstock (per citare l’agenzia con la quale vendo di più) oppure 123RF (per citare l’agenzia con la maggiore velocità di crescita in termini di vendite ).

Contribuendo a 26 agenzie microstock ormai dal 2008, ho accumulato esperienza ma probabilmente anche un pizzico di supponenza. Non avendo visto i risultati sperati presso l’agenzia Cutcuster il mio pensiero è stato: ma come, vendo migliaia di fotografie su altre agenzie e in questa nulla! Colpa dell’agenzia!

In parte sì. Ma in parte no.

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Il Paolo, furioso e frettoloso!

Preso più dal nervosismo che dallo sconforto, scrivo all’assistenza Cutcuster per manifestare la mia scontentezza per gli scarsi risultati di vendite fotografiche, chiedendo se per caso sbagliavo qualcosa nel processo di lavoro delle mie fotografie. Magari l’inserimento delle parole chiave, o qualche categoria da inserire che non avevo considerato, oppure quella fotografia con inquadratura non gradita ai revisori…

Insomma, maschero la mia mail con parole gentili, ma avrei semplicemente avuto voglia di chiedere: perché la vostra agenzia nell’ultimo trimestre non ha venduto una sola mia fotografia?

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La risposta di Cutcuster

Personale dell’agenzia mi ricontatta in 24 ore informandomi che avrebbero fatto rivedere il mio portfolio al loro  ispettore. Dopo altre 24 ore mi scrive direttamente l’ispettore, che aveva avuto modo di visionare il mio portfolio fotografico. Caspita! In 48 ore un’agenzia che non solo si degna di rispondermi, ma che revisiona e commenta anche il mio portfolio proprio non me l’aspettavo.

La risposta di Cutcuster è piena di buonsenso. Innanzitutto mi confermano di essere impegnati alla continua ricerca di nuovi clienti, assumendosi di fatto la responsabilità delle mie scarse vendite come fotografo. E io apprezzo chi non si tira indietro rispetto alle proprie responsabilità, specie in un campo come quello della fotografia dove è facile porsi nella posizione gli altri non mi capiscono.

Poi mi confermano di avere visionato titoli e keyword delle mie immagini, con esiti positivi in termini di qualità. Mi danno anche un suggerimento. Mi dicono che il mio portfolio di fatto si limita a tre generi: panorami, edifici e cartelli stradali. Tutte e tre le categorie sono ad alta competitività e questo limita le mie vendite. In sostanza, per quanto bella possa essere, la singola fotografia non riesce a sfondare il muro dell’enorme  concorrenza.

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Conclusione: oltre la solita fotografia

Per quanto Cutcuster necessiti sicuramente di lavorare di più sugli aspetti di marketing dei fotografi che rappresenta (altrimenti non si spiega perché su Shutterstock si vende e su Cutcuster no), la verità è che quest’agenzia ha ragione. Da un lato ho apprezzato la celerità della loro risposta e la competenza della loro analisi sul mio portfolio. Dall’altro hanno toccato un punto che un po’ mi fa male, ma che è vero: i temi che sono presenti nel mio portfolio fotografico sono pochi e tendenzialmente legati al mondo dei viaggi.

So che potrei essere un fotografo microstock migliore, lavorando esclusivamente su temi con alta domanda di mercato, ma forse smetterei di divertirmi. Per me il microstock è sempre stato qualcosa di gioioso perché abbinato alla mia altra grande passione, quella dei viaggi. I soldi sono stati una gradevole conseguenza e mai una priorità: forse proprio per questo è poi arrivato un discreto successo. Ma i ragazzi di Cutcuster hanno ragione, il mio portfolio fotografico è limitato a veramente pochi temi, ed è arrivato il momento di ampliarli.

A chi ha il mio stesso limite, lascio un link molto interessante:

http://cutcaster.com/help/photo-illustration-vector-needs/

Qui troviamo i 12 temi fotografici per i quali, presso l’agenzia microstock Cutcuster, in questo momento c’è particolare richiesta di immagini. Inoltre, troviamo nella stessa pagina i link per accedere a collezioni sul tema e da cui trarre ispirazione. Non lo so se Cutcuster ci farà diventare milionari (probabilmente no), ma da quest’agenzia si può sicuramente imparare qualcosa sia per trarre ispirazione, sia per serietà.

Insomma: Cutcuster è l’unica agenzia che mi fa guadagnare quasi niente, ma alla quale sono felice di contribuire!

