Ma chi te lo fa fare di vendere fotografia microstock? Ecco le mie 5 risposte.

Quando nel 2007 ho iniziato a scattare con l’intenzione di buttarmi nella fotografia microstock non avevo la più pallida idea di quanto ripida fosse la strada. Mi piaceva l’idea di mettermi in gioco, di imparare… naturalmente di guadagnare qualcosa per potermi permettere l’acquisto di un nuovo obiettivo. Tutto qui.

Sapevo che la strada era in salita, ho sottovalutato quanto dura fosse ma sapevo anche che caratterialmente sono un maratoneta più che uno sprinter. E questo ben si adatta allo sforzo prolungato negli anni tipico della fotografia microstock.

Avevo sottovalutato la difficoltà? Assolutamente sì.

Lo rifarei? Assolutamente sì.

A prescindere dalle belle soddisfazioni economiche che comunque sono arrivate, anche se avessi venduto solo una manciata di immagini ne sarebbe valsa la pena per questi 5 motivi.

Se deciderai di buttarti nel microstock…

La tua tecnica fotografica migliorerà di molto

Più fai pratica e più migliori, è estremamente semplice ma c’è un’enorme differenza tra chi compra una macchina fotografica nuova, la usa una settimana e la mette nel cassetto, rispetto a chi si da un obiettivo di vendita online.

In questo secondo caso, i risultati ti fanno da metronomo e segnano il passo: vendi se produci, non ci sono scuse. E in questo percorso migliorerà non solo la tua fotografia microstock destinata alla vendita, ma anche lo scatto famigliare o realizzato in occasione di un evento privato. Ti succederà, come è successo a me, di sentirti chiedere per strada da uno sconosciuto che ti porge la sua macchina fotografica “scusa, ci puoi fare una fotografia?” e vedere un bel sorriso da parte sua dopo avere visto il risultato nel display. Capita a chi migliora!

Imparerai nuove cose

Facendo il fotografo sei costretto a diventare creativo. Nel corso dei mesi e anni sarai esposto a stimoli che mai ti saresti proposto se non avendo la scusa della fotografia: il cibo, i ritratti, la fotografia macro… Allo stesso modo si svilupperanno le tue abilità informatiche, dalla capacità di postprodurre le immagini a quella di preparare un portfolio per vendere le tue immagini online. I

Interessato all’argomento della creatività? Puoi approfondire nel post 18 lezioni sulla fotografia creativa.

La tua autostima crescerà

In che senso? Nel senso che ancora oggi, a distanza di 10 anni dall’inizio della mia avventura nel mondo della fotografia microstock, mi fa piacere leggere le note degli ispettori che accettano le mie immagini.

Non è solo la soddisfazione del passare un esame ogni volta (esame che per molti fotografi tradizionali è comunque severo), ma anche il fatto che qualcuno dall’altra parte del mondo e senza obblighi nei tuoi confronti voglia aprire il portafogli e spendere qualcosa perché ti ha scelto.

Inoltre, molti siti di fotografia microstock danno la possibilità di partecipare a concorsi dove è possibile vincere premi in denaro oppure avere la possibilità di vedere le proprie immagini pubblicizzate sulla loro homepage. E poi, vuoi mettere cercare su Google una località e vedere che tra i primi risultati c’è una tua immagine?

Il modo in cui vedrai il mondo cambierà grazie alla fotografia microstock

Imparerai a vedere dei dettagli del mondo che prima ignoravi. Se fino a prima di interessarti di fotografia microstock vedevi un cartello stradale, domani lo vedrai in tutti i suoi particolari inclusi graffi e imperfezioni invisibili ai normali esseri umani. D’altronde, oggi sei un fotografo microstock, giusto?

C’è anche un inconveniente. Andrai a fare una passeggiata la domenica mattina con tua moglie e i tuoi figli cercando costantemente opportunità fotografiche attorno a te anche se hai scelto di lasciare a casa la macchina fotografica. Almeno non farti notare troppo da loro…

Lascerai qualcosa dopo di te

Questo non è il motivo per iniziare a occuparti di fotografia microstock e sicuramente ci sono altre cose più importanti da lasciare in eredità, ma a me piace pensare che le mie fotografie saranno ancora in giro dopo che io non ci sarò più, stampate o appese su qualche muro. Inoltre, l’idea di creare una rendita passiva che possa aiutare i miei cari dopo che io sarò andato… mi da serenità.

Tutto molto bello. Ma quanto si guadagna?

La risposta non ti piacerà perchè troppo vaga, ma anche onesta: dipende da te.

E’ vero che i tempi d’oro del microstock sono finiti? Io questa storia la sento da 10 anni. Nel 2007, quando ho iniziato, si diceva che il microstock era finito e per fortuna non ho dato ascolto. La cosa sicura è il tempo: hai bisogno di lavorare almeno tre anni per capitalizzare i guadagni del tuo crescente portfolio di immagini e la tua esperienza.

Il mio percorso è stato, dal 2007 e facendo upload di circa 20 immagini ogni settimana,

  • Primo anno: la mia prima lente pagata con la fotografia microstock. Curioso di sapere quale? Una Canon 24-105 Serie L, lente vecchia e ottima che mi accompagna ancora oggi. Ho visto online che si trova a circa 800 euro nuova e 500 euro usata. E’ stata il mio migliore investimento, più ancora che l’acquisto del corpo macchina.
  • Secondo anno: nuova lente e parte dei viaggi estivi utili a arricchire il portfolio fotografico.
  • Dal terzo anno ha incominciato a uscire in modo costante il mutuo della casa e la fotografia microstock è diventata a tutti gli effetti parte del bilancio famigliare.

Se gli argomenti che hai appena letto ti bastano, e sei sul bordo piscina che stai chiedendoti se lanciarti o meno nel mondo della fotografia microstock, datti una possibilità. E’ anche gratis, non hai niente da rimetterci a parte l’investimento del tuo tempo.

Ecco tre link utili. Si tratta di Shutterstock, Fotolia e 123RF: queste sono le tre agenzie che hanno dimostrato la loro serietà negli anni, dalle quali ho imparato di più e che ad oggi costituiscono l’80% dei miei incassi.

Trasforma i tuoi buoni propositi in un’azione concreta: iscriviti subito a queste agenzie e datti una possibilità!

A presto

Paolo

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2017-01-23T19:38:48+00:00 23 gennaio, 2017|Fotografia Microstock, Psicologia e Fotografia|38 Comments

38 Commenti

  1. Mr Tozzo 24/01/2017 al 11:19 - Rispondi

    Ciao e complimenti per blog che seguo con vero piacere.

    Ho una domanda da farti, mi sono iscritto a Fotolia perché come amante della fotografia volevo provare anche io l’avventura della fotografia microstock.

    La sezione TAX NFORMATION recita cosi: “Fill up your tax form! You could avoid up to 30% withholding’s on your revenue.” Quindi presuppongo che devo riempire questo modulo, una volta entrato mi chiede se il mio Paese (quindi Italia) ha o non ha un tratto fiscale con gli USA. Nel nostro caso, quindi Italia, devo mettere si. Mi confermi ?

    Grazie

    • Paolo 27/01/2017 al 12:11 - Rispondi

      Ciao Mr. Tozzo,

      Ti confermo che l’Italia ha un trattato fiscale con USA e compilare il modulo, nonostante in un primo momento intimidisca, conviene innanzitutto a te in quanto ti permette di evitare una doppia tassazione USA + Italia.

      Paolo

  2. Massimiliano 27/01/2017 al 12:22 - Rispondi

    Ciao Paolo.
    In alcuni forum di fotografia che seguo, leggo di alcuni utenti che hanno avuto esperienze negative nel microstock, e dicono che è una strada lunga e senza guadagno.
    Che le agenzie pretendono immagini al 100% della qualità ma al fotografo non ne ricava niente.
    Questo influenza molto a chi come me è agli inizi.
    Poi comunque mi ricredo dopo che leggo i tuoi post e penso che, si è lunga la strada del MS ma se ci stai dietro c’è la si puo fare.
    Ora purtroppo mi sono fermato per vari motivi tra cui uno mi è appena nata una bimba.
    A presto
    Massi

    • Paolo 27/01/2017 al 12:27 - Rispondi

      Ciao Massimiliano,

      A mio parere c’è un grande fraintendimento. Molte delle persone che si avvicinano al microstock lo vedono come “soldi facili”, per poi rimanere deluse dal fatto che dopo qualche settimana di upload non ci sono risultati. Non è facile, è vero che la strada è lunga ma non è vero che il fotografo non ci guadagna (mi ci pago il tetto sopra la testa con il microstock). Te lo dice uno che lo fa da 10 anni.