Paolo

2016-10-15T10:55:13+00:00 30 aprile, 2014|Fotografia Microstock|25 Comments

25 Commenti

  1. Sonia Monagheddu 30/04/2014 al 14:03

    Grazie Paolo, i tuoi post sono sempre molto utili!
    Buona giornata 🙂
    Sonia

  2. Federico 03/05/2014 al 20:24

    Ciao Paolo,
    grazie anche per questo contributo.

    Volevo chiederti cosa ne pensi dell’ultima email di Fotolia in merito al loro nuovo servizio “DPC” (Dollar Photo Club).
    Molti utenti non contenti stanno chiudendo gli account
    Vedi anche il sito http://boycottfotolia.org/.

    Mi sembra comunque di capire che il contributore può scegliere se partecipare o meno.
    Di default le foto dei fotografi sono disponibili verso la nuova piattaforma.
    Io per adesso non vedo un incremento sostanzioso dei guadagni.
    E poi come faccio a capire quando una foto viene venduta attraverso il DPC ?

    Se qualcuno avesse le idee più chiare delle mie potrebbe esporle qui.

    ciao

    • Paolo 05/05/2014 al 12:01

      Ciao Federico,

      Ho letto anche io del cattivo umore che in questo momento aleggia sull’iniziativa di Fotolia. Non entro in polemica perché per me è ancora presto per valutarla, ma ti rispondo che il mio primo quadrimestre 2014 per l’agenzia Fotolia si è risolto con un livello di vendite in termini di guadagni stabile, in termine di numero di fotografie vendute in discreto incremento. Questo vuole dire che ci sono raggi di sole all’orizzonte? Oppure che semplicemente dovremo vendere di più per guadagnare uguale? Non lo so. Realisticamente dobbiamo darci ancora qualche tempo per giudicare se la scelta del nuovo modello di business Fotolia è premiante o meno nei confronti di noi contributors.

      A presto

      Paolo

  3. Stefano 05/05/2014 al 13:23

    Ciao Paolo,
    posso chiederti perchè per una foto di via Dante a Milano, in cui non c’è un volto in primo piano, o ancora una foto della torre del Filarete 123rf richiede una liberatoria? anche il marchio expo fotografato nel contesto del palazzo della regione non può essere venduto?????
    se vuoi ti posso inviare uno screen shot per meglio comprendere

    grazie

    • Paolo 06/05/2014 al 09:30

      Ciao Stefano,

      Rimaniamo intesi che attendo lo screenshot per meglio capire la tua domanda: così alla cieca rischierei di dire delle inesattezze.

      Grazie

      Paolo

  4. Alfredo 05/05/2014 al 14:05

    Per partecipare o meno a DPC dove è l’opzione che non l’ho trovata ?
    Io per ora aspetto per vedere come evolve…

  5. Luca 06/05/2014 al 00:40

    Ciao, complimenti per il blog.
    Cerchiamo di essere chiari su Dollar Photo Club.
    DFC ti fa guadagnare 20 centesimi per una licenza estesa contro i 28 dollari di Shutterstock.
    Credo che non bisognerebbe dare tempo a questa iniziativa, non vedo in che cosa potrebbe essere premiante per noi contributors.
    Fotolia a fatto tutto questo senza chiedere l’opinione dei suoi collaboratori, solo dopo che il gruppo di boycottfotolia.org a creato questa iniziativa, Fotolia a dato la possibilità di scegliere di dare le proprie immagini a DFC.
    Ognuno di noi è libero di fare la propria scelta, ma consiglio a tutti di non dare le proprie immagini a DFC.

    • Federico 06/05/2014 al 22:00

      Oggi ho disabilitato l’opzioni DFC da Fotolia.
      Speriamo che adesso le vendite non calino.
      (E’ sui parametri del profilo).

      • Paolo 07/05/2014 al 08:41

        Federico,

        Per favore, ci tieni aggiornati sul tuo andamento vendite? Io farò lo stesso ma dall’altra parte della barricata (per ora sono dentro il programma DPC). Anche io sto facendo una seria valutazione sul tema ma non ho ancora preso una decisione in merito.
        Penso che la cosa interessi molti lettori di questo blog.

        Grazie a tutti quelli che vorranno condividere le loro opinioni sull’opzione Dollar Photo Club di Fotolia.