      Paolo

      Paolo

  3. Massi 29/01/2017 al 17:05 - Rispondi

    Grazie per la risposta
    Massi

  4. Laura 30/01/2017 al 08:13 - Rispondi

    ciao Paolo!
    dopo giorni di lettura “in incognito” del tuo blog mi sembra doveroso palesarmi se non altro per ringraziarti dei preziosi consigli e ancor più preziosi stimoli che offri a chi , come me, è alle prime armi. Sono appassionata da sempre alla fotografia ma finora avevo solo partecipato, seppure con grande entusiasmo, alla community di flickr e 500px che sono state un’altra importante palestra. Anni fa , non ricordo precisamente quando, flickr era associata con getty e accadde l’impensato: getty mi chiese alcune foto da commercializzare. Niente di che, sinceramente, erano foto come tante altre. Ovviamente lo feci, ne inviai altre che furono accettate ma poi fui presa da altro: bambine piccole, lavoro eccetera..trovai insormontabile persino dovermi applicare a comprendere il modulo fiscale che mi chiedevano di compilare e lasciai perdere. Inutile dire che non vendetti nulla ma avevo un portfolio che , col senno di poi, era veramente esiguo e non arrivava a poche decine di foto. Ben presto mi dimenticai di getty e non so più che fine abbia fatto la collaborazione con flickr. Non so come sono approdata a ottobre di quest’anno al Microstock: bambine più cresciute, voglia di nuove esperienze, letture in rete… per farla breve ho caricato foto su shutterstock e fotolia senza crederci troppo e con mia grande sorpresa sono arrivate delle vendite: pochissime all’inizio ma superati i 500 downloads c’è stato già un incremento e non passa giorno che non venda almeno una foto. Insomma il trend sembra positivo e, soprattutto, le tue parole mi fanno ben sperare. La cosa più bella di questa esperienza, comunque, seppure non dovesse portare un rientro significativo in termini economici ( so benissimo di concorrere con fotografi straordinari) è la passione che riesce a stimolare: ogni giorno non vedo l’ora di poter fotografare, cerco di migliorarmi costantemente, cerco occasioni interessanti, leggo, mi documento, vado in giro. Tutto questo , per me, è già un guadagno. E’ divertente, è appassionante. Vedere che una foto è stata acquistata dall’altra parte del mondo è una specie di droga. Ma anche sapere che le tue foto sono state accettate dalle agenzie. Quando non dovesse essere più così, se si trasformerà in una specie di impiego part time, una monotona e frustrante routine, lascerò perdere.
    Se non mi vergognassi del mediocre livello del mio portfolio ( ci sono già delle foto che a distanza di mesi non invierei più alle agenzie e seppellirei in una cantina virtuale nel mio PC) lo condividerei. Ma, davvero, siete tutti fotografi bravissimi e io combatto anche in questo caso con insicurezze ataviche. Forse più in là chissà. A proposito, seguendo i tuoi consigli sto collaborando anche con 123rtf , agenzia simpaticissima ma ancora pochissime vendite ( non dico quante che mi deprimo), dreamstime, altra agenzia il cui sito mi piace moltissimo e dove ho un’altissima percentuale di accettazione ( tipo il 95 %) ma che stenta a decollare ( sebbene mi pare paghi un tantino di più ogni foto o sbaglio?) e istock che però mi ha stufato perchè non dà alcun segno di vita. Credo di aver sbagliato io tutto riguardo alle keywords e dovrei rivedere le foto una per una, cosa che mi avvilisce alquanto. Così pensavo di aspettare i cambiamenti annunciati entro febbraio e vedere che succede. Che ne pensi? Ci sono altre agenzie a cui consigli di collaborare?
    Complimenti per il tuo lavoro e il tuo blog : non sai quanto mi abbiamo stimolato le tue parole e la tua passione!!
    Laura