  6. mitch 08/05/2014 al 07:22

    ciao a tutti
    C’è un modo per capire se un nostro file di fotolia è stato venduto su fotolia o su DPC? Perchè io ho notato un aumento delle vendite su fotolia nell’ultimo mese, in termini di numero di download, e penso che la spiegazione possa essere proprio il nuovo sito DPC.

  7. Fabio Nodari 23/05/2014 al 09:13

    Io l’ho appena disattivato.. Dai non scherziamo..Va bene guadagnare poco ma così è praticamente rubare…

  8. Vincenzo Candido 06/06/2014 al 19:53

    Ciao, ti scrivo in questo post perchè mi sembra il più idoneo riguardo a ciò che mi è accaduto.

    Ti ringrazio anticipatamente per i suggerimenti che mi fornisci con il tuo blog.
    Sono un neofita e mi sono appena approcciato al microstock.
    Sono riuscito, non so come a passare subito l’ingresso in Istock mentre sono stato meno fortunato con Shutterstock dove dovrò ritentare.
    Mi sono anche iscritto a Fotolia e con mio grande stupore mi vedo rifiutate foto per i motivi più disparati ed assurdi.
    Volevo un suggerimento in merito perchè la bile mi è arrivata alla bocca.
    Ho letto tutto ciò che scrivi al rigurado ma le motivazioni in alcuni casi sono veramente ridicole.
    Probabilmente pecco di umiltá, probabilmente non ho capito il target a cui sono indirizzate le foto ma certe cose mi lasciano basito.
    Soprattutto mi fanno credere che stia perdendo inutilmente una montagna di tempo.
    Ogni foto necessita di 10 minuti per inserire i metadati, 10 minuti di upload e poi su 100 magari te ne bocciano 90. Insomma il gioco può non valere la candela.
    Sto cercando di capire come limitare la mia perdita di tempo soprattutto per foto che non saranno impeccabili ma hanno una discreta qualitá. Soprattutto se mi vengono pagate 25 centesimi a download. Ma questo è purtroppo il mercato.
    Ora vi elenco i motivi del rifiuto di alcune mie foto tra cui quella linkata al mio profilo facebook.

    1) Interpolazione immagini.
    Io on interpolo mai e poi mai nessuna immagine. L’esaminatore “ha bevuto”?
    Inoltre rischio l’espusione dal sito per una cosa che non faccio.

    2) Extreme Close-Up
    Gli oggetti principali, tagliati non gli piacciono proprio ma a mio parere spesso migliorano la composizione.
    In pratica a volte la regola dei 2/3 può rendere anche se il soggetto è tagliato lateralmente lasciando spazio a chi vuole magari usare quella immagine per inserire un testo.
    Mah mistero

    3) DOF troppo ristretto
    Mi pare di capire che non lo amano anche se ammetto che qui il rischi d’errore per il fotografo è sempre altissimo

    4) Dicono che ritaglio le foto per fare dei fotomontaggi a loro dire imprecisi
    Peccato che non faccio nessun fotomontaggio sulle foto incriminate.

    5) Noise
    O sono pazzi o non so. Io ho una 5D MKIII e capisco che non vogliono noise, ma una cosa è una foto in studio una cosa è una foto tipo “reportage”
    Probabilmente amano solo foto in studio e poi inserite in un ambiente tramite fotomontaggio? Mistero

    6) Foto troppo effettate
    Peccato che non uso effetti nel 99% delle foto inviate e la mia gamma dinamica non è mai tagliata agli estremi di gamma (curva dei livelli)

    PS: Sai darmi qualche suggerimento per migliorare?
    Perchè così foto che ho scattato con grande soddisfazione dei miei clienti me le trovo bocciate con una facilità inaudita perdendo ore per inutili metadati che mai serviranno a nulla!
    Almeno permettessero una pre accettazione prima di inserire i metadati!

    Grazie mille

    Vincenzo Candido

    Se volete vedere altri miei lavori visitate o mettete mi piace al mio profilo pubblico facebook: Vincenzo Candido – Spazio Creativo.

    https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10203827638082541&substory_index=0&id=1567670830

    • Paolo 07/06/2014 al 20:08

      Ciao Vincenzo,

      Grazie a te che passi da queste parti e ti fermi a leggere questo blog! Per prima cosa sappi che io ero nella tua stessa situazione quanche tempo fa (era il 2008, se non sbaglio). Una marea di fotografie scartate e la mia bestia nera si chiamava iStock.
      Questo per dirti di stare tranquillo, perchè ci siamo passati tutti. La vera differenza la fai adesso se non molli. Direi che possiamo vedere punto per punto i tuoi problemi e proviamo a dare almeno un consiglio.

      1) Interpolazione immagini: è la prima volta che sento di un problema del genere. O l’esaminatore ha bevuto (e hai ragione tu), oppure anche inconsapevolmente hai messo delle opzioni di esportazione dei tuoi file che interpolano (è facile fare questo errore se utilizzi Lightroom). Controlla questa seconda opzione: se non è così contatta il servizio assistenza di Fotolia.

      2) Extreme close-up. L’ho notato anche io. Oggetti e soggetti non piacciano tagliati, nè agli ispettori, nè ai clienti finali. Su questo purtroppo dobbiamo adattarci e limitare la nostra creatività.

      3) DOF ristretto. Personalmente ho due opzioni standard quando invio per microstock: f/16 per macro e f/8 in esterni. Ti consentono margini di sicurezza anche con ispettori ostici.

      4) Fotomontaggi. Quasta mi sembra veramente strana.

      5) Noise. Io fotografo con una Canon MarkII (quindi più vecchia della tua) in studio e non, ma non ricevo mai rigetto per noise. Sicuro di scattare in RAW a ISO 100?

      6) Foto troppo effettate. Sembra ricondursi al punto 4, quello dei fotomontaggi. La check list di controllo che userei è questa: file RAW, ISO 100, passaggio in Lightroom con ritocchi minimi (magari leggermente la riduzione del Noise se continuano a starti addosso su questo problema), ispezione dell’immagine al 100%, esportazione dell’immagine controllando che non ci siano opzioni di interpolazione o ingrandimento immagine inserite involontariamente.

      Vincenzo, una cosa importante: fotografo microstock e fotografo “tradizionale” sono mestieri solo in parte sovrapponibili. Conosco diversi fotografi di matrimoni che non sono riusciti a piazzare neanche una fotografia sui siti microstock. Non perchè non siano bravi, ma perchè non hanno capito che è un mercato diverso con standard qualitativi diversi. Microstock, fotografia matrimoni, street photography… sono bestie diverse, hanno regole diverse. Nel microstock l’aspetto artistico spetto passa in secondo piano: non servono fotografie belle, ma fotografie che funzionano.

      Sono sicuro che questo la hai già capito caso perchè ti sei già buttato e hai iniziato a nuotare (e a imparare!). Non mollare adesso!

      Paolo

  9. Vincenzo Candido 08/06/2014 al 11:35

    Grazie per le risposte immediate.

    2) grazie del consiglio. Niente oggetti tagliati se possibile

    3) dof. Grazie anche qui. Non esagero con questo parametro

    4) fotomontaggi. Può essere che a volte esagero con i parametri su alcune foto che di base non sono un granchè facendolo sembrare un fotomontaggio. Su molte che mi hanno bocciato probabilmente hanno ragione ma non su quella che vi ho postato dove in lightroom non ho fatto nulla se non aumentare l’esposizione e togliere un po’ di noise.

    5) Sul noise purtroppo hanno ragione. Spesso in situazioni limite e mai in studio mi trovo a dover utilizzare iso alti per motivi più disparati.
    Quindi le foto scartate per il noise ci possono stare. Ti confesso che a volte sono stato costretto a ISO veramente proibitivi? 🙂
    Nella foto in questione siamo a Iso 800 e non mi pareva eccessivo avendo usato anche il filtro di lightroom. Vi faccio sapere se istock la accetta!

    6) probabilmente su alcune come dicevo, hanno ragione. Non però su questa delle rose a mio parere.
    Devo imparare a tenermi con lightroom. Tendo spesso a lavorare troppo le foto rendendole quasi pittoriche. Ci provo è ho giá migliorato ma devo ancora impormi maggior naturalezza nei colori. Po vedi fito con colori sparatissimi a cettate ma questo è un altro discorso perchè probabilmente hanno altri punti di merito.

    Grazie di tutte le delucidazioni.
    Continuo a leggerti con interesse!