  5. Laura 30/01/2017 al 09:48 - Rispondi

    correggo il commento precedente: parlavo di 500 uploads ovviamente e non downloads ( magari! ) ..Ne approfitto per chiederti un’altra cosa: a tuo avviso la percentuale di accettazione delle foto da parte delle agenzie influisce sul numero di vendite? Mi spiego : è possibile che nei motori di ricerca si privilegi chi ha una più alta percentuale di accettazione o è ininfluente? E’ comunque preferibile, secondo la tua esperienza , avere un’alta percentuale di accettazione e che cosa succede se questa dovesse scendere vertiginosamente? Lo dico perchè su fotolia in particolare dopo un inizio molto incoraggiante di recente ho subito numerose bocciature che hanno fatto scendere tale percentuale per cui ora tendo ad essere molto più cauta.

    • Paolo 30/01/2017 al 15:30 - Rispondi

      Ciao Laura,

      Grazie per il tuo lungo e approfondito commento. Vado alle risposte che mi chiedi:
      1) Le agenize con cui consiglio di collaborare sono Shutterstock e Fotolia, poi c’è tutto il resto. Senza queste due non vedo ad oggi la possibilità di costruire un solido portfolio nel mondo del microstock. A seguire: 123RF, Dreamstime e iStock.
      2) La percentuale di accetazione, nella maggior parte dei casi, non mi risulta influisca sul numero delle vendite. E’ un dato che personalmente utilizzo per capire quanto io sia migliorato rispetto al passato secondo i criteri di accettazione di un’agenzia. Non mi concentrerei troppo su questo dato se non per avere un metro di paragone sul tuo percorso di miglioramento come fotografa.

      A presto

  6. Laura 31/01/2017 al 07:34 - Rispondi

    Grazie mille!!

  7. Francesco 09/02/2017 al 17:11 - Rispondi

    Chi di voi ha letto il nuovo post di febbraio su Shutterstock (link qui sotto)?

    http://forums.submit.shutterstock.com/topic/90234-testing-new-pricing-plans-for-customers/?code=Z0YUPb_kJdZqbbQKNz1gwA&state=466a12d85b21e9bbe07b18c6af7ed3c4

    In pratica pare che SS sia in procinto di proporre un nuovo pacchetto al costo 199 $ per 750 immagini (circa 0.26 cent a immagine). Sembra che al contributor sia riconosciuta una miserissima royalties di 6 cent!!

    Il post lo potete anche trovare nella nuova dashboard al link:
    https://submit.shutterstock.com/dashboard
    in basso a sinistra su “Announcements” post: “Testing New Pricing Plans for Customers”.

    Alcuni contributors lamentano inoltre un calo delle vendite, nell’ultimo anno su SS, anche del 50% che, devo dire, coincide anche con la mia esperienza.

    Voi che impressione vi siete fatti? Diventa sempre più dura? In particolare lo chiedo a Paolo che, tra tutti, è quello che ha una maggior esperienza.

    Ciao e grazie di eventuali risposte.

    • Paolo 09/02/2017 al 21:37 - Rispondi

      Ciao Francesco,

      Ti rispondo con una percentuale: il mio fatturato con Shutterstock nel 2016 è diminuito di circa il 5% rispetto al 2015. E’ anche vero che ho dedicato meno tempo al microstock a causa dell’arrivo del mio bimbo, quindi ci sta…

      Paolo

  8. Gianmichele Arrighetti 10/02/2017 al 11:46 - Rispondi

    Hey scusate se scrivo qui, sono nuovissimo .
    [Ho scritto un’altro messaggio ma so non più dove è (sclerotico).]

    Bene volevo chiedere se qualcuno sa come ci si deve comportare:

    Su Adobe Stock, Fotolia, in questi giorni mi arriva un avviso urgente sul compilare dei moduli per le tasse USA, non ci capisco nulla e non so che fare.
    Qualcuno ha qualche idea?

    Mio Rank su Fotolia: 70 % rifiutate (in tutto 6 accettate, Vendute =0, Viste =0) .
    Che tristezza
    .
    Ciao e grazie leggo volentierissimamente questo blog ed i tuoi libi
    Gianmichele

  9. Marta 19/02/2017 al 01:46 - Rispondi

    Ciao Paolo.
    Ho bisogno, per favore, dei tuoi lumi. Dopo aver seguito il tuo blog sin dall’inizio, seguendo i tuoi insegnamenti, ad oggi carico foto nelle seguenti agenzie:
    iStockPhoto / Getty Images
    Fotolia / Adobe Stock
    123RF
    Depositphotos
    Dreamstime
    BigStockPhoto
    Shutterstock
    Alamy
    CanStockPhoto
    Pond5
    YayMicro
    CreStock
    PantherMedia
    Zoonar
    FeaturePics
    Mostphotos
    Graphicleftovers
    Photocrowd
    Fineartamerica
    Inoltre, ho già caricato delle foto, ma al momento vi son dei problemi di accesso, nelle seguenti agenzie:
    CutCaster
    Photodune (Envato)
    Veer
    IvanTaggi (probabilmente ha chiuso?)

    Ora la mia domanda è questa: ci sono altre agenzie sulle quali valga la pena caricare delle foto?

    Volendo insistere su agenzie che come Fineartamerica creino stampe per poster, biglietti d’auguri, cuscini, Copripiumini, Tende da doccia, borse, cover del telefonino, magliette, asciugamani, tazze, ecc., come conviene filtrare la ricerca su google?

    Inoltre, per favore, mi sai indicare come usare Pinterest per il Microstock (non riesco a capire come funziona)?

    Grazie in anticipo per l’aiuto che vorrai darmi.
    Marta

    • Paolo 19/02/2017 al 17:07 - Rispondi

      Ciao Marta,

      Personalmente reputo essenziali per qualsiasi fotografo che scelga il microstock solo due agenzie: Shutterstock e Fotolia. A queste ne aggiungo alcune che io preferisco: 123RF, Dreamstime, Depositphotos, iStock. Il resto è un qualcosa in più che se hai tempo puoi coltivare, ma si tratta veramente di un’attività residuale.

      Non ho invece capito la tua domanda su Fineartamerica. Cosa intendi per “filtrare la ricerca su Google”?

      Per quanto riguarda Pinterest per il Microstock non è una via in cui credo molto. Penso che chi sceglie il microstock lo fa anche per demandare l’attività di marketing e per questo ho scelto di non investire tempo in Pinterest ma di farmi un bel corso di fotografia!

      A presto

      Paolo

      • Marta 09/03/2017 al 01:10 - Rispondi

        Ciao Paolo.
        Scusa l’imprecisione di espressione.
        Con “filtrare la ricerca su Google” intendo dire, o meglio chiederti, cosa devo scrivere nella casella di descrizione della ricerca che chiedo di fare a Google, affinchè in risposta il motore di ricerca mi fornisca un elenco di siti simili a Fineartamerica?
        Grazie.
        Marta

        • Paolo 11/03/2017 al 16:17 - Rispondi

          Ciao Marta,

          I primi termini che mi vengono in mente sono “sell art online” “sell photography online” “etsy” “sell photography website”

          A presto

          Paolo

  10. Sandy 21/02/2017 al 22:00 - Rispondi

    Ciao Paolo,
    Complimenti e sopratutto grazie per il blog nel quale condividi veramente tanto!
    Non avevo mai sentito la parola microstock finché non ho letto il tuo blog.
    Ho una domanda per te.
    Non sono una professionista della fotografia. Non conosco la tecnica fotografica. Nella vita faccio altro. Ma credo di avere molto gusto per le inquadrature ed un occhio che vede un poco più in là della media. Dico questo senza presunzione ma per domandarti se può essere sufficiente per giustificare l’inizio dell’ attenzione al genere microstock (non nascondendoti che non mi dispiacerebbe arrotondare un po’).
    Ho una canon G12 e fotografo molto con iPhone7. Roba da dilettanti lo so. Ma possono andare per capire se ho “la stoffa”?
    Grazie del consiglio spassionato!
    Sandy

    • Paolo 23/02/2017 al 08:53 - Rispondi

      Ciao Sandy e grazie a te che passi qui a leggere.
      E’ veramente difficile capire se hai stoffa senza vedere una tua imagine e comunque penso di non essere io la persona più competente e potere dare un giudizio. Io sono semplicemente “uno che ci ha provato” con il microstock e che non ha mollato quando I risultati non arrivavano i primi anni. Poi le soddisfazioni sono arrivate con il tempo.
      Per quanto riguarda I mezzi tecnologici, questi non sono un limite. Io continuo a fotografare (e vendere) anche con una vecchia Canon 450D e va benissimo.
      L’occhio per la composizione fotografica ti aiuterà molto perchè penso che sia una delle due abilità fondamentali per ogni fotografo, microstock o non (la seconda abilità che ti serve è quella di sapere utilizzare la luce).