  10. Vincenzo Candido 09/06/2014 al 14:21

    Scusate se intervengo ancora sull’argomento.
    Mi succede una cosa molto strana.
    Istock, considerataun’agenzia severa, mi sta approvando praticamente tutte le mie foto, escluse quellecon figure umane anche senza essere visibili in volto.
    Fotolia continua a bocciarmi quasi tutte le immagini adducendo i motivi che vi ho segnalato con il post precedente.
    In pratica le bocciate di Fotolia, per ora, sono state, tutte accettate da Istock. Parliamo di circa 20 foto!
    Ho contattato l’assistenza Fotolia e mi confermano che le mie foto sono di qualitá scadente. Soprattutto il noise ma anche altro.
    Siccome sono gli stessi file aploadati sui due siti, io mi chiedo: ma come è possibile?
    La cosa che mi stupisce è che tra le motivazioni, fotolia attribuisce una risoluzione inadeguata quando le mie foto sono da 22 mpx come correttamente indicato da istock!
    Misteri del microstock!

    • Paolo 09/06/2014 al 14:46

      Ciao Vincenzo,

      iStock ERA l’agenzia più severa e con gli standard qualitativi più alti del microstock fino a qualche mese fa. Poi ha cambiato la politica di vendita e, di fatto, oggi accettano qualsiasi cosa. Io sono passato da una percentuale di accettazione su iStock del 56% medio al 100% in una settimana: o sono diventato un genio della fotografia in sette giorni, oppure l’ordine di scuderia in iStock è stato quello di ingrandire gli archivi dando più libertà di accettazione agli ispettori. Oggi ritengo invece Fotolia una buona agenzia in termini di qualità di accettazione.

      Paolo

  11. Alessandra Piacentini 17/09/2014 al 19:41

    Ciao ragazzi,

    mi infilo nella discussione con un punto di vista diverso, io sono grafico, quindi vi parlo da cliente.

    Magari sbaglio, ma dato che agenzie grosse facilmente assumono un fotografo direttamente, secondo me il grosso delle vostre vendite sono le piccole agenzie e i freelancer. Forse i blog, se non si limitano a rubare. Come media di destinazione il web e i piccoli formati di stampa sopratutto.

    Io posso parlarvi soprattutto di web, lì un crop artistico ha poca importanza, anzi. Se sto montando un responsive layout, ho bisogno di un’immagine dove il mio soggetto sia circondato da un certo spazio d’agio, in modo da avere riempimento da una larghezza di 320 (mobile) a 1920 px.

    Un’inquadratura più ampia è versatile, dovrebbe interessare sia chi cerca il close up su un soggetto (tanto partendo da alte risoluzioni per il web anche se croppo sul soggetto, non ho problemi), che il cliente che vuole usare l’immagine full screen come sfondo.

    Anche gli effetti applicati all’immagine lasciano un pò il tempo che trovano. Preferisco scegliere io se applicare un blur particolare o convertire in B/W.

    Ottime sono le immagini che lasciano spazi vuoti, possibilmente monocromatici, attorno al soggetto, non parlo solo delle classiche a fondo bianco destinate all’isolamento per fotomontaggi, ma anche in fotografie con fondi che rimangono. Per ragioni di compressione di immagine, per il web è molto meglio lo sfondo monocromatico al gradient.
    Il gradient, salvato in jpg, occupa un sacco perchè a bassa qualità rende orribilmente (per ragioni di algoritmo di compressione). Se vado di png, d’altrocanto, abbasso sì il rapporto resa/peso dei gradient, ma se ho un soggetto con grande varietà di dettagli immerso in quel gradient, se salvo in PNG mi viene un file che passa il mega.
    Sulla paesaggistica c’è poco da fare, nel senso che il gradient del cielo c’è e non ci piove (scusate il pun), però sulle foto prodotto, sulle figure ecc… ci farei una pensata.

    Oltretutto lato impaginazione, adesso va un casino l’immagine a tutto schermo di fondo e i siti a parallasse. Ergo parliamo di appoggiare il contenuto sull’immagine. In questo senso, mi fa molto comodo avere immagini che abbiano delle parti centrali con pochi dettagli o con poco contrasto.
    O in alternativa immagini che sembino un pattern.