      A presto

      Paolo

      • Sandy 27/02/2017 al 10:28 - Rispondi

        Grazie Paolo per la tua generosa cortesia!
        Ho deciso di apprendere per lo meno i rudimenti della fotografia per averne più consapevolezza.
        Ti farò sapere se avrò avuto stoffa o meno 😉

  11. Valentina 15/03/2017 al 22:35 - Rispondi

    Ciao Paolo, articolo veramente utile ed interessante, io mi sono iscritta a fotolia l’anno scorso, inizialmente inviavo si e no una foto al mese, da quest’anno ho deciso di prenderla un po più seriamente, contando che dedico solo i fine settimana alla fotografia (e non sempre), e che ho come media una foto alla settimana accettata, ho iniziato con le prime vendite, per ora 5 quindi in termine di guadagno praticamente nulle, ma visto che il portfolio è ancora misero so che dovrò lavorarci tantissimo. Scusa il poema, la mia domanda è questa, tu pubblichi le stesse foto su ogni sito? oppure le foto che metti su fotolia sono diverse da quelle che metti su shutterstock? Grazie. Valentina.

    • Paolo 17/03/2017 al 16:30 - Rispondi

      Ciao Valentina,

      Pensa che io ho impiegato tre mesi per vendere la prima fotografia su Fotolia!
      Il consiglio è quello di pubblicare su molteplici agenzie le stesse immagini.

      A presto

      Paolo

  12. Francesco Carniani 16/03/2017 al 22:34 - Rispondi

    paolo ti faccio una domanda che ho girato anche allo staff di shutterstock, esiste ed è legale comprare un portfolio di un altro contributor per poi guadagnarci sopra nel microstock? esempio, te mi vendi il tuo portfolio, io ti pago ed utilizzo il tuo portfolio per guadagnarci nel microstock. esiste un mercato del genere? ci sono dei gruppi dedicati? a presto e buona serata!

    • Paolo 17/03/2017 al 16:25 - Rispondi

      Ciao Francesco,

      Domanda curiosa. Non ho idea se esista una diffusione di questa attività, ma direi che tutto dipende dai dettagli contrattuali tra chi vende e chi acquista il portfolio più che dall’agenzia microstock. Se io ti vendo il mio portfolio rinunciando a tutti i diritti sulle immagini e consentendoti contrattualmente l’utilizzo anche nel mercato microstock “a naso” mi verrebbe da dire che non ci sono problemi.

      Paolo

      • Francesco Carniani 17/03/2017 al 22:55 - Rispondi

        se guardiamo bene potrebbe essere un altro settore di vendita… fare fotografia per la rivendita ad altri contributor… dopo un pò di esperienza uno potrebbe vendere scatti che solo lui sa fare, se io faccio degli scatti a dei modelli io li devo pagare e ci devo pure perdere del tempo, secondo me ci sono delle grosse utilità per chi compra… io il mio portfolio non lo venderei… forse a peso d’oro…

        • Francesco Carniani 17/03/2017 al 23:06 - Rispondi

          la foto che rivendi a un altro contributor non la venderesti a 33 centesimi… anche a 50 euro se è di livello… prendi 50 euro subito invece di 33 centesimi ogni tanto… per chi vende ha un rientro economico immediato per chi acquista è un investimento nel medio lungo termine… e se ne vendi 20 sono già 1000 euro all’istante!

  13. Sandy 28/03/2017 al 08:50 - Rispondi

    Ciao Paolo, rieccomi in cerca di consiglio ! Seguendo il tuo suggerimento sto frequentando un corso di fotografia base per imparare la tecnica. Mi piace moltissimo e Credo di aver deciso di fare il grande passo di comprare una “vera” macchina fotografica di fascia medio alta. Hai qualche suggerimento o c’è già un tuo post a riguardo che mi sia sfuggito? Grazie ! Sandy

    • Paolo 08/04/2017 al 10:44 - Rispondi

      Ciao Sandy,

      Se puoi permettertelo, una reflex full frame Canon o Nikon. Forse qualcuno storcerà il naso perché si aspettava un consiglio più articolato, ma la verità è che la stragrande maggioranza delle macchine fotografiche anche entry level permette di accedere al mondo del microstock.

      A presto

      Paolo

  14. Sandy 03/06/2017 al 21:54 - Rispondi

    Ciao Paolo,
    eccomi di nuovo !
    Scusa se ti assillo ma le domande sorgono mano mano che mi addentro nel mondo microstck!
    Vorrei approfittare ancora una volta della tua disponibilità rivolgendoti un pò di domande che possono forse interessare altre persone che sono alle prime armi col microstock.
    Innanzitutto mi stupisco di come alcuni siti siano facili ed intuitivi mentre altri richiedano una bussola anche solo per orientarsi per quanto sono complicati. Inoltre alcuni siti quali Istock accettano praticamente tutte le foto che invio mentre altri sono molto più selettivi, al limite dell’inacessibile.. Strano no? Depositphoto ad esempio ha rigettato tutte le mie candidature definendo le immagini “non suitable for commercial use”.
    Trovo davvero lunghissimo il processo di taggare le foto e scriverne i metadati e questo nonostante io ricorra a mykeyworder per velocizzare il tutto.
    Questo lavoro di “archivio”, chiamiamolo così, mi pare così lungo da farmi pensare che il gioco non valga la candela. Ogni foto, anche se caricata in parallelo su vari siti, porta via tantissimo tempo. Sarebbe forse meglio essere contributor esclusivo di un solo sito (sceglierei Istock che è quello che accetta di più e l’unico nel quale ho venduto (6 foto da marzo ad oggi!)). Tra l’altro alcuni siti come dreamstime mischia tutte le foto e non capisci velocemente quale sia stata accettata recentemente mentre graphicleftovers carica al massimo 20 foto al giorno spezzettando il lavoro. Mi domando a questo punto se io stia sbagliando qualcosa.. c’è un metodo in cui sia meglio organizzare il lavoro?
    Hai qualche suggerimento? Grazie ancora una volta per i consigli che vorrai darmi!
    Sandy

    • Paolo 09/06/2017 al 11:49 - Rispondi

      Ciao Sandy,

      La bella e brutta notizia è che mai come oggi è stato facile vendere fotografie. Bella perché con poco investimento di può entrare nel mercato. Brutta perché c’è una grande concorrenza e le stesse agenzie microstock hanno alzato enormemente l’asticella. Personalmente ho scelto di non essere esclusivista: ho maggiore libertà e sicurezza. Certo, contribuire a molte agenzie complica la cosa ma utilizzando Filezilla riesco a fare un totale di 400 upload in una notte distributi su 20 agenzie diverse spendendo 5 minuti del mio tempo per impostare il lavoro. Devo dire che per me il gioco vale la candela.

      A presto

      Paolo

      • francescocarniani 09/06/2017 al 14:10 - Rispondi

        finalmente riesco a riscriverti paolo! quindi aspetta un lungo post!

        per quanto riguarda la domanda dell’utente se posso rispondere pure io è tutta una strategia delle agenzie, un caricamente più veloce agevola i contributor, aumenta il portfolio della agenzia ma nella massa la qualità è più scadente… molte volte chi complica il settaggio è per avere anche contributor più selezionati oppure contributor che inviano la foto del mese invece che 200 scatti…. prova adobestock e shutterstock.

        poi per la vendita si parla di 25 centesimi a scatto, chi ci prova deve lavorarci sopra… ieri ho fatto le 3 di notte a inviare un pò di scatti.

        ho fatto una domanda allo staff di adobe ben precisa ma mi sa che la mia idea è molto sconosciuta:

        1. la compravendita di portfolio tra contributor, chi non è più interessato al mercato potrebbe rivendere i diritti del portfolio a un altro… un mercato nel mercato, io potrei essere anche interessato ad esempio.

        2. il servizio di impostare keyword e caricare sui vari siti sarebbe una idea per crearsi un lavoro per chi non ce lo ha e la possibilità per chi carica di sfruttare più tempo per scattare invece di stare a risolvere i vari settaggi.

        a presto,

        francesco.