    Vi faccio tre esempi pratici di un flusso di scelta per immagini di birra:

    http://dpc1.ftcdn.net/jpg/00/69/75/52/500_F_69755200_T0gJyckdCZzn6nskU4SHVVVm6SGW6WFQ.jpg
    questa se la voglio come background di un sito mi serve per forza uno sfondo tra lei e il contenuto, oppure incassare le icone in pulsanti, una scelta per carità fattibile, però ha comunque fortissimi dettagli che distraggono dalla finestra di contenuto, un blur tutto attorno del resto, avendo il cestino segato a lato, non stà molto bene, fa anni 90. Probabilmente sarà un’immagine che scelgo più facilmente per una brochure, o un leaflet, usando la piega in corrispondenza del taglio d’immagine, non per un layout. A loro volta le brochure spesso prediligono foto di prodotti specifiche. Qualcuno la comprerà, ma si restringe il campo di interesse. E’ un immagine che attira l’attenzione, con diversi soggetti e però non mi dice niente. Come banner o come header la devo integrare con altre cose, ma necessita che io la sfumi se voglio applicarci testo, e che io isoli il resto della grafica, magari non mi pagano abbastanza e mi oriento su una scelta più facile.

    http://dpc2.ftcdn.net/jpg/00/61/46/43/500_F_61464337_W3IhNPjAGsS94I8XijbTPui22sjeCDuZ.jpg
    questa invece vorrebbe essere una foto da usare per montarci sopra altra grafica, perchè ha lo sfondo anonimo e focus sul prodotto, ma lo sfondo, quella specie di crespo, che comunque andrò a coprire con elementi grafici la fa pesare un casino sia in jpg che in png, sbatta. Sarebbe stato meglio monocolore, al limite lo tolgo con un click e ci butto un gradient css sotto io.
    La scarto, anche perchè il bicchiere di birra è centrale, dovrei isolare la birra preservandola e usare un content avware stretch per allungare la base in legno a sinistra. Non tutti lo sanno fare e di quelli che lo sanno fare nessuno ha voglia 😀

    http://dpc1.ftcdn.net/jpg/00/62/86/38/500_F_62863892_QvnFwkoizpdfDKsLi9ThGd8mTuQTbd4s.jpg
    Questa è un’immagine ad alta appetibilità, motlo versatile, colori accattivanti, molto emozionale per il tipo di prodotto.
    C’è solo la birra, che è già di lato, lo sfondo è dettagliato, ma non è un gradient increspato, in jpg vai tranquillo. Il legno circonda ma non attira la mia attenzione, è un contorno bello ma senza focus; devo mettere finestra di contenuto sotto al testo, ma chiude sotto quasi come un footer e lì non devo lavorare, lo sfumo in nero è stretto non è un gradient a tanti colori, salvo in jpg senza troppa sbatta anche se cè lui. La posso ancorare al fondo della finestra e poi mettere un background nero verso l’alto. Allo stesso tempo potrei riadattarla facilmente per la campagna advertisement in stampa o per un banner verticale, facendo close up sul bicchiere, che è uno e è stretto. Mi serve di riproporre lo stile su altre sezioni? Posso usare lo sfondo di legno come pattern.

    Conclusione: di queste tre immagini, sicuramente tutte valide, in percentuale la terza è molto meno specifica, più vendibile.

    Spero il mio commento vi sia utile in qualche modo.

    • Giovanni “Alfredo” Bertagna 11/11/2014 al 17:23

      Mi ero perso questo interessante commento di chi lavora dall’altra parte.
      Paolo questo commento potrebbe essere trasformato in un post per dare maggiore visibilità alle riflessioni chiaramente contattando Alessandra.

      • GCammarata 12/11/2014 al 18:23

        Penso anch’io, anzi, lo aspetto da tempo!!!

  12. g.cammarata 23/10/2014 al 22:41

    Grazie Alessandra, io lo aspettavo da tempo! Molto molto interessante

  13. gcammarata 05/12/2015 al 21:48

    Cosa è il gradient?

    • Paolo 06/12/2015 al 16:36

      Ciao Giuseppe,

      Il Gradient Filter è uno degli strumenti di selezione di Adobe Lightroom.

      A presto

      Paolo

      • GCammarata 06/12/2015 al 17:50

        Ciao Paolo, scusa, ma Gradient Filter o Graduated Filter c’è in LR? Io il Gradient Filter proprio non lo trovo.

        • Paolo 10/12/2015 al 18:35

          Ciao Giuseppe,

          Scusa, sicuramente ho scritto male. Lo strumento che utilizzo il LH è il Graduated Filter.

          Paolo

  14. zioluc 16/05/2016 al 12:03

    Credo che il gradiente cui si riferiva Alessandra nel suo commento fosse un colore che passa gradualmente dal tenue al marcato (come in un cielo appunto) e non lo strumento di LR.

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