  15. joe 16/07/2017 al 11:11 - Rispondi

    Ciao Paolo, complimenti per il sito! Ho trovato informazioni utilissime. Volevo chiederti una cosa… che tu sappia non ci sono più possibilità di sincronizzare i profili di fotolia e adobe stock se non lo fai in fase di primo accesso?
    Un’altra cosa se posso… con adobe pare che diano il 33% di commissioni, sai se il rapporto con questi numeri è da intendersi esclusivo oppure posso proporre le foto anche ad altre agenzie? Grazie mille in anticipo
    joe

    • Paolo 22/07/2017 al 16:34 - Rispondi

      Ciao Joe,

      Alla prima domanda non saprei rispondere e quindi lascio la parola scritta ai lettori che ne sanno più di me. Per la seconda domanda, è tuo diritto proporre le tue immagini a tutte le agenzie che vuoi purchè:
      1) Tu non scelga di concedere la tua fotografia in esclusiva a una specifica agenzia
      2) Tu non abbia vincoli per lavorare come fotografo esclusivamente con una specifica agenzia.

      A presto

      Paolo

  16. gabriella zambrini 23/07/2017 al 18:47 - Rispondi

    Salve,
    Sono un’ appassionata di street photography. Ho letto il blog con estremo interesse, ma ho ancora qualche dubbio circa il microstock: con la scelta che ho fatto mi trovo spesso a ritrarre volti di passanti, anche laddove il cuore dell’immagine è altrove. Mi chiedo quante ore dovrei trascorrere in post produzione, e quindi comprendo che su Fotolia e simili posso solo mettere le foto dei miei gatti, sempre ammesso che piacciano a qualcuno…
    Sto iniziando a proporre il mio lavoro in maniera mirata e ho già contattato diversi spazi espositivi per chiedere di allestire una mostra, ma appena mi presento come fotografa amatoriale tutti mi rispondono che lavorano solo con professionisti. Qualche aiuto su come presentarsi sarebbe davvero di grande utilità.
    Pazienza, non demordo, proverò ancora, sbaglierò meglio. Ti ringrazio ancora per i preziosissimi consigli e attendo con fiducia qualche suggerimento per la street, sia tecnico (lightroom) che eventualmente normativo.
    Gabriella Zambrini

  17. ROCCO ALDO OSANNA 28/07/2017 al 11:33 - Rispondi

    Caro Paolo,
    ho acquistato su Amazon i tuoi manuali in offerta e li ho “spazzolati” in meno di mezza giornata.
    Complimenti per quello che fai e per la tua opera di divulgazione.
    Vorrei approfittare della tua disponibilità per chiederti qualche informazione, visto che accogliendo i tuoi suggerimenti ho deciso di provare ad affacciarmi nel mondo del microstock.
    Ho una Canon EOS 80D che nelle impostazioni consente di inserire informazioni sul copyright.
    Suggerisci di inserire informazioni nella fotocamera o è meglio “firmare” con un software le singole foto da inviare ai siti di stock? Il nome dell’autore è il nome e cognome anagrafico? Ho letto su uno dei tuoi testi che utilizzi un nickname (PerseoMedusa).
    E’ opportuno, quindi, registrarsi con un nickname sui siti di stock? E di conseguenza suggerisci di attivare un indirizzo mail dedicato esclusivamente al “secondo lavoro”?
    Spero di non aver posto questioni banali e ti sono grato per il tempo dedicatomi.

    • Paolo 04/08/2017 al 16:13 - Rispondi

      Ciao Rocco,

      questioni assolutamente non banali. Andiamo al sodo:

      1) Suggerisco per comodità di inserire le informazioni di copyright direttamente nella fotocamera. Io ho preparato un preset in Lightroom che comunque mi consente di aggiungere ulteriori dettagli, ma è una scelta personale e non obbligatoria.
      2) Se inserisci le informazioni per proteggere il tuo copyright è giusto inserire il tuo nome e cognome anagrafico come autore.
      3) E’ vero: utilizzo un nickname ma dovessi ricominciare oggi utilizzerei il mio nome e cognome: è più semplice. Mi registrerei sui siti stock con nome completo.
      4) La mail è una tua scelta: io ho 6 mail per diversi settori delle mie attività online.

      A presto!

      Paolo

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